Senato 141210095324
VOTAZIONE 21 Gennaio Gen 2015 1130 21 gennaio 2015

Italicum, esame in Aula al Senato

Passa il 'canguro': cadono 35 mila proposte di modifica. La riforma va avanti. Renzi: «Chi ci frena perde». Ira di Bersani che riunisce 140 parlamentari dem.

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In un clima teso per il doppio scontro interno a Partito democratico e Forza Italia, procede spedita l'avanzata dell'Italicum al Senato, dove la mattina del 21 gennaio ha preso il via l'analisi degli emendamenti alla legge elettorale.
BOCCIATI GLI EMENDAMENTI GOTOR. Bocciate entrambi le modifiche proposta dal senatore bersaniano Miguel Gotor, la prima con 170 no, 116 sì e cinque astensioni. La seconda con 168 no, 108 sì e tre astensioni. Quest'ultima, in particolare, prevedeva correzioni al capitolo dei capilista, a favore del sistema delle preferenze.
VIA LIBERA AL 'SUPER-CANGURO'. Il Senato ha poi dato il via libera all'emendamento Esposito, il cosiddetto 'super canguro', con 175 si, 110 no e due astenuti.
Di conseguenza, come ha spiegato Roberto Calderoli, sono cadute «35 mila proposte di modifica» delle 47 mila presentate. Alla protesta del Movimento 5 stelle, il leghista ha risposto: «Erano quasi tutte mie...».

I RIBELLI PD: «NE VA DELLA NOSTRA CREDIBILITÀ». Prima della votazione, Gotor aveva spiegato che la sua proposta era volta a cambiare la norma sui capilista, facendo in modo che il il 70% degli eletti venisse scelto con le preferenze direttamente dai cittadini.
Anche per evitare i rischi di incostituzionalità da parte dell'Italicum, «che dopo 10 anni di Porcellum sarebbero intollerabili. Ne va della credibilità del parlamento e della democrazia».
BERSANI FURIOSO: «RENZI POTEVA MEDIARE». Su tutte le furie Pier Luigi Bersani, che ha immediatamente provveduto a convocare 140 parlamentari, prendendosela con Renzi. «Lui lo sa benissimo: c'era una possibile mediazione sull'Italicum e loro non hanno voluto mediare. Ora spetta a lui dire se si può partire dall'unità del Pd».
RENZI: «POLEMICHE? NOI NON MOLLIAMO». Da parte sua, Renzi, da Davos, ha dichiarato: «Di fatto il percorso di cambiamento che l'Italia ha iniziato sta continuando, è giusto che sia così e noi non ci fermiamo. Poi ci sono polemiche, discussioni, è normale, ma non si molla di un centimetro».
BERLUSCONI: «PD NON HA I NUMERI AL SENATO». Mentre Silvio Berlusconi, riunendo i deputati azzurri a Palazzo Grazioli, ha chiosato: «Il Pd al Senato non ha più la maggioranza. Fi è tornata a essere centrale».

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