Sergio Cofferati 150112163408
CENTROSINISTRA 17 Gennaio Gen 2015 1808 17 gennaio 2015

Cofferati lascia il Pd, le reazioni del partito

Da Serracchiani a Guerini, i renziani criticano l'ex sindacalista. Dalla sua parte Civati e Cuperlo.

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Sergio Cofferati non ci sta. E dopo la denuncia di brogli alle primarie liguri dice addio al Pd. Per dare vita, forse, a un progetto politico personale. E il partito, come al solito, si divide.
La maggioranza renziana non sembra aver accusato il colpo dell'addio all'ex sindacalista. Anzi.
L'ATTACCO DEI RENZIANI. «Non si può far parte di una comunità politica dicendo: 'Se vinco resto, se perdo me ne vado'», ha attaccato Debora Serracchiani, vicesegretario Pd e governatrice del Friuli Venezia Giulia.
«Cofferati lascia il Pd? Se è così si dimetta da parlamentare europeo. I voti che ha preso sono voti del Pd», ha twittato su Twitter Alessia Morani, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera. Aggiungendo al messaggio l'hashtag #civuolecoerenza.

GUERINI: «SPERO CHE CI RIPENSI». Chi ha auspicato un ripensamento dell'europarlamentare è stato il vicesegretario Lorenzo Guerini, che ha così commentato l'addio: «La scelta di Cofferati, pur rispettandola, la ritengo inspiegabile e mi addolora: auspico che da parte sua possa venire un ripensamento e che lui possa continuare a lavorare con il Pd». E ancora: «Mentre il Pd è chiamato ad affrontare sfide nazionali come la scelta del capo dello Stato e locali come le elezioni regionali, bisogna mostrare il massimo attaccamento alla comunità: è il momento della responsabilità. La scelta di Cofferati non va in questa direzione e rischia di danneggiare il partito».
MARCUCCI: «RISPETTARE I RISULTATI». «Il Pd è un partito aperto, tollerante e con regole condivise», ha commentato Andrea Marcucci, senatore dem. «Se si fanno le primarie, il risultato poi va rispettato, soprattutto dopo la verifica degli organi di garanzia. Non è accettabile che se uno perde, poi si porti via il pallone e mandi a quel paese tutta la squadra». Aggiungendo: «L'ex leader della Cgil ha probabilmente da tempo un legittimo progetto personale. Ha sbagliato a coinvolgere i cittadini liguri, le primarie ed il partito che lo ha eletto per due volte al Parlamento europeo come un casus belli».
Insomma per gli ormai ex compagni, «Bisogna saper perdere». È questa la canzone che Ernesto Carbone, deputato e membro della segreteria Pd, ha dedicato sempre su Twitter a Cofferati. Allusione non troppo sottile.

Nemmeno Sandra Zampa si è schierata dalla parte del Cinese. «Da non renziana, dico che Cofferati mi ha confermato ottime ragioni per non sostenerlo», ha twittato la vicepresidente dell'Assemblea Pd. «Non lo avrei fatto da ligure non lo farò in futuro».

BURLANDO: «IL PD RISCHIA LA SCONFITTA». Mentre il governatore Claudio Burlando ha rivolto un appello all'unità: «Se il Pd non si ricompatta, c'è il serio rischio di perdere le elezioni regionali: l'uscita di Sergio Cofferati dal Pd è un fatto doloroso e grave. L' obiettivo della sua parte è perdere le elezioni?»

Civati: «Il caso Cofferati non è un caso»

Di diverso avviso Pippo Civati. «Il caso Cofferati non è un caso. Il Pd imbarca con orgoglio la destra (ligure e non solo) e perde molti elettori, tra i quali Sergio Cofferati. Diciamo che si tratta di un voto di scambio, come tanti in questi giorni: dentro la destra, fuori la sinistra», ha scritto sul blog il deputato di minoranza.
CUPERLO SI APPELLA ALLA SEGRETERIA. Sulla stessa lunghezza d'onda anche Gianni Cuperlo. «Sergio lascia il Pd denunciando pratiche e inquinamenti che hanno alterato non il risultato di alcuni seggi ma la natura di uno strumento di partecipazione e decisione come le primarie. Nelle sue parole c'è la denuncia non solo di un malcostume, ma di una mutazione della identità del Pd. Si può reagire a un fatto simile con una scrollata di spalle? Lo chiedo con tutta la preoccupazione e l'amarezza del momento: si può fingere che nulla sia accaduto e voltare pagina magari con l'atteggiamento di chi pensa 'tutto sommato, un problema di meno'?».
Cuperlo quindi ha chiesto alla segreteria «di aprire un confronto su quanto sta accadendo e a Sergio mi permetto di rinvolgere l'appello a non chiudere la porta di un ripensamento che in tante e tanti vedremmo come un atto di disponibilità da parte di una personalità preziosa per la sinistra italiana e il Partito democratico».

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