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CENTROSINISTRA 23 Gennaio Gen 2015 1550 23 gennaio 2015

Quirinale, Vendola e Civati lanciano il fronte anti-Nazareno

Proposta comune alternativa a Renzi-Cav. Guerini: «Il Pd non si divide». M5s frena.

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Pippo Civati e Nichi Vendola.

Prove generali di fronda anti-Nazareno. Pippo Civati e Nichi Vendola, a breve distanza l'uno dall'altro, rilanciano l'ipotesi di un asse a sinistra per contrastare l'avanzata al Colle di un candidato che unisca Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Ma dalle file del Pd renziano, avvertono che il partito non si dividerà sulla partita del Quirinale.
Per il leader di Sinistra, ecologia e libertà «serve un fronte anti-Nazareno» di cui faccia parte «non solo la sinistra di alternativa, ma tutte le forze che amano la Costituzione e considerano il Patto una forma di inquinamento della politica».
APERTURA AL M5S. Anche il Movimento 5 stelle? «Tutti coloro che vogliono giocare questa partita». L'impegno è rivolto a «coloro che hanno non solo il diritto, ma anche il dovere di convergere per impedire questo delitto: c'è la possibilità che il parlamento guadagni sovranità rispetto ai giochini che si fanno nelle retrovie e nelle segrete stanze».
CIVATI: «UN CANDIDATO 'NN'». Sulla stessa lunghezza anche d'onda Pippo Civati. «Tutti coloro» che sono contro il patto Renzi-Berlusconi «dovrebbero fare una proposta sul presidente della Repubblica perché non sia espressione del Nazareno». Civati ha auspicato «un candidato Nn, non Nazareno, che possa arrivare ai voti necessari, senza essere il candidato di questo o quello».
GUERINI: «NON CI DIVIDEREMO». Pronta la replica del vicesegretario Pd Lorenzo Guerini: «Non ci sarà nessuna saldatura, questo è un passaggio in cui il Pd può presentarsi unito all'appuntamento e bisogna lavorare per costruire una proposta condivisa nel metodo e nell'esito. Lo faremo».
Il presidente del Pd Matteo Orfini ha commentato con un secco «auguri» l'iniziativa del leader di Sel. «Noi ci abbiamo provato. E continuiamo a provarci, ma loro vogliono farlo contro di noi».
FICO: «ASPETTIAMO NOMI DA RENZI». Roberto Fico, componente del direttorio M5s, ha lasciato presagire spiragli di apertura: «Noi siamo il fronte anti-Nazareno da più di un anno e lavoriamo per questo: ben venga Sel però sappiamo che loro appartengono a quella cultura dei giochi di palazzo». Per poi aggiungere: «Il nostro schema è chiaro: aspettiamo una rosa di quattro nomi dal presidente del Consiglio e dal partito di maggioranza».

Pd, assemblea dei grandi elettori il 29 gennaio

Matteo Renzi.

Intanto è previsto per la mattina di giovedì 29 gennaio, a poche ore dalla prima votazione per il presidente della Repubblica, l'assemblea dei grandi elettori del Pd nella quale Matteo Renzi farà il nome del candidato al Colle.
Il premier ostenta sicurezza nel cercare «un nome condiviso e rappresentativo degli italiani». Il suo obiettivo è tenere coperto fino all'ultimo il vero candidato alla presidenza della Repubblica. Ma è difficile che lunedì 26, quando Renzi incontrerà i gruppi del Pd, e soprattutto martedì 27, quando vedrà tutti i partiti (tranne M5s che per ora si è tirato fuori) non comincerà a delinearsi il profilo su cui punta il leader Pd per mettere a segno una partita delicatissima.
PAURA DI FRANCHI TIRATORI. E per evitare il fallimento del 2013, quando in uno psicodramma crescente furono impallinati prima Franco Marini e poi Romano Prodi, il premier deve sminare il campo e togliere pretesti ai franchi tiratori.
ALFANO APRE A UN CANDIDATO DEL PD. Sempre martedì 27 il leader Pd incontrerà Silvio Berlusconi, che scalpita per conoscere almeno una rosa di quirinabili. Cade però uno dei paletti messi da Angelino Alfano, che in tarda serata ha visto Renzi a Palazzo Chigi, nella scelta del nome condiviso: «Sarebbe arrogante e velleitario dire no ad un candidato del Pd», apre il leader moderato in un'intesa ritrovata con il Cav.

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