Matteo Renzi 150113114148
DISCORSO 13 Gennaio Gen 2015 2024 13 gennaio 2015

Semestre Ue, Renzi: «Cambiata direzione»

«Ora i fatti o diventiamo fanalini di coda del mondo». Critiche da Salvini e Grillo.

  • ...

Strasburgo: Matteo Renzi durante il discorso finale del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea (13 gennaio 2015).

Matteo Renzi ha rivendicato con forza il 'cambiamento di verso' delle istituzioni europee durante il semestre di presidenza italiana conclusosi il 13 gennaio.
«Un cambiamento profondo nella direzione», ha detto il premier a Strasburgo, ma ora servono i fatti, altrimenti l'Ue «diventerà il fanalino di coda del mondo».
Renzi ha avvertito che la sterzata sui temi della crescita e della flessibilità, giunta in grave ritardo, deve essere solo l'inizio.
PIÙ FLESSIBILITÀ. La deflazione è vicina e per scongiurarla servono decisioni concrete. Un primo intervento è arrivato con il documento europeo che aggancia la flessibilità alle riforme, presentato nelle stesse ore in cui Renzi è intervenuto a Strasburgo. Ma serve di più. A partire dal superamento di «incongruenze pazzesche», come il fatto che non si possa scorporare dal patto il cofinanziamento dei fondi europei. Perché, Renzi ne è convinto, senza un cambiamento forte sul piano economico l'Europa rischia di rimanere fuori dalla storia e lasciare pericolosamente spazio alla «demagogia imbarazzante della paura».
RENZI CITA ULISSE. Per questo il premier ha citato l'Ulisse di Dante che, per convincere i suoi compagni a superare l'estrema barriera delle Colonne d'Ercole, pronuncia la famosa frase «fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza».
In un intervento scandito tirando (quasi) sempre dritto di fronte alle continue interruzioni giunte dai banchi degli euroscettici e in un'aula con molti scranni vuoti, (come gli ha rinfacciato più volte il leader della Lega Matteo Salvini), Renzi ha indicato i risultati raggiunti, dal passaggio da Mare Nostrum a Triton all'accordo sul clima e l'energia. E non ha negato quelle che senza giri di parole ha definito le sconfitte, come il nulla di fatto sul Made In.
Nel suo discorso, il presidente del Consiglio ha anche reso omaggio al capo dello Stato, «europeista convinto e guida in questi sei mesi, che in queste ore lascerà l'incarico».
CRITICHE DA SALVINI E GRILLO. Il dibattito è stato caratterizzato da molti interventi che fanno riferimento a polemiche domestiche, con buona parte del discorso del premier scandito da urla e accuse gridate in italiano dai banchi degli euroscettici (Salvini in prima fila) e Grillo (seduto in tribuna non essendo europarlamentare) ha commentato le parole di Renzi in tempo reale, mentre venivano pronunciate, ai microfoni delle televisioni.

Correlati

Potresti esserti perso