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POLITICA 20 Gennaio Gen 2015 1650 20 gennaio 2015

Berlusconi ai suoi: «Manteniamo il patto del Nazareno»

Il Cav nella riunione di Forza Italia: «Votate emedamento Esposito per Italicum». Frondisti contrari.

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Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Se nel Pd è bufera anche all'interno di Fi l'accordo tra Renzi e Berlusconi sull'Italicum ha prodotto una frattura.
Nel corso della riunione coi senatori, nel quale avrebbe parlato anche della possibilità di incontrare nuovamente il premier il 27 gennaio per discutere del successore a Giorgio Napolitano per la presidenza della Repubblica, il Cav ha dettato la linea ai suoi sulla Legge elettorale in votazione al Senato: «Manteniamo fede al patto del Nazareno per cui vi chiedo di votare sì all'emendamento Esposito».
Parole nette che hanno però acceso gli animi nel partito. Il gruppo dei senatori ha votato a favore della linea proposta da Berlusconi, ma 20 dissidenti hanno respinto l'appello del leader. Si tratta di frondisti (sette del gruppo Gal e 13 di Fi) che anche in Aula hanno deciso di votare contro.
FITTO: «SUICIDIO PER FORZA ITALIA». Raffaele Fitto, al termine dell'incontro, ha dichiarato che «Berlusconi fa un errore madornale». «Forza Italia sta facendo il soccorso azzurro a Renzi e al suo governo. Noi continueremo a fare battaglia dentro il partito contro questa posizione inaccettabile», ha affermato il capo dei frondisti azzurri: «Votare il subemendamento Esposito è un suicidio per Fi».
CAV: «PREMIO A LISTA STRADA VERSO BIPARTITISMO». «L'attribuzione del premio di maggioranza a una lista può rappresentare un importante stimolo a superare egoismi delle forze politiche, quasi una imposizione di legge per l'unificazione del centrodestra», ha poi dichiarato Berlusconi in serata, tornando sul tema. Si tratta di un altro «tentativo per raggiungere il bipartitismo».
«ITALICUM STRUMENTO PER SUPERARE LA FRAMMENTAZIONE POLITICA». «Da sempre affermiamo che, dal 1948 ad oggi, noi italiani non abbiamo mai imparato a votare», ha detto il Cav. «La legge in discussione al Senato», ha ribadito, «può forse essere lo strumento per superare quella frammentazione endemica del quadro politico che riteniamo essere uno dei peggiori mali della nostra democrazia e che troppe volte, nei decenni passati, ha contribuito a minare l'efficacia della azione di ogni governo».
«La nuova legge sarà applicabile solo tra un anno e otto mesi», ha proseguito. «Un periodo sufficiente per una auspicabile maturazione di tutti i movimenti moderati e magari per introdurre l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, in modo da rendere finalmente l'Italia una moderna democrazia». «Aspettiamo e vediamo», ha aggiunto.

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