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POLITICA ESTERA 26 Gennaio Gen 2015 1529 26 gennaio 2015

Grecia, Tsipras giura nelle mani di Papoulias

Nessun riferimento religioso nelle parole del nuovo premier. Incaricato di formare un governo.

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Il premier greco Alexis Tsipras (a destra) col presidente della Repubblica Karolos Papoulias.

Il leader di Syriza, Alexis Tsipras, ha giurato nelle mani del presidente della Repubblica ellenica Karolos Papoulias che gli ha conferito l'incarico di formare il nuovo governo dopo la vittoria alle elezioni politiche del 25 gennaio.
Come preannunciato, Tsipras ha fatto un giuramento solo politico e non religioso.
SENZA CRAVATTA. Un segno di discontinuità, come quello passato dall'abbigliamento: fedele al suo stile, il leader di Syriza si è presentato davanti al presidente della Repubblica greca Karolos Paoulias per il colloquio ed il giuramento senza cravatta, con camicia bianca ed abito scuro.
Il primo atto di Tsipras da nuovo premier è stato deporre una corona di fiori al monumento che ricorda i caduti della Resistenza durante la seconda guerra mondiale, nel quartiere popolare di Kaisarianni, ad Atene.
Intanto, dopo aver chiuso l'alleanza con la destra di Anel, il nuovo premier ha incassato i primi messaggi dai colleghi europei.

INVITATO A PARIGI DA HOLLANDE. Il presidente francese, François Hollande, l'ha invitato a «recarsi presto a Parigi». In un comunicato della presidenza, l'Eliseo ha fatto sapere che Hollande ha espresso a Tsipras la sua «volontà di favorire le discussioni e il dialogo allo scopo di permettere alla Grecia di ritrovare la strada della stabilità e della crescita, in uno spirito di solidarietà e responsabilità che unisca gli europei. La Francia sarà al fianco della Grecia in questo periodo importante per il suo futuro».
Mentre Tsipras giurava avviando la fase anti-austerità, a Bruxelles cominciava l'Eurogruppo sul futuro della Grecia: il nuovo governo, che si è formato grazie all'alleanza con la destra euroscettica, anti-rigore e anti-immigrazione di Anel, ha spinto subito l'Europa sulla difensiva.
APERTURA AL DIALOGO. L'Ue ha aperto al dialogo, invitando Tsipras a Bruxelles «il prima possibile», ma ha già fissato i paletti: no alla cancellazione del debito, sì al rispetto degli impegni. E aspetta i primi passi dell'esecutivo che le ha promesso battaglia.
Intanto la vittoria schiacciante del partito che vuole cambiare le carte in tavola in Europa non ha agitato troppo le Borse, nemmeno quella di Atene, segno che i mercati avevano ampiamente previsto la vittoria di Syriza.
Il 26 gennaio l'Europa ha scelto di inviare ad Atene un messaggio conciliante: la Commissione «rispetta pienamente la scelta sovrana e democratica» ed è «pronta a lavorare con il nuovo governo quando sarà formato» e a «collaborare per risolvere i problemi rimasti».
L'EUROGRUPPO CHIEDE IL RISPETTO DEGLI IMPEGNI. Meno conciliante il messaggio dell'Eurozona, che vede comparire all'orizzonte un nuovo problema Grecia: «Essere membro dell'Eurozona significa accettarne tutte le condizioni», ha detto il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, che prima della riunione con i ministri ha tenuto un 'gabinetto d'emergenza' sulla Grecia con il presidente della Bce Draghi, della Commissione Juncker e del Consiglio Tusk.
Anche la Germania ha richiamato Atene al rispetto degli impegni, ripetendo le stesse parole che aveva affidato al presidente della Bundesbank Jens Weidmann qualche minuto dopo gli exit poll. «Berlino offrirà al futuro governo greco del leader di Syriza, Alexis Tsipras, di continuare a collaborare, ma il Paese deve rispettare gli impegni concordati», ha avvertito il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier.
Gli ha fatto eco il portavoce della Merkel Steffen Seibert, che ha ricordato anche l'importanza per Atene di proseguire le riforme che rilancino l'economia.

L'Eurogruppo propone un'estensione del programma d'aiuti

Il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

L'Eurogruppo ha discusso di Grecia e del suo futuro, nonostante non abbia ancora un'idea chiara di cosa Tsipras voglia chiedere all'Europa. E quindi ha continuato ad immaginare per il Paese qualcosa a cui il nuovo leader potrebbe anche opporre un sonoro rifiuto: la zona euro vorrebbe spingere il nuovo governo a chiedere un'estensione dell'attuale programma di aiuti, che scade il 28 febbraio e dopo il quale la Grecia sarebbe lasciata sola con tutte le scadenze del suo debito, che non sarebbe in grado di onorare.
IN ESTATE 7 MILIARDI DI DEBITI. A luglio e agosto diventano circa 7 i miliardi da restituire alla Bce, e non c'è alcuna possibilità che vengano riscadenzati perché la Banca centrale violerebbe il suo statuto, visto che sarebbe considerato un finanziamento diretto a un governo.
Ma se Tsipras accettasse una proroga del piano, onorando gli impegni sulle riforme, l'Ue potrebbe spingersi a considerare una sorta di ristrutturazione del debito. La stessa che nel 2012 concesse a Samaras: allungamento delle scadenze, revisione dei tassi, per dare altro tempo e sollievo al fardello del debito. Ma nulla di più, e di certo non quello che vorrebbe Tsipras, cioè una conferenza sul debito che porti a una sua parziale cancellazione: «Non vedo sostegno per una cancellazione del debito, abbiamo fatto già tanto per alleviarne il peso, allungando le scadenze e agendo sui tassi», ha chiuso Dijsselbloem.
BERLINO CONTRO NUOVA SVALUTAZIONE DEL DEBITO. Anche il governo tedesco, ha detto il portavoce della Merkel, è contrario a un'ulteriore svalutazione del debito pubblico ellenico. E non sono solo i 'falchi del Nord' a opporsi a un'azione drastica sul debito, ma anche quei Paesi che hanno convissuto con la Troika e sono usciti con successo dal programma di aiuti: «Irlanda, Cipro, Spagna Portogallo, hanno tutti concordato le condizioni sul loro debito in negoziati con la Ue, non si capisce perché questo modello non debba continuare a funzionare», ha detto il ministro dell'Economia irlandese Michael Noonan, sostenuto poco dopo dal collega spagnolo Luis De Guindos.
Anche secondo il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan bisogna trovare «una soluzione compatibile con gli equilibri esistenti e sostenibile nel tempo». Mentre Matteo Renzi ha inviato una lettera di auguri a Tsipras per la «sfida impegnativa» che lo attende: «Un intero continente segue le vicende greche con grande partecipazione», ha scritto il presidente del Consiglio.

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