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LEGGI 17 Gennaio Gen 2015 1815 17 gennaio 2015

Pisapia: «Indagato per trascrizione nozze gay»

Il sindaco di Milano alla manifestazione contro l'omofobia: «Da Alfano circolare blasfema».

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Giuliano Pisapia.

Si era rifiutato di cancellare la trascrizioni dei matrimoni omosessuali contratti all'estero, come era ordinato da una circolare ministeriale. Adesso Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, è indagato. «per omissione di atti d'ufficio».
Ad affermarlo, il 17 gennaio, al termine della manifestazione contro l'omofobia tenutasi nel capoluogo lombardo, è stato lo stesso Pisapia.
«NON SONO PREOCCUPATO». «Non sono preoccupato», ha aggiunto il sindaco sorridendo, «c'è stata una denuncia, non so di chi, e l'iscrizione nel registro degli indagati era obbligata. Ho molta fiducia nella magistratura».
Pisapia ha precisato di non voler polemizzare col prefetto, «deve essere qualcuno in alto che dà indicazioni», ricordando come il prefetto gli avesse chiesto «formalmente di cancellare una trascrizione che ritengo doverosamente di trascrivere perché così, secondo me, impone la legge».
Poi un appello al premier Matteo Renzi, perché faccia una «tirata d'orecchie al ministro Alfano per far ritirare quella circolare blasfema da un punto di vista giuridico».

Oltre 1.000 partecipanti al corteo

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni al convegno 'Difendere la famiglia per difendere la comunità', svoltosi all'Auditorium Gaber di Palazzo Lombardia, 17 gennaio 2015.

Al corteo pro Lgbt, organizzato dal gruppo in difesa dei diritti delle persone omosessuali 'I Sentinelli' di Milano e dai Giovani democratici, hanno partecipato oltre 1.000 persone (2 mila secondo gli organizzatori).
Poco distante, nella sede della Regione Lombardia, si teneva un convegno sulla famiglia tradizionale, accusato di accogliere tesi omofobe. Altri 1.000 partecipanti.
MARONI: «QUATTRO PIRLA». «Non mi faccio condizionare da quattro pirla», le parole con cui il governatore leghista, Roberto Maroni, ha concluso il convegno organizzato dall' assessore Cristina Cappellini (che ha elogiato il movimento delle 'sentinelle in piedi').
Maroni ha fatto sua la mobilitazione sulla famiglia tradizionale che rappresenta «la natura stessa della nostra società», tanto da respingere nuovamente le critiche per l'uso del logo di Expo 2015 e rilanciare: «La Lombardia organizzerà un forum sulla famiglia come questo durante Expo».
CENTINAIA DI AGENTI A DIVIDERE GLI SCHIERAMENTI. Due ore blindatissime, con centinaia di agenti a dividere i due appuntamenti e a controllare quasi uno per uno i partecipanti al convegno. Qui hanno parlato un sacerdote, un sociologo, una scrittrice e i direttori di Tempi, Luigi Amicone, e de La Croce, Mario Adinolfi, i quali hanno denunciato un tentativo di omologazione verso i valori tradizionali, stigmatizzando per esempio l'aborto e i metodi contraccettivi.
In platea molti politici di centrodestra, come il ministro Maurizio Lupi, l'ex governatore Roberto Formigoni e l'ex ministro Ignazio La Russa.
FUORI DAL PALAZZO I SENTINELLI. Fuori dal palazzo, lo slogan della manifestazione organizzata dai 'Sentinelli' di Milano e i giovani del Pd era che 'L'unica malattia è l'omofobia'. C'erano decine di sigle legate al movimento gay, alla sinistra e al sindacato.
«In Danimarca festeggiano i 25 anni dall'introduzione di una legge sulle unioni civili», ha detto Luca Paladini, portavoce dei Sentinelli, «qui stiamo ancora a decidere se l'omosessualità sia una malattia».
C'è stato anche un flash mob, con i partecipanti che si sono baciati nello stesso momento e hanno scattato foto da mettere in Rete.
In un solo momento della giornata, si è sfiorata la tensione, quando uno studente è riuscito a prendere la parola al convegno per chiedere ai genitori in platea se fossero sicuri che tutti i loro figli siano eterosessuali. È stato sommerso di fischi. Poi è stato portato via dalla sicurezza.

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