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SCHEDA 19 Gennaio Gen 2015 2054 19 gennaio 2015

Unione europea, le misure contro il terrorismo

Dal registro sui dati dei passeggeri alla stretta su Imam ed espulsioni, fino al web.

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L'ex ministro degli Esteri e nuova lady Pesc, Federica Mogherini.

L'Europa in campo con misure concrete per difendersi dal terrorismo: il Consiglio dei ministri degli Esteri Ue ha rilanciato lo scambio di informazioni tra intelligence dentro e fuori l'Unione. Quindi spinge sul Passenger Name Record (Pnr), il controverso registro sui dati dei passeggeri. Ma si parla anche di web e controllo passaporti, mentre in vari Paesi si profilano una stretta sugli ingressi di imam e una politica più rigida di espulsioni.
PASSENGER NAME RECORD. Il Consiglio e la Commissione spingono, il parlamento frena. In gioco c'è la questione del punto di equilibrio tra la sicurezza e la tutela della privacy. Il tema è destinato a tenere banco nei prossimi mesi. Federica Mogherini ha lanciato un appello ad andare avanti. Paolo Gentiloni ha notato: «È fermo in parlamento, noi non possiamo sbloccarla».
SCAMBIO INFORMAZIONI D'INTELLIGENCE. Dopo Charlie Hebdo la parola d'ordine è superare le 'gelosie' tra i vari apparati di sicurezza. Per questo l'Europa, per la prima volta, s'impegna a fare di più sul fronte del lavoro comune sullo scambio di informazioni. Non solo all'interno dell'Unione, ma soprattutto con i Paesi a rischio.
PIÙ CONTROLLI A FRONTIERE ESTERNE. «Non è limitando la libertà di circolazione che si sconfigge il terrorismo», ha chiarito il ministro Gentiloni, secondo cui serve «controllare meglio le frontiere esterne».
ADDETTO SICUREZZA UE IN PAESI A RISCHIO. Federica Mogherini ha proposto l'istituzione di un addetto alla Sicurezza in tutte le delegazioni Ue in Paesi sensibili: «Là» - ha spiegato - «serve un professionista in grado di comunicare e collaborare con i componenti dell'intelligence locale. Si tratta di una prassi normale per tutti i Paesi, lo sarà anche per l'Ue».
PORTAVOCE ARABO AL SERVIZIO ESTERI UE. L'Europa si rende conto che la battaglia contro il terrore passa attraverso il dialogo e la comprensione reciproca. Per questo Lady Pesc ha prosto di un portavoce in grado di esprimersi in arabo all'interno del Servizio estero europeo. «Abbiamo bisogno di leggere in arabo, spiegare in arabo, ma anche ascoltare il messaggio che viene dal mondo arabo».
ESERCITO. Diversi paesi, in particolare Belgio, Francia e Gran Bretagna, hanno deciso di far ricorso ai soldati per garantire la sicurezza degli obiettivi sensibili: in particolare i luoghi frequentati dalla comunità ebraica, commissariati di polizia, ambasciate, istituzioni Ue e media.
IMAM. Giro di vite per la concessione dei permessi di soggiorno agli imam, controlli incrociati con l'autorità giudiziaria e antiterrorismo per i salafiti provenienti da Paesi come Qatar e Arabia Saudita. -
RITIRO DOCUMENTI ED ESPULSIONI. Stretta su carte d'identità, passaporti e doppie nazionalità, che potranno essere ritirati a chi costituisce un pericolo per la sicurezza.
WEB. Maggior controllo su social network e siti sensibili, chat ed e-mail, passando anche tramite i provider dei servizi Internet, oltre a un rafforzamento contro i cyber-attacchi.
MISURE ANTIRADICALIZZAZIONE. Sezioni separate nelle carceri per predicatori e persone radicalizzate, responsabili 'anti-radicalizzazione' per formare chi lavora nel sociale a riconoscere i segnali, percorsi d'integrazione rafforzati.

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