Cuperlo Vendola 150125134013
MINORANZA 25 Gennaio Gen 2015 1320 25 gennaio 2015

Human Factor, Cuperlo «No alla scissione del Pd»

Covention di Sel a Milano. «Nasce un coordinamento delle sinistre». Civati: «Sul Colle? Romano Prodi».

  • ...

Gianni Cuperlo, Stefano Fassina e Nichi Vendola alla convention Human Factor a Milano.

Matteo Renzi peggio di Silvio Berlusconi. Così Nichi Vendola dal palco dellla convention di tre giorni organizzata da Sel a Milano. Vendola lancia la sua sfida al premier e prova a porre le basi per la nascita di un fronte ormai non più soltanto anti-Nazareno in vista del voto per il Quirinale ma esplicitamente anti-renziano. Il leader di Sel, forte del successo di Syriza in Grecia, chiama a raccolta tutte le forze di sinistra italiane a fare da argine al 'renzismo' che - assicura - trova la sua massima espressione proprio nel Patto del Nazareno e, in futuro, nella nascita di quello che definisce il «Partito della Nazione» composto da Pd e Fi.
Parole che destano maggiormente interesse dopo l'intervento, proprio sul palco di Human Factor, di Pippo Civati. Il deputato Pd, pur affermando che per ora non lascia il partito, evoca l'ipotesi di una scissione all'interno dei dem: «In tanti se ne sono già andati. Non c'è bisogno di dividere il Pd ma io non posso garantire che questo non succeda. Non c'è alcun disegno per rompere».
CIVATI: «NON MI FACCIO CACCIARE DA ESAGITATI». Sugli insulti che sono piovuti sulla sua pagina Facebook dopo la proposta di un candidato non Nazareno, Civati ha spiegato: «Non è che mi faccio mandare via da qualche esagitato». E a chi gli chiedeva se ha perso le speranze di rimanere nel partito, ha risposto: «Io le speranze non le perdo mai, certo è che i segnali non sono confortanti».
ROMANO PRODI CANDIDATO AL QUIRINALE. A proposito dell'elezione del capo dello Stato, Civati ha dichiarato di volere «che il candidato non fosse deciso da Berlusconi, da un veto di Berlusconi, dalla solita impostazione». «Ci sono altre forze politiche in parlamento. Basta guardarsi intorno», ha detto a margine della convention. «Dipende dal nome. Ce lo vuole dire all'ultimo giorno, è un thriller. Partecipiamo al thriller con serenità». E non ha fatto mistero di chi vorrebbe al Colle: «Io un nome ce l'ho: è Romano Prodi».
«SONO MINORANZA ANCHE A CASA MIA». Commentando invece la sua condizione di oppositore interno al Partito democratico, Civati ha regalato al pubblico una battuta: «Io sono minoranza anche a casa», ha detto. Evidente il riferimento alle dichiarazioni dei suoi genitori, che nei giorni scorsi sono «diventati una notizia» per avergli entrambi chiesto di lasciare il partito.
Civati elenca i punti di contrasto con la direzione del partito: conflitto d'interesse, legge elettorale, riforme, lavoro e Quirinale. In particolare, insiste sulla candidatura di Romano Prodi sulla quale - dice - «non ho capito perché il segretario non esprima una parola».

Cuperlo: «No alla scissione, la sinistra è più di noi»

Pippo Civati e Nichi Vendola.

La minoranza Pd ospite di Human Factor anima, insomma, il dibattito sul prossimo presidente della Repubblica.
Per la successione a Giorgio Napolitano, ha detto Gianni Cuperlo, «mi auguro che ci sia una proposta unitaria, seria, autonoma. Sarebbe un elemento che darebbe maggiore equilibrio e garanzia al percorso che ci apprestiamo a fare questa settimana».
«Penso davvero che quello che state e stiamo facendo sia prezioso, ma vorrei dirvi che sarebbe un limite se una condizione di questo disegno fosse la rottura di un partito che raccoglie militanti magari delusi ma convinti che in questo partito vi sia un pezzo della loro storia», ha affermato Cuperlo dal palco della manifestazione di Sel.
CUPERLO: «LA SINISTRA È MOLTO PIÙ DI NOI». «Lo dico pensando che domani partirà un nuovo tormentone su chi sarà lo Tsipras italiano. Sarebbe molto bello invece se ciascuno per dove sta e come sta ragionasse su una crisi che, dopo aver distrutto la vita di milioni di persone, cambi il modo di pensare e organizzarsi». E sul premier: «Renzi dirige il partito su una linea che trovo spesso in contraddizione con le politiche della sinistra. Possiamo uscire e costruire un'altra cosa» oppure «c'è una seconda alternativa che è pensare che dentro quel progetto vive una comunità fatta di passioni che nonostante tutto pensa di battersi a viso aperto», ha aggiunto. Poi la chiusura: «La sinistra è molto più di noi. Good luck e camminiamo assieme».
VENDOLA: «COSTRUIREMO UN NUOVO SOGGETTO». Il leader di Sel, Nichi Vendola, ha cercato di delineare il futuro della tre giorni milanese: «È l'inizio di un cammino che ci ha già trasformati. Questo è il luogo di una sinistra plurale, in cui non avete percepito né il rancore, né la depressione, che sono i due sentimenti che da troppo tempo accompagnano la sinistra». Poi l'auspicio: «Un soggetto politico che vuole costruire un programma di governo non può non passare per l'attività cucita in questa tre giorni. Ci rivedremo presto. Non è stato un ballare in una sola giornata».
«COORDINAMENTO CON DOPPIA MILITANZA». «Possiamo prefigurare la nascita di un coordinamento fatto da rappresentati di tutti coloro che sono interessati a questo processo. In questo coordinamento dovrà essere consentita la doppia militanza, ognuno con la sua tessera», ha aggiunto Vendola dal palco di Human Factor.

Correlati

Potresti esserti perso