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MAMBO 21 Gennaio Gen 2015 1127 21 gennaio 2015

E se Renzi e Berlusconi creassero un nuovo partito?

Si amano e mal sopportano i propri alleati. Ma sarebbe una disgrazia per l'Italia.

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Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. Sullo sfondo Palazzo Chigi.

Sta accadendo qualcosa di strano nella politica italiana che ne cambia radicalmente i connotati.
Quel qualcosa è l’innamoramento di Silvio Berlusconi per Matteo Renzi e, forse, anche Renzi lo ama, anche se il premier appare sentimentalmente anaffettivo.
Non è la prima volta che i carissimi nemici trovano motivi di attrazione reciproca. Fino all’esempio storico della stima e simpatia fortissima fra Aldo Moro ed Enrico Berlinguer è spesso accaduto che avversari strenui si siano scambiati favori, gesti di amicizia.
C’è stato persino il clamoroso omaggio alla salma di Berlinguer da parte di un compunto e commosso Giorgio Almirante.
BERLUSCONI SI RIVEDE NEL PREMIER. Qui però siamo di fronte a un caso diverso. Berlusconi vede in Renzi se stesso più giovane, gli vede fare le cose che ha sempre sognato di fare, per esempio annientare la sinistra.
Lo sente parlare in modo antipolitico come a lui non riusciva perché le sue gaffe erano sempre stigmatizzate. Lo vede affrontare il mondo in modo guascone e persino partecipare ai consessi internazionali con la sua stessa sfrontatezza, anche se finora non ha fatto le corna in una foto di gruppo.
Si sa che Berlusconi non ama il suo partito, i suoi dirigenti. Li immagina come ormai pensa ai giocatori del suo (e mio) Milan, cioè delle schiappe ultra-pagate.
Gli piacerebbe, invece, di dover inseguire le bizzarrie di Renato Brunetta e i democristianismi di Raffaele Fitto, fare comunella con Renzi e il suo giglio magico. Se dimenticasse l’ossessione per le tette preferirebbe Luca Lotti alla Francesca Pascale.
TRA IL CAV E GOTOR, RENZI SCEGLIE IL PRIMO. Anche Renzi preferisce il Cavaliere, dovremmo scrivere ex, ai Fassina e Cuperlo. La vivacità del tycoon gli piace di più della tristezza infinita di Gotor. Quando li sente parlare a nome della sinistra lui non sa di che parlano e in verità non lo sa nessuno essendo ormai il concetto di sinistra sfiancato come un atleta che giunge ultimo alla maratona di New York.
Ma questo amore fra il “Royal Baby”, che piace tanto a Giuliano Ferrara, e il vecchio leader, che lo stesso direttore de Il Foglio ama ancora, è destinato a durare? Credo proprio di sì, la domanda che in molti si fanno è se la relazione può finire in un matrimonio.
Qui gli indizi cominciano a infittirsi. Berlusconi sembra essere indifferente al suo partito e persino al suo schieramento. Renzi tratta il Pd come una scarpa vecchia e la “sua” Alessandra Moretti abolisce il simbolo nella campagna elettorale veneta.
Possono spingersi fino a immaginare una confluenza l’uno dentro l’altro? Sembra difficile, ma non impossibile. Sarebbe comunque una disgrazia per la democrazia italiana un partitone destra-sinistra cementato in nome del potere. Roba poco occidentale.

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