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MAMBO 26 Gennaio Gen 2015 1343 26 gennaio 2015

Quirinale, la soluzione migliore per Renzi è Padoan

Fedele al premier, vicino a D'Alema, stimato in Europa. Può essere lui a salvare Matteo.

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Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il premier Matteo Renzi.

Oggi, se dovessi scommettere su un candidato al Quirinale, direi Pier Carlo Padoan.
Il ministro è un tecnico prestato alla politica largamente stimato, è molto conosciuto nel mondo finanziario internazionale e ormai anche nelle cancellerie, è stato leale con Matteo Renzi ma vanta una lunga collaborazione, alla Fondazione ItalianiEuropei, con Massimo D’Alema.
Per la sinistra Pd, e soprattutto per Pier Luigi Bersani, sarebbe difficile dirgli di no. Al premier darebbe il vantaggio di un uomo mite al Quirinale e di una poltrona al ministero dell’Economia per Graziano Del Rio, che è il candidato preferito del segretario dem.
SE IN CRISI, RENZI VOTEREBBE PURE BERSANI. Scrivo che è in pole position oggi (il 26 gennaio, ndr) e non domani perché gli umori di Renzi sono dettati solo dall’ossessione di timbrare il prossimo presidente.
La sconfitta per lui sarebbe eleggere una figura proposta da un altro.
Paradossalmente, se fosse messo alle corde, voterebbe anche per Bersani, che peraltro sarebbe un bel presidente. Gli uomini che più rappresenterebbero la sua stagione sono invece Sergio Chiamparino, suo stratega dall’inizio della corsa, e Walter Veltroni, il vero padre del Partito democratico e quindi l’interprete più autentico delle radici di una stagione politica.
La sinistra Pd non sta meglio di Renzi. Non votare il prossimo capo dello stato, che a occhio e croce sarà di area dem, li metterebbe in una condizione di minoritarismo. Indicarlo sarebbe consegnarlo al patibolo. Deve quindi giocare di rimessa, dire e non dire, e sperare nella provvidenza.
FITTO E VENDOLA CON LE MANI LEGATE. Gli altri giocatori fanno un po’ pena.
Raffaele Fitto per esempio. Non vuole votare come Silvio Berlusconi, ma è stretto da un alternativa secca: o va con Giorgia Meloni e Matteo Salvini, rinnegando tutta la sua storia, oppure non può pensare che per i prossimi sette anni si dovrà portare le stimmate di non aver votato l’inquilino del Quirinale.
Nichi Vendola può non votare il candidato/a, ma non avrà molte ragioni per non farlo.
L’elenco dei papabili è di tutto rispetto. Anche se non ce n’è nessuno che abbia il carisma e la forza di Giorgio Napolitano o Carlo Azelio Ciampi, su nessuno si può dire che si tratti di un cattivo candidato, ovviamente escluse le simpatie/antipatie di Marco Travaglio, di cui non mi occupo mai.
Ecco quindi che l’avvicinarsi della data della quarta votazione farà fibrillare quasi inutilmente il mondo politico.
Renzi, se non avesse questa voglia di fare a botte con tutti, dovrebbe sceglie in prima battuta un personaggio a cui la sinistra Pd non può dire di no e lì scommettere sulla divisione dei suoi avversari.
Con un loro nome li può dividere e annientare.
Padoan è ottima persona, non raggiunge questo risultato.

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