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STRATEGIE 15 Gennaio Gen 2015 2143 15 gennaio 2015

Quirinale, D'Alema sponsorizza Amato per fregare Renzi

L'ultima del lìder Massimo: spingere il dottor Sottile sul Colle. Con l'aiuto di Napolitano. Un nome gradito a Berlusconi. Ma che sarebbe troppo ingombrante per Matteo.

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Matteo Renzi.

Se lui non è amato da Matteo Renzi, al punto che ormai deve mettere una pietra sopra su qualsiasi candidatura di prestigio che si profili all’orizzonte, figuriamoci quella per il Colle, allora tanto vale che al Quirinale vada un Amato di nome.
Almeno colui con il quale creò la Fondazione Italinieuropei e con il quale ha sempre tenuto un rapporto di stima e di amicizia.
Amareggiato per il no di Renzi alla sua nomina ad alto rappresentante della politica estera europea, deluso dai fischi con i quali recentemente è stato accolto in un paio di occasioni pubbliche, Massimo D’Alema però, come ha confidato ai suoi, non ha smesso di combattere.
E ora ha deciso di scendere in campo anche lui nella partita per il Quirinale con un endorsement finora sotterraneo a favore di Giuliano Amato.
NAPOLITANO È CON LUI. Nel Transatlantico di Montecitorio è partito il tam tam. Ma si tratta di un gossip molto accreditato tra autorevoli fonti vicine a D’Alema e anche in ambienti legati a Giorgio Napolitano.
Facile intuire che D’Alema nel suo tentativo di lanciare Amato sul Colle più alto abbia nel presidente emerito della Repubblica, tornato anche da grande elettore tra i senatori a vita, un alleato naturale.
GIÀ PROPOSTO NEL 2013. È storia arcinota che Napolitano prima di essere costretto ad accettare il secondo mandato abbia insistito perché potesse succedergli il “dottor Sottile”, quell’ex socialista al quale è legato da profonda amicizia, fin dagli anni in cui da leader “migliorista” del Pci si battè per l’unità con il Psi.
Ma la candidatura Amato allora incontrò l’ostacolo del Partito democratico guidato da Pier Luigi Bersani.

Il lìder Massimo può contare su una trentina di parlamentari

Massimo D'Alema.

Ora D’Alema ci riprova. Già nella serata di lunedi 19 gennaio l’ex premier, il rottamato più eccellente di Renzi, dovrebbe riunire per una cena i suoi parlamentari.
Quante truppe abbia ancora D’Alema in parlamento non si sa esattamente, ma certamente non sono più quelle di una volta e sono inferiori a quelle di Bersani che controlla un centinaio di parlamentari.
Ma parlamentari rimasti fedeli al lìder Massimo assicurano che su una trentina di persone, di cui alcune sono piazzate anche in gangli importanti di governo e della segreteria Pd, può ancora contare.
VELTRONIANI GELATI. Sarà pure il rottamato più eccellente di Renzi, ma è bastata l’indiscrezione del suo endorsement per Amato per gelare a Montecitorio i veltroniani, che già nutrivano una forte speranza per Walter Veltroni presidente della Repubblica (cosa che avrebbe mandato di traverso il caffè a D’Alema alla lettura dei giornali), e per far drizzare le antenne ai bersaniani che sono subito entrati in fibrillazione.
Ormai sembra certo che Bersani non abbia affatto rinunciato alla candidatura di Romano Prodi.
CHE GRANA PER RENZI. Ma, secondo i maligni, l’appoggio di D’Alema ad Amato rischia di essere una bella grana anche per lo stesso Renzi, che vivrebbe il “dottor Sottile” come una figura troppo ingombrante.
E comunque sempre espressione di un passato da rottamare. Figuriamoci poi se sostenuta da quel D’Alema che se potesse farebbe sparire completamente dalla scena politica.
AMATO PIACE A SILVIO. L’altra insidia per Renzi è che Amato non sarebbe sgradito a Silvio Berlusconi, come confermano a Lettera43.it parlamentari di Forza Italia.
E una candidatura del genere sarebbe ben vista a maggior ragione nel momento in cui il leader di Forza Italia sarebbe molto combattuto sulla linea da tenere con Renzi.

Berlusconi rivede Fitto e studia una strategia con la Lega

Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto.

Che il patto del Nazareno traballi forse è troppo presto per dirlo. Ma è un fatto che Berlusconi, dopo settimane di scontro, abbia avuto un incontro si dice molto disteso e amichevole con Raffaele Fitto, proprio colui che da mesi ormai invita Fi a tenere «la schiena dritta» nel rapporto con il premier.
CROLLO DI FORZA ITALIA. Berlusconi si starebbe interrogando sul che fare, preoccupato, dicono, per quel premio alla lista previsto dall’Italicum che rischierebbe di essere esiziale per una Forza Italia data dai sondaggi al 13%.
Per vederci più chiaro ha invitato a cena Umberto Bossi, ma più che come presidente della Lega, come amico e consigliere politico nei fatti.
L'ex leader del Carroccio era accompagnato da Roberto Calderoli.
SCONTRO BRUNETTA-VERDINI. Mentre stavano a cena a Palazzo Grazioli dal cortile venivano le urla e gli insulti che volavano tra Renato Brunetta, capogruppo azzurro alla Camera, e il custode del patto del Nazareno, Denis Verdini.
Lo scontro è stato tale che sarebbero intervenute alcune persone per dividere i due prima che venissero alle mani. Brunetta si sta battendo per una linea non più supina.
Quella stessa linea che Bossi avrebbe consigliato a un Cav molto combattuto. «Così Renzi ti sta fregando su tutto, Silvio... e vedrai anche sul capo dello Stato», gli avrebbero detto Bossi e Calderoli, secondo gossip girati in Transatlantico.
BOSSI: «SILVIO, RENZI TI FA SECCO». Sia Bossi sia Calderoli della cena non vogliono parlare. Ma alla domanda di Lettera43.it su cosa dovrebbe fare Berlusconi, il Senatùr riponde secco: «Silvio deve avere una strategia, sennò quello (Renzi, ndr) lo fa secco».
Chissà che paradossalmente l’appoggio di D’Alema ad Amato non possa alla fine tornare utile anche all'ex Cavaliere. Se non altro per avere maggiore potere contrattuale con Renzi sulla corsa al Colle.

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