Sergio Cofferati 150112133638
FACCIAMOCI SENTIRE 19 Gennaio Gen 2015 1110 19 gennaio 2015

Perché chi entra in politica perde il contatto con la realtà?

Capanna, Cofferati, Gasparri, Bonanni. Niente coerenza per i vertici del potere.

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Sergio Cofferati.

Come noto gestisco un gruppo italiano - Amplifon - che è leader mondiale nel suo settore, operando in 22 diversi Paesi del mondo.
Non sono stato “paracadutato dall’alto” in quanto ho iniziato dalla gavetta come «viaggiatore o piazzista di seconda categoria dipendente da azienda industriale».
Ho cambiato mestiere e azienda prima all’interno dello stesso gruppo (francese), poi sono arrivato in quello italiano cumulando il curriculum che gli interessati potranno trovare su internet.
Ho iniziato da qui non per soddisfare un attacco di ego, ma per mettermi in discussione e cercare di rispondere a questa domanda: perché quando si entra in politica (o si arriva al vertice di una organizzazione) si perde il contatto con la realtà?
COERENZA, QUESTA SCONOSCIUTA. Nella mia evoluzione professionale non credo di aver mai dimenticato il mio punto di partenza e ho cercato sempre, nelle nuove responsabilità che via via accumulavo, di non comportarmi come coloro dai quali dipendevo e di cui criticavo il modo di fare.
Un padre che non mi ha mai detto «bravo!» mi ricordava che ogni volta che le mie responsabilità aumentavano potevo fare di più e di meglio per gli altri.
Lungi da me l’idea di affermare che sia riuscito al 100% nell’intento (spetta eventualmente a chi ha lavorato con me dare questo giudizio), ma onestamente credo di aver almeno cercato di essere coerente. Diciamo che almeno ci ho provato.
Se viceversa guardo il comportamento di molti leader non trovo altrettanta coerenza. E forse non hanno neanche nessuna voglia di provarci.
CAPANNA, ALTRO CHE SESSANTOTTINO. Molti di quelli che sono entrati in politica, quando erano semplici cittadini criticavano pesantemente il comportamento della politica.
Una volta eletti sono stati coerenti? Non credo. Mario Capanna è stato un leader delle battaglie sessantottesche.
Molti pensavano che seguendolo avrebbero cambiato il mondo (naturalmente in meglio dal loro punto di vista).
Oggi il Capanna ricorre al Tar contro la diminuzione di poche centinaia di euro del proprio vitalizio.
COFFERATI, IL 'CINESE' GIRAMONDO. Sergio Cofferati è l’uomo dei «3 milioni in piazza». Lasciato il sindacato, è diventato sindaco di Bologna: ovvero di una città che non gli apparteneva. Poi membro del comitato nazionale del Partito democratico. Quindi parlamentare europeo, carica che era pronto a lasciare per candidarsi a governatore della Liguria.
Perché è ligure? No, perché secondo lui era arrivato il momento del cambiamento (sic!) e quindi «con spirito di sacrificio» era pronto a fare il grande passo.
Adesso “il cinese” ha perso le primarie, accusa l’avversaria Raffaella Paita di brogli e si dimette dal Pd mettendo in discussione, attraverso il fido Stefano Fassina, anche la votazione unitaria (naturalmente nel Pd) per l’elezione del nuovo capo dello Stato dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano.
Capanna e Cofferati stanno interpretando i sentimenti di chi li ha seguiti e di chi li ha eletti? Non credo.

Berlusconi, Gasparri e la Lega: altri pessimi esempi

Maurizio Gasparri.

Cambiamo fronte: Silvio Berlusconi, ormai molti anni fa, era sceso in campo contro il teatrino della politica.
Ha trasformato la politica in un grande teatro quotidiano e, pur continuando a godere di uno zoccolo duro che continua a seguirlo, ha ormai perso buona parte del proprio appeal.
I suoi stessi sostenitori dicono che continua a privilegiare i suoi interessi personali anche attraverso il famoso “patto del Nazareno”.
NON È DEGNO DELLA CARICA. Maurizio Gasparri è un grande utilizzatore di Twitter e ogni giorno ne spara una delle sue.
Al di là del fatto che quanto scrive possa essere più o meno condivisibile, non è certamente degno di un vice presidente del Senato affrontare certi argomenti e nel modo tranchant in cui lui è abituato a farlo.
IL CARROCCIO DEGLI SCANDALI. La Lega Nord si è affermata con gli slogan contro 'Roma ladrona'. Abbiamo visto cosa è successo appena sono arrivati all’altezza del Grande raccordo anulare.
L’elenco potrebbe continuare in modo assolutamente trasversale. Una volta si diceva «comprendendo tutto l’arco costituzionale».
Infatti tutti i partiti - a parte qualche piccolo aggiustamento più formale che sostanziale - non hanno mai messo mano in modo sostanziale alla riduzione dei loro stipendi o dei benefit di cui godono.
PURE IL M5S HA QUALCHE MACCHIA. I grillini potrebbero prendersela in quanto hanno fatto di questo aspetto il loro cavallo di battaglia, ma abbiamo visto che anche da loro qualche defezione importante si è registrata.
I politici stiano comunque tranquilli. Sono in buona compagnia perché certe cose accadono anche nel settore privato, nelle organizzazioni imprenditoriali, in quelle ecclesiasiche e anche in quelle sindacali.
BONANNI, PENSIONE DA CAPOGIRO. A proposito di queste ultime: non mi risulta che dopo la mega pensione di Raffaele Bonanni, pensionato dalla Cisl in base alla legge Treu 564 che consente (legalmente) di ottenere una pensione integrativa da capogiro solo con pochi mesi di contributi versati, la stessa legge abbia subito delle modifiche.
Forse anche perché nel frattempo Tiziano Treu (ovvero l’estensore della legge) era diventato presidente dell’Inps. Adesso bisogna sperare in Tito Boeri (nuovo presidente Inps) affinché apporti alla 564 i necessari correttivi.
ANCHE IL PAPA A DISAGIO. Per quanto riguarda la Chiesa, lo stesso papa Francesco ha sottolineato il suo disagio quando vede monsignori e cardinali con tanto di autista, servitù e magari qualche appartamento non proprio consono alla visione francescana della parola di Dio.
Il tema quindi rimane quello iniziale. L’allontanamento dalla realtà e dai bisogni reali della gente nel momento in cui si scalano le gerarchie della politica, delle aziende, delle organizzazioni clericali, sindacali eccetera mi sembra un fatto oggettivo.
SULLA DILIGENZA PER INTERESSI. Il dramma è che tutti (o comunque moltissimi) vorrebbero salire sulla diligenza, ma non per modificare quei comportamenti che vengono ritenuti inaccettabili.
La speranza è che prima o poi arrivi il proprio turno per approfittare della situazione come hanno fatto molti altri prima. Ma in questo modo muore naturalmente la speranza di poter costruire un mondo migliore.

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