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DOPO IL RILASCIO 19 Gennaio Gen 2015 1632 19 gennaio 2015

Vanessa e Greta, il Codacons presenta un esposto

Presentato alla Corte dei Conti per far luce sul rapimento. Pini di Lega Nord: «Meritano due sberle».

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Greta Ramelli e Vanessa Marzullo.

È stato presentato alla Corte dei Conti l'esposto con il quale il Codacons ha chiesto di fare luce sulla vicenda del rapimento di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due giovani cooperanti rapite in Siria e rilasciate il 15 gennaio. Ne ha dato notizia con una nota la stessa associazione di consumatori.
ACCERTARE SE IL RILASCIO SIA STATO PAGATO. Dopo aver manifestato «grande e legittima soddisfazione per l'avvenuta liberazione delle due ragazze italiane», il Codacons ritiene «necessario e doveroso» - si legge nell'esposto - «che venga accertato se una qualunque fonte di finanziamento pubblico sia stato investito per riportare le due ragazze a casa e in caso affermativo di che importo trattasi. Non si può non evidenziare come, di fondo, le stesse Greta e Vanessa, nonché l'associazione onlus 'Rose di Damasco' per cui lavoravano le due operatrici lombarde, abbiano potenzialmente esposto loro stesse e l'intero Stato italiano a una situazione di rischio e difficoltà coscientemente con la loro volontaria presenza in un paese in gravi condizioni in cui imperversa la guerra civile e con una pesante presenza di terrorismo».
IL DEPUTATO DELLA LEGA: «VANNO ACCOLTE A CALCI». Nel frattempo le polemiche sul presunto riscatto e sull'incoscienza delle due ragazze non si placano. L'ultimo intervento che fa discutere è quello del deputato della Lega Nord Gianluca Pini, che ai microfoni di 24 Mattino su Radio 24, ha affermato: «Diciamo che se non due pedate nel sedere, due sberle sicuramente se le meritano». Lo stesso Pini aveva 'accolto' con un tweet in ritorno delle due ragazze, in cui scriveva: «Se è vero che Greta e Vanessa ci son costate 12 milioni di euro sarei andato volentieri ad accoglierle; a calci in culo». Il deputato della Lega, che è anche vicepresidente del Comitato permanente della Camera sulla Politica Estera e Relazioni Esterne dell'Unione Europea, ha così spiegato il suo punto di vista: «Nel momento in cui ci si intesta un rischio del genere, come hanno fatto queste due ragazze in maniera assolutamente squinternata, cioè di andare in un Paese dove si sa che c'è una guerra civile in corso, non si avvisa nessuno e si fa in modo di far perdere le proprie tracce, ci si assume il rischio di rimanere uccisi».

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