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POLITICA 12 Gennaio Gen 2015 0650 12 gennaio 2015

Quirinale, dimissioni Napolitano: l'ultima settimana del presidente

Il capo dello Stato si prepara a salutare i corazzieri. Poi il ritiro definitivo.

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

L'addio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale è sempre più vicino.
Lunedì 12 gennaio, come ha spiegato il quotidiano La Stampa s'è aperta l'ultima settimana del capo dello Stato al Colle - sabato 10 gennaio ha ricevuto una lettera dalla regina Elisabetta - che costringerà il parlamento a trovare una nuova guida.
SECONDE DIMISSIONI. Per Napolitano, però, non è la prima volta che si ritrova a rassegnare le dimissioni: già nel 2013, poco prima della fine naturale del suo primo mandato, il presidente della Repubblica si dimise per accelerare l'elezione del suo successore secondo una procedura «di cortesia».
INCARICO A TEMPO. Ma se due anni fa toccò ancora a lui salire al Quirinale, oggi le cose sono cambiate. Anche perché lo stesso Napolitano aveva accettato l'incarico del secondo settennato riservandosi la possibilità di interrompere quanto prima l'incarico.
SALUTO AI CORAZZIERI. Così, in attesa dell'ultimo discorso del premier Matteo Renzi a Bruxelles nei panni di presidente di turno dell'Unione europea, il presidente della Repubblica ha già iniziato le procedure per abbandonare il Colle: il saluto ai corazzieri e ai dipendenti del Quirinale risulta, infatti, essere l'ultimo appuntamento ufficiale di Napolitano, a conferma di come la decisione ormai sia presa.
NCD STOPPA IL PD. Mentre il presidente si appresta a lasciare l'incarico ricoperto dal 2006 (dovrebbe firmare l'addio mercoledì 14 gennaio), la politica è al lavoro per trovare il suo sostituto.
Nel governo c'è chi teme che il Partito democratico possa prendersi, dopo la presidenza del Consiglio, anche quella della Repubblica. Così il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano ha provato ad alzare la voce, speventato soprattutto dall'atteggiamento dei democrat che danno per scontato i voti della maggioranza: «Nessuno pensi di fare i conti senza di noi», è stato il messaggio dei fedelissimi del ministro dell'Interno. Pronti a mettere il veto sull'accordo tra Pd e Forza Italia.

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