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FORUM DI DAVOS 21 Gennaio Gen 2015 1140 21 gennaio 2015

Italicum, Renzi: «Polemiche? Non molliamo»

Legge elettorale, il premier ai ribelli del Pd: «Non si arretra di un centimetro». Riforme, «carpe diem, il futuro è oggi». Dal Senato sia al 'canguro' che taglia 35 mila emendamentiBersani: «Minoranza non è parassita».

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Matteo Renzi tira dritto davanti alle critiche della minoranza Pd sulla legge elettorale. Il premier, prima di entrare nel forum di Davos, ha commentato lo scontro sull'Italicum al Senato: «Di fatto il percorso di cambiamento che l'Italia ha iniziato sta continuando, è giusto che sia così e noi non ci fermiamo. Poi ci sono polemiche, discussioni, è normale, ma non si molla di un centimetro».
«MINORANZA? NEANCHE I MILITANTI CONDIVIDONO». Ma il premier ha chiarito: «Quella di una parte della minoranza Pd sull'Italicum è una posizione che non condivido e non credo la condividano neanche i militanti delle feste dell'Unità, anche quelli che non hanno votato per me» perché diranno «se uno ha vinto poi deve lavorare», ha detto Renzi in un punto stampa a Davos.
Il 21 gennaio, in un clima teso per il doppio scontro interno a Partito democratico e Forza Italia, Palazzo Madama ha cominciato a votare la legge elettorale bocciando gli emendamenti Gotor sulle preferenze e dando il via libera al cosiddetto supercanguro, l'emendamento di Esposito che taglia di fatto 35 mila proposte di modifica.
OCCASIONE PER LE RIFORME. «Questa è la stagione delle riforme che servono all'Italia», ha aggiunto Renzi. «C'è una finestra di opportunità eccezionale e il ruolo dei politici è cogliere il momento, carpe diem, quando possiamo scegliere il futuro». E ancora: «Non voglio descrivere il Paese come museo, vorrei dire ai miei figli che l'Italia è un laboratorio di esperimenti».
«CHI PROVA A FERMARE LE RIFORME FALLISCE». «L'Italia va avanti, chi prova a interrompere tutte le volte il percorso delle riforme possiamo dire che, per il momento, non ce la fa», ha poi aggiunto Renzi commentando il sì dell'aula di Palazzo Madama all'emendamento Esposito. «Un grandissimo risultato, ora la legge elettorale è molto più vicina», ha aggiunto.
«VIA AGLI INCONTRI PD-PARTITI PER IL QUIRINALE». Quindi il premier ha risposto ai cronisti in merito alla partita per il Quirinale. «Dalla prossima settimana (quella che inizia lunedì 26 gennaio, ndr) il Pd incontrerà gli altri partiti di tutto l'arco costituzionale» perché «anche il presidente della Repubblica, come le riforme, si fanno nel modo più largo possibile e non solo con la maggioranza di governo». Renzi ha escluso la nomina di Mario Draghi, definendolo «un grandissimo uomo che nei prossimi anni dovrebbe continuare a ricoprire il ruolo di presidente della Bce».
UE, È ORA DI INVESTIRE E CRESCERE. Il premier ha anche affrontato il tema della crisi economica in vista dell'intervento di quantitative easing da parte dell'Eurotower. «Rispetto l'indipendenza della Bce ma credo sia il momento in cui potrebbe investire in una diversa idea di Europa», ha detto. «La Bce ora deve dare il messaggio che l'Europa deve andare verso un nuovo cammino di crescita. Se l'Ue è solo burocrazia è la fine».

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