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CENTROSINISTRA 16 Gennaio Gen 2015 1544 16 gennaio 2015

Direzione Pd, Renzi: appello all'unità per il Quirinale

Il premier ai suoi: «Dialogo con tutti, ma niente veti o saremmo noi i colpevoli».

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Matteo Renzi durante la Direzione del Partito democratico.

Il nome del futuro capo dello Stato è stato al centro della Direzione del Partito democratico il 16 gennaio. Al Nazareno, il premier Matteo Renzi ha lanciato un appello alla condivisione «più larga possibile» sul candidato al Quirinale dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano.
APERTURA AI PARTITI. «Non possiamo ripetere gli errori del 2013 o saremo additati come i colpevoli», è stata la chiamata all'unità del leader dem in una situazione tutt'altro tranquilla sia dentro il Pd sia nella trattativa che si apre con Forza Italia per un'intesa sul nome. Per questo serve «la disponibilità alla discussione, che non è un optional ma un metodo che rivendichiamo».
NO AI VETI, IL M5S STIA AL TAVOLO. «Coinvolgeremo tutti, senza ironie o demagogie», ha spiegato. Se qualcuno si chiama fuori «faremo senza di lui, non accettiamo veti da nessuno». Un messaggio rivolto soprattutto al Movimento 5 stelle: «se vogliono stare al tavolo, ci stiano. Devono scegliere se essere nelle mani di quelli che vogliono impiccare gli altri o nel gioco istituzionale. Spero colgano l'occasione».
SERVE UN ARBITRO, NON UNA BANDIERINA. Renzi ha assicurato che a gennaio «concluderemo l'iter delle riforme e saremo in condizione di assicurare al Paese altri sette anni di un presidente della Repubblica arbitro rigoroso del bene nostro e del Paese. Non deve essere una bandierina ma un punto di riferimento per tutti».

Rush finale per le riforme: «No a chi vuole la palude»

La sede del Pd in Largo del Nazareno a Roma.

Sulle riforme, ha aggiunto Renzi, «c'è una discussione molto forte, sulla legge elettorale ne abbiamo discusso tante volte e i punti che ci uniscono sono davvero molto numerosi. Siamo ad un passo dal risultato finale e sull'Italicum siamo in condizione di fare una svolta storica».
Il parlamento, secondo il premier, «deve lavorare: sarebbe provocatorio aver applaudito Napolitano quando chiedeva le riforme e poi fermarle dopo le sue dimissioni. Se c'è qualcuno nell'altra parte che prova nostalgia del tempo in cui si perdeva tempo, faccia pure: la loro casa è la paura, il loro alleato lo status quo, il loro sogno la palude».
IL 2015 ANNO DIFFICILE. «Questa prima Direzione del 2015 già ci fa capire il grado di rilevanza e importanza che hanno le sfide che ci attendono, sfide legate alle partite nazionali e istituzionali del Paese e del partito, ma anche di natura più ampia», ha detto Renzi. «Sarà un anno difficile in cui dovremo più che mai riflettere sul ruolo dell'Italia nel Mediterraneo e in Europa».
TROPPI BANCHIERI E POCO CREDITO. Il premier ha anche annunciato «nelle prossime settimane un provvedimento importante sul ruolo del credito. Non abbiamo avuto paura di intervenire sul numero dei parlamentari, non dobbiamo averla di intervenire sul numero dei banchieri: ci sono troppi banchieri e poco credito per le piccole e medie imprese».

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