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CHIESA 26 Gennaio Gen 2015 1752 26 gennaio 2015

Aborto, il cardinal Bagnasco: «Non è un diritto»

Il cardinale: «Si vuole impedire l'obiezione di coscienza». Al Quirinale «serve una figura degna e operosa».

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Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco.

Lanciando l'allarme, sulla scia di papa Francesco, contro la «colonizzazione ideologica» in atto, il cardinale Angelo Bagnasco, nella prolusione con cui ha aperto il Consiglio Cei, ha sottolineato che «si parla dei figli come se fossero un diritto degli adulti e un oggetto da produrre in laboratorio, anziché un dono da accogliere. In Europa», ha avvertito, «si vuole far dichiarare l'aborto come un diritto fondamentale così da impedire l'obiezione di coscienza, e si spinge perché sia riconosciuto il cosiddetto aborto 'post partum'». Bagnasco ha anche avvertito: «si dice famiglia, ma si pensa a qualunque nucleo affettivo a prescindere dal matrimonio - che ne riconosce in modo impegnativo la pubblica valenza - e dai due generi».
«NO ALLA LIBERTÀ DI OFFENDERE». Il cardinale ha poi ripreso le dichiarazioni di papa Bergoglio in merito alla strage di Charlie Hebdo a Parigi: «In sostanza, sì alla libertà di espressione, no alla libertà di offendere: è un passo avanti per superare la dittatura del pensiero unico!», ha affermato Bagnasco, riprendendo quanto detto dal pontefice nella conferenza stampa durante il volo verso Manila.
«AL QUIRINALE FIGURA CON RICONOSCIUTA DIGNITÀ». Bagnasco si è poi espresso anche su temi politici. «Mentre al presidente Giorgio Napolitano esprimiamo sincera gratitudine e il più cordiale augurio di bene», ha detto, «preghiamo perché il parlamento, nel rispetto dei dovuti passaggi, riesca, in tempi brevi, ad esprimere la persona che possa rappresentare con dignità riconosciuta e operosità provata il popolo e la Nazione».
«L'URGENZA È L'OCCUPAZIONE». Con la crisi che «perdura» e la «lama del disagio» che «tormenta moltissime famiglie», ha continuato il cardinale, «su tutto si staglia l'urgenza che più di tutte s'impone: il lavoro e l'occupazione», ha detto Bagnasco, che ha chiesto ai governanti «di pensare a questo prima di ogni altra cosa, che - pur necessaria o opportuna - è sentita dalla gente come lontana dai suoi problemi quotidiani».

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