Ciriaco Mita 140608153024
INTERVISTA 21 Gennaio Gen 2015 1420 21 gennaio 2015

Renzi-Berlusconi, De Mita: «Non è come la Dc»

Il Pd? «Non ha futuro. Finirà come i dorotei». Il sindaco di Nusco e storico democristiano boccia il patto tra premier ed ex Cav: «Hanno ucciso la democrazia rappresentativa».

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In Comune, nella sua Nusco, oggi non si è «proprio visto». Dalla segreteria dicono di provare a chiamare in un altro momento: «Certamente troverete il sindaco, cioè, probabilmente...».
Ciriaco De Mita, 86 anni, esponente storico - uno dei pochi ancora al mondo - della Democrazia Cristiana risponde al telefono di casa. E non ha troppa voglia di commentare quelle che definisce le «piccole manovre di retrobottega» che stanno animando i Palazzi romani.
DAL PATTO AL PARTITO. L'avvicinamento tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi non pare appassionarlo. E dire che, stando ai notisti politici, i due starebbero trasformando il patto del Nazareno in un omonimo partito di ispirazione centrista. Con buona pace della sinistra Pd e della frangia fittiana di Forza Italia.
Una nuova Democrazia Cristiana? Guai solo ad avanzare l'ipotesi.
De Mita, che nel 1992 è stato presidente della Bicamerale per le Riforme costituzionali, cambia il tono della voce, abbandonando il tradizionale equilibrismo democristiano. «Non scherziamo», sbotta a Lettera43.it, «non confondiamo un grande pensiero politico con altro...».



Ciriaco De Mita.


DOMANDA. Con cosa sindaco?
RISPOSTA. Con piccole manovre di retrobottega.
D. Cioè?
R. Renzi e Berlusconi hanno messo fine all'epoca dell'esperienza della democrazia rappresentativa.
D. Può essere più chiaro?
R. È la fine di un grande pensiero che analizza processi.
D. Il premier e l'ex Cav non analizzano nulla?
R. Magari sarà l'età, ma le loro mi sembrano solo strategie di apparenza, illusioni ottiche.
D. Boccia Renzi quindi.
R. Boccio i leader che dicono di fregarsene di chi ha opinione diversa dalla loro...
D. Ma al momento pare che il premier abbia con sé la maggioranza del partito.
R. La maggioranza serve per individuare l'opinione prevalente. Ma esige un apporfondimento...
D. Nel Pd non c'è approfondimento?
R. Il Pd non è un pensiero né una eredità. Non credo che abbia un futuro. Mi ricorda una vicenda democristiana...
D. Quale?
R. Dopo la grande stagione di Aldo Moro, i dorotei si consideravano maggioranza. Poi al loro interno nacque una maggioranza della maggioranza. E così via.
D. E com'è finita?
R. Alla fine rimasero in due o tre.
D. Dunque non c'è rischio: non moriremo tutti democristiani.
R. La Democrazia cristiana, come diceva Federico Chabod, è stata la vera novità del secolo passato.
D. Nulla a che vedere con Renzi e Berlusconi...
R. No... adesso basta però.

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