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INTERVISTA 14 Gennaio Gen 2015 1925 14 gennaio 2015

Quirinale, Sposetti avverte Renzi: «Niente nomi a sorpresa»

Lo storico Ds: «Non faccia il furbo come col Salva Berlusconi». Alla minoranza dem Veltroni non va giù.

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Sono passate poche ore dalle dimissioni di Giorgio Napolitano e nel Partito democratico è già ripresa la girandola di sospetti e mugugni reciproci, frutto delle ferite mai sanate delle guerre fratricide del passato.
Uno dei capi storici della minoranza interna, ritenuto tra i padri nobili della “ditta”, è il presidente della Fondazione Ds Ugo Sposetti.
Intercettato nel Transatlantico di Montecitorio, con Lettera43.it rende ancora più espliciti i suoi timori e i suoi altolà a Matteo Renzi, che aveva già invitato a «non fare furbate».
BASTA BLITZ ALLA SALVA CAV. Per «furbate» l’ex potente tesoriere dei Ds intende «scarti all’ultimo momento sullo stile di quello che Renzi ha già fatto con il caso del 3% nella delega fiscale (il cosiddetto Salva Berlusconi, ndr)».
Secondo gossip di Transatlantico, la minoranza del Pd - e quello che ne è ritenuto il vero capo, cioè Pier Luigi Bersani, che controlla un centinaio di parlamentari - vivrebbe come uno schiaffo la candidatura di Walter Veltroni.
Ovvero il segretario e fondatore del Pd che Bersani defenestrò, dopo mesi di contrasti in cui i difensori della “ditta” accusarono l’ex vice premier del governo Prodi di voler fare un partito liquido all’americana.
L'ULTIMA IDEA RENZIANA: DEL RIO. Ma nei timori dell’opposizione anti-renziana ci sarebbe anche una candidatura, tirata fuori all’ultimo, di un tecnico, o di personaggio di stretta fiducia del premier, come il sottosegretario Graziano Del Rio.
A quel punto Renzi, dicono i maligni, «sarebbe già anche capo dello Stato».
Forse è proprio questo che teme Sposetti quando dice che «Renzi non deve tirare fuori un nome a sorpresa».

Ugo Sposetti. © Imagoeconomica


DOMANDA. Senatore Sposetti, nella rosa dunque pare che salga il nome di Walter Veltroni. E poi c’è Piero Fassino. Che ne pensa?
RISPOSTA. Nomi non ne faccio. E poi da qui a 10 giorni non do nessuna intervista.
D. Ma intanto i giornali i nomi li fanno: sono soprattutto del Pd, della “ditta” ex Pci-Pds-Ds. Non le va bene?
R. Io dico che ci sono tutte le condizioni perché stavolta si possa eleggere anche al primo colpo il capo dello Stato.
D. Quindi niente nuove cariche dei 101?
R. Ripeto, tutto può andare bene stavolta, ma Renzi non deve fare il furbo.
D. Questo timore lo ha già esternato. Ma a cosa si riferisce esattamente?
R. Al fatto che Renzi possa fare uno scarto all’ultimo momento tirando fuori un nome a sorpresa... Insomma, con lo stesso metodo che ha seguito il 24 dicembre con il caso del 3%.
D. Intende dire il cosiddetto salva Berlusconi? E quindi no al patto del Nazareno?
R. Io mi riferisco al metodo dello scarto a sorpresa. Non c’è stata solo la vicenda della delega fiscale, ma anche quella dell’articolo 18 agli statali.
D. E cioè prima ha detto no e poi ha detto sì?
R. Sì, è la variabile che complicherebbe tutto.
D. E Veltroni?
R. Non do interviste per una decina di giorni.

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