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POLITICA 15 Gennaio Gen 2015 1230 15 gennaio 2015

Legge elettorale, Boschi: «Riforma che mette fine agli inciuci»

Il ministro: «La useremo nel 2018». Napolitano: «Vedrò se sono nelle condizioni di partecipare al voto».

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Il ministro delle Riforme, Elena Maria Boschi.

In attesa della votazione per il nuovo presidente della Repubblica, l'attenzione della politica è concentrata sulla riforma della legge elettorale.
A dettare le linee è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi che in Senato ha spiegato come siano «state accolte molte delle proposte alternative».
STOP AGLI INCIUCI. Tuttavia il governo, secondo quanto detto dal titolare delle riforme, «non può immaginare che continue richieste modifica siano un modo per bloccare la legge elettorale» che per Boschi «mette fine anche all'inciucio e rottama il consociativismo»: «È la sfida del cambiamento. Ecco perché sono convinta che il Senato non perderà questa occasione».
CERTEZZA DEL VINCITORE. Secondo Boschi, poi, il testo approvato dalla Camera è «buono», perché «l'Italicum garantisce finalmente la certezza riguardo al risultato e la certezza del vincitore».
Per il ministro si tratta quindi di «un passo molto importante» la possibilità di «avere la certezza di cinque anni di legislatura», perché «dà responsabilità certa al governo e questo ha un valore innegabile».
«Attraverso la riforma elettorale», è la tesi di Boschi, «passeremo nei prossimi mesi dalle riforme che l'Europa ci chiede alle riforme che l'Europa ci copia».
RIFORMA DA USARE NEL 2018. Secondo la rappresentante dell'esecutivo, poi, il nuovo strumento per il voto non sarà usato prima del 2018: «Abbandoniamo la cattiva abitudine italiana delle elezioni anticipate», ha detto Boschi parlando a Palazzo Madama.
Infine il ministro ha precisato come la riforma della legge elettorale si svolga in una «circostanza eccezionale perché all'indomani delle dimissioni del presidente della Repubblica».
NAPOLITANO SENATORE A VITA. E a proposito di Quirinale, Giorgio Napolitano, abbandonato il ruolo di capo dello Stato, s'è presentato a Palazzo Giustiniani per iniziare la sua nuova carriera politica nelle vesti di senatore a vita.
«Vedremo cosa si vota e se io sono immediatamente nelle condizioni di partecipare», ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto se parteciperà al voto sulla legge elettorale.

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