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SENZA FRENI 19 Gennaio Gen 2015 1430 19 gennaio 2015

Gasparri e Twitter, una lunga storia tra insulti e gaffe

Marino deficiente. Inglesi boriosi e coglioni. Merkel orrenda. Di Battista sterco. Invettive social del vice presidente del Senato. L'ultima? Contro Greta e Vanessa.

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Irrefrenabile. Impetuoso. Senza peli sulla lingua.
Se il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri è da tempo noto per le sue dichiarazioni tranchant, è su Twitter che dà il meglio di sé.
NIENTE DIPLOMAZIA. Attaccando, spesso anche offendendo. Chi non la pensa come lui, ma non solo. Senza badare alla diplomazia o al ragionamento di convenienza.
L’ultimo caso è quello che vede coinvolte le due giovani cooperanti italiane rapite in Siria e poi liberate. «Vanessa e Greta, sesso consenziente con i guerriglieri? E noi paghiamo», ha scritto.

Il tweet è diventato immediatamente un caso, con tempesta di messaggi indignati indirizzati al senatore di Forza Italia. «È una notizia che ho trovato su un sito: Piovegovernoladro. Mi sono limitato a chiedere se fosse vero», è stata la replica che non ha soddisfatto molti.
BLOCCA I PIÙ INSISTENTI. Alle accuse che continuavano ad arrivare Gasparri ha risposto difendendosi e bloccando gli utenti più insistenti.
Exit strategy sbagliata, forse, visto che immediatamente #GasparrifuoridaTwitter è entrato nei trending topic.


Tweet riguardo #GasparriFuoriDaTwitter

Chi lo segue da tempo sa che l’ex ministro delle Comunicazioni non è nuovo a esternazioni infelici.
E non è la prima volta che usa toni poco adatti a un'alta carica dello Stato, offendendo chi lo attacca con epiteti come «sterco», o «idiota». Ecco i dieci 'Twitter fail' di Gasparri.

1. Marino? «Un deficiente che si merita sanpietrini in fronte»

Gasparri sembra avercela a morte con il sindaco di Roma, Ignazio Marino.
L’ostilità politica è comprensibile, vista l’appartenenza a partiti e culture diverse. Ma al di là della tessera, Gasparri sembra considerare il primo cittadino della Capitale un incapace
L'IPOTESI DI VENDERLI. Tanto da meritarsi offese piuttosto forti. «Non vado pazzo per i sanpietrini, ma l’idea di venderli è così da deficiente che meriteresti che te li tirassero in fronte», gli ha scritto a dicembre 2014, quando sui giornali capeggiava l’ipotesi di vendere i cubetti di pietra che lastricano le strade del centro capitolino.
Il giudizio negativo è stato poi confermato qualche giorno dopo in occasione della mancata fiera dell’Epifania di piazza Navona, saltata perché non si è raggiunto l’accordo con i commercianti.

2. Gli inglesi? «Boriosi e coglioni»

Il Mondiale di calcio del 2014 in Brasile ha tenuto il senatore parecchio incollato allo schermo.
E, come accade a molti, non si è risparmiato in commenti, analisi delle partite e giudizi da tifoso.
«FA PIACERE MANDARLI A FARE...». Come quello del 15 giugno quando, subito dopo la vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra, ha twittato: «Fa piacere mandare a fare... gli inglesi, boriosi e coglioni». A Westminister e Buckingham Palace pare non abbiano gradito.
IL GUARDIAN: «ABITUATO ALLE GAFFE». Il giorno dopo, il quotidiano britannico The Guardian definiva Gasparri come «uno dei politici italiani più abituali alle gaffe», che «ha ripetutamente offeso altri ministri e giornalisti con i social media».

3. Merkel? «Orrenda in confronto alle giovani argentine»

A Gasparri la cancelliera tedesca non piace proprio.
Dal punto di vista politico ha sempre contestato l’atteggiamento della Germania. Ma non finisce lì.
Come accadde con Berlusconi - quel presunto «culona inchiavabile» diventato leggenda - anche il vice presidente del Senato ha trasferito l’antipatia sul piano personale e fisico.
«PARAGONE IMPIETOSO». E ancora una volta, in occasione del Mondiale ne ha deriso la scarsa avvenenza fisica: «Impietoso il paragone tra orrenda Merkel e giovani argentine inquadrate poco fa», ha twittato in occasione della finale, il 13 luglio. Con o senza il supporto del parlamentare, la Germania si è portata a casa la coppa.
Ma l’antipatia andava avanti da un bel po’: «Buon anno a tutti ma non alla Merkel», twittava l’ormai lontano primo gennaio 2012.

