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POLITICA 20 Gennaio Gen 2015 1642 20 gennaio 2015

Pd, pace fatta sul Programma navale

Dopo le accuse sui favoritismi alle lobby ritrova l'unità: ok al rinnovo della flotta (il Pdf). 

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Dopo gli scambi di accuse finiti in un video postato online e le denunce di presunte pressioni lobbistiche esercitate per orientare il voto della commissione, il Pd ritrova l'unità e dà il via libera al programma voluto dal governo di rinnovo della flotta navale della Marina militare, una partita da quasi 6 miliardi di euro.
PARTITO PER ORA PACIFICATO. Nella seduta del 20 gennaio, infatti, la commissione Difesa della Camera ha espresso parere favorevole – contrari Lega e Movimento 5 stelle - allo schema di decreto presentato dall'esecutivo per disciplinare le modalità con cui verrà finanziato il Programma pluriennale, ponendo però delle condizioni a cui il governo, nel rivedere il decreto, dovrà attenersi.
In particolare per quanto riguarda le risorse – un tesoretto di 1.598.908.654 - stanziate nella legge di Stabilità 2014 per «oneri di finanziamento», ovvero per contrarre eventuali mututi e pagarne gli interessi, che però «non sono più necessarie per tale finalità». Il governo infatti ha trovato i soldi per finanziare il programma senza passare per la pratica dei mutui.
I SOLDI POSSONO ANDARE NELLE CASSE DELLO STATO. Il miliardo e mezzo risparmiato potrà essere destinato, si legge nel testo approvato dalla Commissione XXXX (leggi il documento inedito) «al miglioramento dei saldi di finanza pubblica, oppure, ove necessario e in ogni caso informandone le competenti commissioni parlamentari, siano utilizzate per l'implementazione del programma pluriennale navale...esclusivamente ai fini dell'acquisto, nel limite delle risorse effettivamente disponibili, delle costruzioni navali previste dal citato programma, ivi inclusi i quattro pattugliatori di altura opzionali».

Scanu: la parola sulle armi torna al parlamento

Il senatore del Pd Gian Piero Scanu.

Se dovessero optare per l'implementazione del programma navale – considerando per esempio necessari i quattro pattugliatori di altura ora opzionali - il governo e i ministeri competenti – Difesa e Sviluppo economico - dovranno comunque farlo secondo le modalità che la commissione aveva indicato già a dicembre scorso, ovvero fornendo al Parlamento notizie dettagliate sui contratti tra la Marina e le imprese fornitrici, le cifre, le modalità e i tempi di pagamento.
«ORA C'È TRASPARENZA». In ogni caso, spiega una fonte parlamentare, quel «tesoretto non può essere usato per accendere mutui e non sarà nella disponibilità discrezionale della Marina ma ogni passaggio dovrà essere informato il parlamento».
«Un buon risultato che introduce trasparenza ed è in linea con quanto stabilisce l'articolo 4 della legge 244 del 2012 », dice a Lettera43.it Gian Piero Scanu, relatore di maggioranza e capogruppo del Pd che nei giorni scorsi aveva denunciato pressioni lobbistiche sui commissari per influenzarne il voto. «Ogni euro speso e le modalità di acquisto di ogni tipologia di armamento verranno sottoposte all'esame del parlamento».

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