Sara Tommasi 130724122940
FACCIAMOCI SENTIRE 26 Gennaio Gen 2015 1046 26 gennaio 2015

Rivediamo i nostri valori: in gioco c'è il futuro

Notizie di gossip e chiacchiere da bar tirano più delle questioni importanti. Per ritrovarsi gli italiani devono rivedere le proprie priorità.

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Non c’è dubbio che il pianeta, quindi non solo l’Italia, stia attraversando un periodo che definire «delicato» è un eufemismo.
Crisi economiche e sociali, guerre locali che non sembra possano trovare soluzioni a breve, fenomeni migratori sempre più difficili da tenere sotto controllo e che fanno emergere nuovi bisogni ai quali siamo arrivati impreparati non avendo avuto la capacità di anticiparli.
ITALIANI BRAVI A CRITICARE. Il mondo è certamente alla ricerca di un nuovo equilibrio difficile da trovare. Ed è in questo contesto che si inseriscono i problemi dell'Italia che, pur non avendo (fortunatamente) il dramma del conflitto interno, paga, attraverso i fenomeni migratori, un conto indiretto anche a questo aspetto.
Notoriamente gli abitanti del nostro Paese amano partecipare direttamente alla discussione su questi temi soprattutto (aggiungo io) nel criticare iniziative spesso per partito preso pur considerando che non sempre le soluzioni proposte, atte a trovare soluzioni ai problemi citati, sono necessariamente condivisibili.
I TEMI IMPORTANTI IN SECONDO PIANO. Anche analizzando il vigore con il quale alcuni temi vengono trattati sui social network si potrebbe immaginare che questioni così importanti abbiano priorità quando il cittadino intenda informarsi su che cosa sta succedendo intorno a lui.
Approfittando del quotidiano online su cui scrivo, sono andato a visitare la rubrica delle statistiche di Lettera43.it che riporta, tra l’altro, gli articoli più letti nell’ultimo mese. Visti tutti gli avvenimenti successi da noi in questo arco di tempo avrei pensato di trovarvi una statistica che facesse riferimento ai temi citati. Invece, ecco il risultato (aggiornato al 26 gennaio 2015, ndr):

1. Valentina Nappi: “Ve lo giuro, porno è bello”

2. Chirurgia estetica, la trasformazione di Donatella Versace

3. Playboy, crolla il mito di Hugh Hefner

4. Effetti della droga, come cambia il volto

5. Sara si (ri)spoglia

6. Adinolfi, Pardolesi: “Non è sessista”

7. Divorzio breve, come funziona la nuova legge

8. Aereo malese scomparso, ritrovati i cadaveri dei passeggeri

9. Salvate Pino Daniele da questo assurdo post mortem

10. Raffaele Cutolo sepolto vivo in galera

Crisi politica e bancaria? La Tommasi tira di più

Sara Tommasi.

Come potete notare nei primi 10 articoli nessuno che tratti problemi politici, problemi di lavoro, di burocrazia, eccetera.
Il terrorismo internazionale interessa meno del carcere di Cutolo. La disoccupazione, la difficoltà di ricevere credito dalle banche, il debito pubblico, la crisi politica sono argomenti considerati meno importanti rispetto a sapere che Sara si (ri)spoglia.
Forse meglio dare una sbirciatina alla sue forme piuttosto che informarsi sul Jobs Act. Sembra incredibile ma è così. Lo trovo peraltro contraddittorio con quanto avviene, come già accennato, sui social network dove viceversa la passione per questi temi sembra non conoscere limiti.
I SOCIAL ESALTANO IL NOSTRO DNA DA TIFOSI. Io credo che esistano due chiavi di lettura: sui social network si può “tifare”, c’è competizione tra idee contrapposte e questo è esattamente quanto risiede nel Dna di noi italiani. Chi frequenta i social sa che Twitter e simili hanno creato più economisti, statisti, giuristi che tutte le Università o i Centri di Formazione che esistono nel nostro Paese dai tempi dell’unità d’Italia.
Quando viceversa dobbiamo solo dialogare con noi stessi ecco che la mancanza di contrapposizione, l’impossibilità di tifare contro l’idea dell’avversario-interlocutore fa sì che si prediliga sapere che sta crollando il mito di Hugh Hefner piuttosto che la Borsa a Wall Street.
UN PROBLEMA DI CREDIBILITÀ. Naturalmente tutto questo crea un problema di credibilità sia individuale sia collettiva che dovrebbe far riflettere anche quei partiti politici che si affidano alla Rete come unico strumento di democrazia diretta.
Interessarsi alla trasformazione di Donatella Versace attraverso la chirurgia estetica per dibattere poi sulla trasformazione in Spa delle Banche Popolari potrebbe non essere il massimo. Sapere come vive Cutolo in prigione può essere una prova di umanità ma non aiuta il dibattito sulla giustizia nel nostro Paese.
Naturalmente quanto ho scritto non ha valore scientifico ma è una chiara indicazione. Probabilmente anche i grandi quotidiani nazionali se ne sono accorti e si sono organizzati di conseguenza.
OCCORRE RITROVARE UN SISTEMA DI VALORI. Alcuni sfruttano il Dna da tifoso del lettore spingendo sulla contrapposizione di idee. Altri, normalmente quelli più moderati, somigliano sempre di più alle riviste di gossip che a un quotidiano di approfondimento.
Le televisioni generaliste appartengono, a mio avviso, a questa seconda categoria. Io credo però che occorra ritrovare un sistema di valori nel quale riconoscersi al di là delle differenze individuali. Molte delle decisioni che in Italia e nel mondo si stanno prendendo in questo momento disegneranno parte del nostro futuro e soprattutto quello delle nuove generazioni. Occorre quindi una partecipazione attiva e consapevole. A prescindere che la Tommasi si (ri)spogli o meno.

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