4. Grillo? «È ridicolo»

Beppe Grillo, leader del Movimento 5 stelle, è un altro che secondo Gasparri non merita nemmeno gli auguri: «Grillo è ridicolo anche a Natale, a lui niente auguri», ha twittato a dicembre 2014.

5. Gli utenti ostili? «Dementi, idioti, bloccati».

Una delle strategie più usate da Gasparri quando non ha più tempo o voglia di rispondere “per le rime” alle critiche che piovono su Twitter è quella di bloccare l’utente che lo sta infastidendo.
SEMPRE EDUCATO. Come successo all’autore del messaggio: «È bello che il vice presidente del Senato risponda educatamente a chi gli scrive. Hai un ottimo senso dell'umorismo comunque».
L’ironia non è stata apprezzata dal politico: «Demente sei bloccato, hai provocato con battutine da idiota prima, addio non sei più letto».

6. La fan di Fedez? «Meno droga, più dieta, messa male»

Il rapper giudice di XFactor Fedez è stato un bersaglio di Gasparri.
Tutta colpa del fatto che aveva preso posizione contro una manifestazione anti-immigrati organizzata da Matteo Salvini e dalla Lega Nord.
«QUESTO COSO DIPINTO». «Cioè questo coso dipinto ha avuto qualcosa da ridire?», aveva twittato pronto Gasparri.
Da lì era nato un battibecco a suon di messaggi, culminato quando una fan aveva preso le difese di Fedez e il senatore le ha risposto: «Meno droga, più dieta, messa male».
Immediata non solo la risposta di Fedez ma anche quella di centinaia di utenti, prontamente bloccati o insultati dal senatore a suon di «sterco».

7. Di Battista? «Infelice, incurabile, sterco»

Il deputato grillino Alessandro Di Battista deve fare i conti con l’aperta ostilità del vice presidente del Senato che non perde occasione per attaccarlo su ogni fronte.
«COLLETTA PER I FAMILIARI». E i toni usati sono pesanti. «Non infierite, Alessandro Di Battista è un infelice, incurabile, colletta per i familiari», esortava ironico ad agosto 2014.
Pochi giorni prima, ne aveva sconsigliato un uso alternativo: «Nn si può impiegare @ale_dibattista per lo sterco dei cammelli, i quadrupedi nn lo considerano adeguato».
«AEROFAGIA IN LIBERTÀ». Divergenze d’opinione ci sono state anche in temi di politica estera. «Apologeta del fascismo, aerofagia in libertà», lo aveva apostrofato a ottobre 2014. Ancora una volta centinaia di risposte e proteste, tutte prontamente liquidate.

8. Il puffo Brontolone? «Spacciato»

Gasparri non sembra fare distinzioni nella scelta dei suoi interlocutori.
Risponde a colleghi politici e a persone comuni, a sostenitori e a detrattori.
«NON C'È CURA PER TE». La replica, dunque, non è mancata nemmeno al Puffo Brontolone, quello che odia tutto e tutti, che a luglio 2014 aveva twittato «Io odio Gasparri». Pronta la risposta: «Non c’è cura per te, spacciato».

9. Italo? «Quasi falliti, presto chiuderete»

Gasparri deve aver avuto qualche brutta esperienza con i treni ad alta velocità di Montezemolo.
«MA CHE PROMOZIONI». Tanto che, quando la difficile situazione di Ntv è finita sui giornali, ne ha approfittato per rispondere a un tweet promozionale della compagnia con un duro «Ma che promozioni, presto chiuderete». Non si sa se fosse un auspicio o una constatazione. Ma Gasparri ci ha tenuto a rimarcare il concetto.
«Chi vi prega di inviare Tweet, siete quasi falliti, rischioso comprare biglietti venduti da Della Valle».

10. Pinotti? «Porta jella»

Marzo 2014, mezza maratona Roma-Ostia, una delle più famose e partecipate d’Italia.
Tra i podisti c’è anche Roberta Pinotti, ministro della Difesa e appassionata di corsa.
«LA NATO RISPONDE». Per Gasparri è l’occasione giusta per prenderla in giro: «Pinotti alla maratona, la Nato prepara così la risposta a Putin, Crimea arrivo sto già a Acilia, altro che Cavour». Ma il meglio di sé lo dà poco dopo, quando l’agenzia di stampa Agi diffonde la notizia che durante la manifestazione un concorrente si è accasciato al suolo colto da un malore ed è deceduto. Il senatore risponde: «Ma nessuno pensi che la Pinotti porti jella».

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