Voto Europa 150109125651
ELEZIONI 12 Gennaio Gen 2015 0735 12 gennaio 2015

Ue, i Paesi al voto nel 2015 tra anti-Ue e nazionalismo

Dalla Grecia alla Spagna, passando da Francia e Regno Unito. Fino all'Olanda. I Paesi alle urne con lo spauracchio dei partiti euroscettici.

  • ...

Nel 2015 sono almeno 10 i Paesi al voto locale.

da Bruxelles

Dopo le elezioni europee del 2014, arrivano quelle degli Stati membri a segnare il futuro dell'Unione europea. E dopo l’attentato al giornale francese Charlie Hebdo commesso in nome di Allah, la paura di un exploit dei partiti euroscettici, ma soprattutto razzisti e anti-immigrazione, diventa ancora più reale.
DIECI PAESI AL VOTO. Nel 2015 sono almeno 10 i Paesi che devono rinnovare - a livello nazionale o regionale - la propria classe dirigente e che, negli ultimi mesi, hanno visto la crescita delle forze estremiste.
Gli occhi sono quindi puntati sui risultati che potrebbero cambiare non solo la strategia politica dei singoli Stati, ma anche quella comunitaria.
SPAURACCHIO EUROSCETTICI. Le prossime elezioni rappresentano un'occasione ghiotta per gli euroscettici e i movimenti anti-immigrati, il cui fine è consolidare il proprio potere e dettare la linea.
In Italia a sperarci sono, per esempio, Movimento 5 stelle e Lega Nord, anche se nel nostro Paese il rischio di elezioni anticipate è solo una possibilità.

Ecco i gli Stati al voto nel 2015

Grecia: i partiti anti-Ue spaventano l'Ue (voto 25 gennaio)

Per ora il primo Paese ad aprire le urne è anche quello verso il quale l'Ue guarda con maggiore preoccupazione.
Il 25 gennaio la Grecia va al voto anticipato dopo che il parlamento non è riuscito a eleggere il presidente. Un'occasione per il partito anti-austerità di estrema sinistra Syriza - che già durante le europee aveva ottenuto ottimi risultati - per vincere anche in casa.
SYRIZA IN VANTAGGIO. Per ora la corsa elettorale è, però, un testa a testa con il partito al governo di centrodestra Nuova democrazia del primo ministro Antonis Samaras, che negli ultimi sondaggi ha guadagnato terreno con 27,3%. La coalizione capeggiata da Alexis Tsipras, Syriza è invece al 30,4%.
BRUXELLES OSSERVA. Una manciata di voti quindi basta a designare la vittoria di uno dei due partiti che per ora stanno giocando la loro campagna elettorale proprio sui temi cari a Bruxelles: austerity, ristrutturazione del debito, uscita dall'euro e soprattutto dal programma della Troika (Ue, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea).

Estonia: i nazionalisti sono ancora deboli (voto 1 marzo)

Il 1 marzo è anche la volta dell’Estonia. Per quanto non vi sia nessun gruppo euroscettico tra i quattro partiti politici attualmente rappresentati nel parlamento, sono due le coalizioni anti-Ue che dal 2011 hanno iniziato a crescere. Per ora il loro indice di gradimento non supera la soglia del 5%.
Per esempio, il Partito di indipendenza estone di matrice nazionalista ed euroscettica che vuole uscire dall'Ue non ha, però, finora ottenuto buoni risultati nei sondaggi attestandosi intorno all’1%.

Olanda: gli anti-Ue vogliono scalare il Senato (voto 18 marzo e 26 maggio)

A rischiare di avere un governo di estrema destra e anti-Ue è l’Olanda. Le elezioni provinciali del 18 marzo sono il banco di prova che porterà indirettamente al rinnovo del Senato nazionale (26 maggio). E se le parti che sostengono il governo non riuscissero a raggiungere la maggioranza alla Camera alta, il governo del primo ministro Mark Rutte potrebbe cadere.
A trarne profitto potrebbe essere il politico di destra anti-Ue e anti-Islam Geert Wilders, che nelle elezioni europee del 2014 aveva provato a fare un gruppo parlamentare con la leader del Front national francese, Marine Le Pen.

Francia: Fn e Ump sfidano i socialisti (voto 22 e 29 marzo)

In Francia invece sono le elezioni regionali del 22 e 29 marzo a misurare la crescita del partito di estrema destra Fn, che oltre ai buoni risultati raggiunti durante le ultime amministrative, alle europee è diventata la formazione più votata Oltralpe.
GUAI PER HOLLANDE. Un vero e proprio incubo per l'attuale presidente socialista François Hollande che durante le presidenziali del 2017 oltre a Le Pen deve vedersela anche con l'ex presidente Nicolas Sarkozy, leader del partito di centrodestra Ump, in ascesa negli ultimi sondaggi.
MINACCIA LE PEN. Ma all’indomani dall’assassinio dei giornalisti di Charlie Hebdo è Le Pen a preoccupare di più: per quanto nel suo discorso per l’attentato non abbia parlato di immigrazione, la politica nazionalista di Fn ha come obiettivo quello di fare una moratoria, chiudere le frontiere e portare il Paese fuori dall’euro.

