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CORSA AL COLLE 26 Gennaio Gen 2015 1718 26 gennaio 2015

Quirinale, Fico: «Renzi rifiuta il dialogo»

Il componente del direttorio M5s: «Sta bluffando». Grillo e Casaleggio ai parlamentari Pd: «Diteci i vostri nomi».

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Roberto Fico del Movimento 5 stelle.

Roberto Fico, componente del direttorio M5s, ha replicato alla nuova 'chiamata' del premier ai pentasetellati per il Quirinale.
«Non siamo noi che ci siamo tirati indietro ma Renzi che non dà i nomi per votare già dalla prima seduta», ha affermato. «Il Pd sta bluffando: quello che ci offre è una procedura che non appartiene ad uno stato democratico».
«NON ANDREMO SUL LUOGO DEL DELITTO». Fico ha spiegato: «Noi abbiamo chiesto una rosa di nomi, e lui ci ha risposto dicendo che farà un nome secco e all'improvviso, dopo aver votato scheda bianca per tre sedute. Ma è il dettato costituzionale che ci chiede di votare un presidente della Repubblica con una maggioranza ampia», ha precisato, confermando: «Non andremo sul luogo del delitto».
MAIL DI GRILLO E CASALEGGIO AI PARLAMENTARI PD. Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno inviato una mail a tutti i parlamentari del Pd: «Cara/Caro parlamentare del Pd, le chiediamo, dopo averlo chiesto al presidente del suo partito, di esprimere le sue preferenze per i candidati» al Colle, si legge nel testo. «I nomi proposti dai parlamentari del Pd saranno votati dagli iscritti al M5s online nei prossimi giorni».
«TRASPARENZA VERSO I CITTADINI». «Rendere pubblica una rosa dei nomi crediamo sia un esercizio di democrazia oltre che un ponte tra forze democratiche e un obbligo di trasparenza verso i cittadini. Il presidente della Repubblica deve essere espressione del parlamento e non di trattative tra poche persone, chiunque esse siano, così come vuole lo spirito della Costituzione», hanno aggiunto i leader dei pentastellati nel testo della mail.
SALVINI: «LA LEGA NON STARÀ A GUARDARE». Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, interpellato sulla posizione del suo partito sul Quirinale, ha detto all'Ansa che «i 38 voti della Lega saranno determinanti per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica». «Non staremo certo a guardare», ha aggiunto Salvini, «la cosa è troppo importante».

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