Giudici Cassazione 140717165526
DECISIONE 27 Gennaio Gen 2015 1900 27 gennaio 2015

Cassazione: «Toghe rosse è elogio, non offesa»

Negato il risarcimento al pm palermitano Matassa.

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Giudici della Corte di Cassazione.

I magistrati, soprattutto i pm, non devono sentirsi offesi se li si definisce «toghe rosse» perché questa espressione deve ritenersi «in qualche modo elogiativa» specie quando è seguita dal rilievo che giudici di tale «genere sono sgraditi a Silvio Berlusconi e ai suoi giornali», con riferimento a quando il leader di Forza Italia era premier.
A dirlo la Cassazione che ha respinto il ricorso del pubblico ministero di Palermo Lorenzo Matassa, definito 'toga rossa' in un libro, e che per questo voleva essere risarcito.
CONVALIDATA DECISIONE CORTE D'APPELLO DI MILANO. Con la sentenza 1435, depositata dalla Terza sezione civile, la Suprema corte ha infatti convalidato quanto deciso dalla Corte di Appello di Milano nel luglio 2010 quando era stato annullato il risarcimento di 5 mila euro concesso a Matassa dal tribunale che aveva dichiarato che l'espressione 'toga rossa' era diffamatoria.
Il pm Matassa era stato così denominato da Giorgio Galli nel libro Piombo rosso pubblicato da Baldini e Castoldi Dalai, e il pm si era risentito anche in considerazione della sua partecipazione come consulente della Commissione 'Mitrokhin'.
NESSUN TONO DENIGRATORIO. Matassa riteneva di essere stato diffamato nella sua reputazione professionale, e non nella sua identità personale.
Ad avviso della Cassazione, non merita obiezioni il verdetto di Appello che ha stabilito che l'espressione 'toga rossa', «presa nel contesto di un'ampia trattazione sul periodo dei cosiddetti 'anni di piombo', non risultava usata in tono denigratorio o dispregiativo, bensì piuttosto in senso positivo, ossia per indicare l'atteggiamento di un magistrato inquirente che non si ferma alle apparenze e che gode di 'una coscienza tranquillamente fiera'».

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