Finlandia: l'estrema destra fa paura (voto 19 aprile)

A correre il pericolo euroscettico è anche la Finlandia che va alle urne il 19 aprile. Proprio dopo che l’attuale vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen ha lasciato il ruolo di presidente del partito e di primo ministro nelle mani di Alexander Stubb, il governo di coalizione di centrodestra ha, infatti, iniziato a scricchiolare.
A occupare sempre più spazio è quindi stata l'estrema destra di Perussuomalaiset (Veri finlandesi) che ha cavalcato alcuni errori dello staff di Stubb, a partire dall’approvazione di una centrale nucleare che sarà costruita da una società statale russa. E le mire imperialiste di Vladimir Putin sono viste con preoccupazione da Helsinki.
EUROSCETTICI IN CALO. Per questo il partito nazionalista guidato da Timo Soini è presto diventato la terza forza parlamentare ottenendo il 19,1% dei voti nelle ultime elezioni.
Tuttavia, in un recente sondaggio, gli euroscettici finlandesi sono dati in calo (14%). Ma i temi della prossima campagna elettorale - l'effetto delle sanzioni alla Russia sull'economia finlandese, l'adesione alla Nato e l'immigrazione - potrebbero giocare in loro favore.

Regno Unito: Cameron deve arginare l'ascesa di Farage (voto 7 maggio)

In Gran Bretagna il premier inglese David Cameron ha annunciato lo stop alle prestazioni sociali per gli immigrati. Quando si parla di vero e proprio pericolo euroscettico è, infatti, al Regno Unito che bisogna guardare.
Il 7 maggio il partito di Nigel Farage potrebbe segnare la sua prima vittoria storica.
L'UKIP ALLA CAMERA. Dopo aver ottenuto il maggior numero dei seggi alle elezioni europee raccogliendo il 31% dei voti, l'Ukip (Uk independence party) è entrato per la prima volta alla Camera dei Comuni nelle elezioni d'autunno.
Un successo che gli ha permesso di portare via numerosi elettori e politici al premier conservatore, che ora per evitare di perdere le elezioni ha intensificato la campagna anti-immigrazione, promettendo anche di anticipare il referendum per uscire dall'Ue.

In Spagna Podemos diventa il primo partito (voto 24 maggio)

Un altro nuovo partito che potrebbe cambiare le sorti politiche del proprio Paese è Podemos. Anche in Spagna, infatti, la crisi e le misure di austerità imposte dall'Ue hanno contribuito alla nascita di un partito anti-austerity, che per quanto non si dichiari anti-europeo promette di cambiare le politiche economiche nazionali e comunitarie.
Dal 2004, anno della sua fondazione, Podemos è cresciuto: dall'iniziale 8% di gradimento, ora è primo partito: il 24 maggio ci sono le amministrative e a ottobre-novembre le politiche.

Danimarca: Thorning-Schmidt cerca la fiducia degli elettori (voto 14 settembre)

Non sono solo i Paesi a rischio bailout a dover cambiare la squadra di governo e a rischiare di allontanarsi dai valori difesi dall'Ue: anche la Danimarca deve rinnovare il parlamento. E da qui al 14 settembre il primo ministro di centrosinistra Helle Thorning-Schmidt deve lavorare a lungo per riconquistarsi l'elettorato che l'ha voluta al potere dal 2011 a oggi.
SALE IL PARTITO POPOLARE. A preoccupare la socialista è la perdita di popolarità e soprattutto l'aumento dell'indice di gradimento del Partito popolare danese (Df) anti-immigrati che, secondo alcuni sondaggi, è al 21,2%.
Il Df ha, infatti, già vinto le elezioni europee nel Paese con il 26,7% dei voti e quattro dei 13 seggi che spettano alla Danimarca al parlamento europeo.
DISCORSO ALLA NAZIONE. Per scongiurare un bis anche in casa, Thorning-Schmidt ha già iniziato la sua campagna elettorale durante il discorso di fine anno, nel quale ha tentato di convincere la nazione che le cose si sono mosse nella giusta direzione sotto la sua guida.

Portogallo: l'obiettivo è uscire dalla crisi (voto settembre-ottobre)

A non voler uscire dall'Ue, ma almeno dalla crisi economica, è invece il Portogallo, che va al voto tra il 20 settembre e l'11 ottobre.
L'ultima volta che i portoghesi erano andati alle urne - giugno 2011 - il Paese era in ginocchio ed era entrato nel programma di salvataggio della Troika che gli ha permesso di ottenere un prestito di 78 miliardi di euro in cambio di riforme e una riduzione della spesa.
DISOCCUPAZIONE ALTA. Ora il programma della Troika è finito, ma la disoccupazione, per quanto ridotta rispetto al 2013 (17,5%), resta elevata: oltre il 15%. Un dato ancora troppo negativo per essere usato come elemento di riscatto dai partiti politici portoghesi investiti tra l'altro dall'ennesimo scandalo di corruzione.
SCANDALO CORRUZIONE. A novembre, il ministro degli Interni, membro del partito social democratico di centrodestra, si è dimesso dopo le accuse di corruzione. Una settimana più tardi, l'ex primo ministro socialista José Sócrates è stato arrestato nell'ambito di una inchiesta per frode fiscale, riciclaggio di denaro e corruzione.

Polonia: Kaczyński prova a riprendersi il Paese (voto ottobre)

A dover cambiare colore forse potrebbe essere la Polonia dove le elezioni programmate a ottobre potrebbero sancire il ritorno di Jaroslaw Kaczyński, il leader del partito di opposizione di centrodestra Diritto e giustizia già primo ministro dal 2006 al 2007 e fratello gemello del presidente defunto Lech Kaczyński.
TUSK VIGILA SUL VOTO. Nel 2007 dopo la sconfitta alle parlamentari, Kaczyński rassegnò le dimissioni e fu rimpiazzato da Donald Tusk, ora presidente del Consiglio europeo, che a differenza del suo predecessore ultra nazionalista ha cercato di mantenere posizioni più europeiste, condivise anche dall'attuale primo ministro Ewa Kopacz.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso