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POLITICA 19 Gennaio Gen 2015 1510 19 gennaio 2015

Legge elettorale: Renzi richiama la minoranza Pd

Il premier: «La minoranza non è un partito nel partito». E sulla legge elettorale tira dritto: «Nessuna alternativa». Gotor: «Senza modifiche non la votiamo».

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Matteo Renzi.

La corsa in parlamento dell'Italicum è entrata nel vivo, con il governo deciso a fare il più in fretta possibile ma alle prese con l'assalto della minoranza Pd, pronta a non votare la legge elettorale in assenza di modifiche.
Il premier Matteo Renzi, che il 20 gennaio incontra Silvio Berlusconi per rinsaldare ancora il patto del Nazareno, si è rivolto al senatore bersaniano Miguel Gotor esprimendo una posizione molto netta: «Non si può usare un gruppo minoritario come un partito nel partito».
«NO ALTERNATIVE». Secondo il presidente del Consiglio «non ci sono spazi per soluzioni alternative rispetto alla legge che vi ho proposto, ma possiamo prenderci ancora qualche ora alla ricerca di soluzioni tecniche su temi su cui c'è divisione come quello delle liste bloccate».
All'assemblea dei senatori del Pd, Renzi ha concesso l'ultimo spazio di confronto rinviando l'avvio del voto sull'Italicum: «Vi do disponibilità a discutere fino all'ultimo, rimandiamo l'inizio del voto al 20 pomeriggio. Ma alle 12 si chiude». E ancora: «Sia chiaro: io cerco accordi con tutti fino all'ultimo ma non sono sotto ricatto di nessuno».
«O AGIAMO O C'È IL CONSULTELLUM». Renzi ha ribadito come «la seconda lettura della legge elettorale in Senato dovrebbe essere quella definitiva», e che «stiamo passando da un eccesso di palude a un impegno di notevoli dimensioni. Ora siamo a un passaggio chiave e non possiamo fare errori».
Non c'è più tempo per rimandare la decisione, se si vuole avere una legge che sia scelta dalla politica: «Adesso dobbiamo decidere e chiudere la legge elettorale sennò c'è il Consultellum».
MINORANZA SULLE BARRICATE. Dal canto suo, Gotor non ha dato segni di cedimento: «Se non ci saranno novità, noi manteniamo il punto e voteremo i nostri emendamenti: continuiamo a dire no a un parlamento di nominati. Siamo una trentina, in Aula vedremo».
Pronti a dare battaglia, dunque: «Renzi oggi ha detto che tanto ci sono strumenti parlamentari che gli consentono di far votare la legge in 48 ore. Al netto di trucchi e trucchetti che offendono il Pd e la Costituzione noi ci aspettiamo un confronto. Altrimenti si aprirebbe un'altra partita».
I RENZIANI: TENTATIVO DI GOLPE DELLA MINORANZA. La posizione della minoranza Pd è chiara: Gotor ha spiegato che i circa 30 senatori che hanno presentato un emendamento contro i capilista bloccati non hanno alcuna intenzione di votare l'Italicum se esso dovesse essere respinto in Aula, ma devono decidere se tale posizione si tradurrà in un «no» o nella non partecipazione al voto.
Più di un renziano osserva che a un tornante così delicato della legislatura, di fronte a un «tentativo di golpe» della minoranza, l'estrema conseguenza potrebbe essere anche il ritorno anticipato alle urne.

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