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CAMBIAMENTO 26 Gennaio Gen 2015 1415 26 gennaio 2015

Quirinale, ok a quorum tre quinti dei votanti dal settimo scrutinio

Via libera all'emendamento Rosato del Pd. Prima era necessaria la nona votazione per abbassare la soglia.

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Il palazzo del Quirinale, sede del presidente della Repubblica.

La Camera ha approvato, con 251 voti favorevoli e 89 contrari, l'emendamento a prima firma del deputato Pd Ettore Rosato sul quorum per l'elezione del presidente della Repubblica.
L'emendamento fissa al settimo scrutinio (e non più al nono) il quorum dei tre quinti dei votanti e al 4/0 (e non al 5/0) quello dei 3/5 dell'Assemblea.
QUORUM GIÀ MODIFICATO. Il quorum per l'elezione del capo dello Stato era stato già modificato, e innalzato, durante l'esame del ddl riforme in commissione alla Camera.
Il testo giunto dal Senato, fermo restando la maggioranza dei 2/3 dell'Assemblea per i primi tre scrutini, prevedeva infatti che dalla quarta votazione il quorum scendesse ai 3/5 dell'Aula mentre, dall'ottava votazione sarebbe bastata la maggioranza assoluta.
La commissione Affari Costituzionali della Camera aveva modificato l'art.21 del ddl prevedendo un quorum dei 3/5 dell'Assemblea dal quinto scrutinio (con i 2/3 previsti per le prime quattro votazioni) con la maggioranza dei 3/5 dei votanti sufficiente dal nono scrutinio in poi.
ASTENSIONE SEL. L'emendamento Rosato, votato anche da Ncd e con l'astensione di Sel, torna ad abbassare il quorum ma mantiene totalmente esclusa l'ipotesi della maggioranza assoluta: il quorum dei 3/5 dell'Aula è previsto dal quarto scrutinio mentre i 3/5 dei votanti sono sufficienti dalla settima votazione.

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