Sergio Cofferati 150117181832
PASSO INDIETRO 17 Gennaio Gen 2015 1529 17 gennaio 2015

Cofferati lascia il Partito democratico

Dopo il ko alle primarie e le denunce di brogli l'ex sindacalista si fa da parte.

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Sergio Cofferati.

Sconfitto alle discusse primarie in Liguria, Sergio Cofferati ha scelto di mollare il Partito democratico, del quale era stato uno dei 45 fondatori. L'annuncio è arrivato nel pomeriggio del 17 gennaio, attraverso una conferenza stampa, dopo che i rumors si erano rincorsi per tutta la mattinata.
«Di fronte a fatti di questo genere io non posso più restare», ha esordito, aggiungendo tuttavia di non voler «fondare un altro partito».
«IL VOTO È INQUINATO». «Il voto è stato inquinato, come ha dimostrato il collegio dei garanti», ha aggiunto l'europarlamentare, «ma quel che è più grave è che il centrodestra è intervenuto nelle primarie del centrosinistra per proporre un modello politico e il mio partito non è intervenuto per fermare questo».
«PARTECIPAZIONE ANOMALA». Cofferati, quindi, ha rincarato la dose: «A Napoli le primarie sono state invalidate per problemi in tre seggi. E c'è un comportamento diverso in Liguria, dove sono state annullate in 13 seggi. Non capisco che cosa sia successo. Resta la partecipazione anomala di povere persone straniere guidate in gruppo e istruite su come votare. Viene anche indicato l'uso di denaro per stimolarne il voto. Ma la sostanza politica è l'inquinamento attraverso il voto sollecitato e ottenuto del centrodestra».
«SILENZIO INACCETTABILE». E ancora: «Una parte in cui ci sono fascisti non pentiti interviene in casa dell'altro per proporre o imporre un modello di governo, non mi sorprende che lo proponga quella parte, inaccettabile è il silenzio del mio partito».Anzi, ha proseguito, «il partito ha parlato, perché un ministro della Repubblica, Roberta Pinotti, è venuta a Genova a sostenere Paita e a teorizzare l'opportunità di fare nascere qui un governo con il centrodestra. E non è stata smentita. Questo è un grande tema etico che non viene affrontato, anzi il mio segretario ieri ha immediatamente proclamato Paita candidata».
«PORTERÒ LE CARTE IN PROCURA». Infine, la minaccia di proseguire la battaglia in tribunale: «Quando le carte del comitato dei garanti del Pd saranno pronte, sarà mia cura portarle alla procura della Repubblica. Se nel mancato rispetto delle regole emergeranno elementi che configurano un reato non lo deve dire il Comitato, ma la magistratura».
IL SOSTEGNO DI SEL. «Qualunque sia la forma con cui Cofferati decidesse di partecipare a una prospettiva per la Liguria sarebbe benvenuta», ha commentato il coordinatore nazionale di Sel Nicola Fratoianni, «se dovesse mai decidere di rendersi disponibile per una candidatura alla Regione, saremmo ben felici di sostenerlo». «La valutazione politica» - ha proseguito- «è positiva perché Cofferati oltre a ribadire la propria indignazione e il rigore rispetto ai casi di irregolarità emerse, ha ribadito un giudizio politico sulle primarie».

I Civatiani: «Non votiamo Paita»

Sergio Cofferati (a sinistra) col parlamentare Pd Luca Pastorino.

Altra grana per il Partito democratico è rappresentata dai Civatiani liguri, che hanno annunciato di non voler votare Raffaella Paita e di lavorare per preparare un'altra lista.
Ad affermarlo il parlamentare Pd Luca Pastorino al termine di una riunione iniziata dopo le dimissioni di Cofferati. Con lui, tra gli altri, la europarlamentare Renata Briano.
«Non lasciamo il Pd», ha detto Pastorino, «ma ci manderanno via. In realtà è la Paita ad avere cambiato la posizione del partito».
ASSOCIAZIONE 'LIGURIA POSSIBILE'. I Civatiani sono riuniti nell'associazione 'Liguria possibile'. «Da questa sera», ha spiegato una nota, «lavora alla creazione di una nuova lista di centrosinistra per le prossime elezioni regionali, coerente con valori politici ed etici che sono stati violati nelle primarie di domenica scorsa di cui non riconosce il risultato inquinato dai voti della destra e dai potenziali episodi di voti di scambio. Vogliamo partire da 'rete a sinistra', che già mette insieme tutti i partiti e le associazioni della sinistra ligure, per costruire un progetto innovativo, moderno, coerente da rivolgere a tutti i cittadini liguri e ai militanti e elettori del Pd che sono preoccupati per il futuro della nostra Regione e che non condividono questa mutazione genetica del Partito democratico e vogliono invece un'altra storia per la Liguria».

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