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CASTA 23 Gennaio Gen 2015 1000 23 gennaio 2015

Senatori a vita, Piano e i colleghi troppo assenti

Quasi sempre in congedo. O in missione. L'archistar ha votato 8 volte su 6.064. Rubbia fermo al 12% di presenze. Cattaneo al 18%. Nominati a vita: chi li ha visti?

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Renzo Piano durante il voto sulla decadenza di Berlusconi.

Il nuovo Senato, composto da 95 membri «rappresentativi delle istituzioni territoriali», manterrà i cinque senatori nominati dal presidente della Repubblica.
Le poltrone a vita (che ora sono cinque su 315 scranni), dunque, restano. Almeno così recita un emendamento alla riforma del bicameralismo perfetto presentato dal piddino Ettore Rosato e approvato dalla Camera.
Viene ripristinato il testo passato a Palazzo Madama, modificato in commissione Affari costituzionali di Montecitorio per volere della minoranza dem.
CHI LI HA VISTI IN AULA? Ma cosa fanno veramente gli attuali nominati che hanno - è bene ricordarlo - lo stesso trattamento economico dei colleghi eletti?
La risposta la si trova su Openpolis. E non è edificante.
Si prenda per esempio l'archistar Renzo Piano. Nonostante abbia deciso di devolvere il suo stipendio da parlamentare - più o meno 172 mila euro l'anno - ai giovani architetti «impegnati a realizzare progetti di valore», in Aula non si vede praticamente mai.
UNA VITA IN MISSIONE. Su 6.064 votazioni (aggiornamento al 23 gennaio), il nostro è stato presente solo otto volte. Le assenze sono state 604 e le missioni 5.542 (l'89,91%).
Tra i voti cruciali è mancato, per esempio, all'approvazione del Bilancio 2015, al disegno di legge Anti-riciclaggio, alla responsabilità civile dei magistrati, alla riforma del Senato e del Titolo V.
Presente, invece, al voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi, tanto da attirarsi gli strali di Forza Italia.
Se si naviga sul sito istituzionale del Senato, nei resoconti stenografici risulta in congedo il 21, il 20, il 19, il 15 e il 13 gennaio, tanto per citare le ultime sedute.
PERSONALITÀ ITALIANE. Ma come funzionano le missioni? A farne richiesta, spiega a Lettera43.it Giuseppe Marinello (Nuovo centrodestra), presidente della commissione Territorio, ambiente, beni ambientali (di cui è membro Piano) «posso essere io oppure il presidente del gruppo parlamentare di riferimento. E le richieste devono essere presentate al presidente del Senato».
Oppure «è lo stesso senatore a richiederla», aggiunge Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto, del quale fa parte anche Carlo Azeglio Ciampi (non pervenuto per evidenti ragioni di età e salute).
«Piano, almeno dà l'indennità ai giovani architetti. E poi, diciamolo, si tratta nella maggior parte dei casi di personalità che hanno onorato la patria. E l'architetto è una di queste...».
CATTANEO BOCCIATA. Si diceva nella maggior parte, però. Perché, continua la senatrice, alcune nomine non sono state fatte con questo criterio...». Il riferimento è a Elena Cattaneo, «troppo giovane».
Sarà per questo che «non svolge il compito di senatore a vita come dovrebbe, impegnandosi invece a fare opera di lobbying pro Ogm e pro-vivisezione».

Con la riforma i senatori a vita saranno il 5%: troppi?

L'ex premier Mario Monti.

De Petris avanza dei dubbi circa la conferma di cinque senatori a vita anche nel nuovo Senato delle autonomie. «Su 100 senatori, rappresentano il 5%. Francamente mi pare troppo».
TRATTAMENTI PARIFICATI. Il numero di assenze, comunque, non può non colpire. Anche se ormai anche i senatori a vita hanno lo stesso trattamento dei colleghi 'mortali': due assenze al mese e la decurtazione della diaria in caso di assenza ingiustificata.
Marinello, davanti alle percentuali, si limita a commentare: «Però Carlo Rubbia ed Elena Cattaneo ogni tanto si vedono...».
Una magra consolazione. Sempre spulciando i dati di Openpolis, Carlo Rubbia, per esempio, su 6.064 votazioni è stato presente 754 volte, assente 5.067 e in missione 243.
«ERO IMPEGNATO IN RIUNIONE». Circa il voto al decreto Esposito, che ha cancellato con un colpo solo 37 mila emendamenti spaccando di fatto Partito democratico e Forza Italia, Rubbia - Nobel per la Fisica - ha dichiarato a la Repubblica: «Ero impegnato in una riunione. Ora entro in Aula, vado a capire cosa è successo. Forse è rimasta accesa la lucetta rossa, perché io non c'ero».
Ed era assente anche al voto sulla legge di Bilancio 2015, sulla riforma del Senato e Titolo V. E pure sulla decadenza di Berlusconi.
CATTANEO, CANGURO NON PERVENUTO. Quanto alla già citata Elena Cattaneo, la sua pagella è leggermente più confortante: 1.125 presenze, 2.959 assenze e 1.980 missioni.
Anche lei, come Rubbia, era assente al voto sul super Canguro. Al ddl sulla riforma del Senato si è astenuta. Ha votato sì, invece, all'introduzione del reato di tortura. Decadenza del Cav? Assente.
E MONTI CHE FINE HA FATTO? Ma è Mario Monti, tornato senatore a vita dopo l'esperienza a Palazzo Chigi, che stupisce per le assenze dall'Aula. Solo cinque le volte in cui ha votato (su 1.078 votazioni elettroniche). Nove le assenze e ben 1.064 le missioni.
IL SALVATAGGIO DEL PRODI II. E dire che a volte il voto dei senatori a vita è stato fondamentale.
Basta ricordare la difficile sopravvivenza del governo Prodi II, tenuto a galla a Palazzo Madama grazie ad Andreotti, Ciampi, Colombo, Cossiga, Levi-Montalcini, Pininfarina e Scalfaro.
«A parte questo caso, però», spiega Vincenzo Cerulli Irelli, professore di diritto Amministrativo alla Sapienza, «il loro ruolo è sempre stato poco significativo. E lo sarà ancora meno con il nuovo Senato il cui potere legislativo sarà limitatissimo».
Con buona pace del neo senatore a vita Giorgio Napolitano.

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