Arrivo Paolo Romani 150127222842
MANOVRE 27 Gennaio Gen 2015 2204 27 gennaio 2015

Quirinale, Renzi e Berlusconi d'accordo: no a un tecnico

Consultazioni al Nazareno. Il Cav non va, ma chiede un politico. Come Alfano. M5s, il 28 gennaio le Quirinarie

  • ...

L'arrivo di Paolo Romani e Giovanni Toti nella sede del Pd.

Meno di 48 ore alla prima votazione. E appena quattro giorni all'appuntamento con la quarta, destinata, nei piani di Matteo Renzi, ad assegnare la nuova poltrona di capo delo Stato. Nella coltre di nomi 'quirinabili' la novità di giornata è rappresentata dalla scomparsa dei tecnici, punto d'incontro trovato tra il premier, Angelino Alfano e Silvio Berlusconi nel tentativo di fronteggiare pericolose imboscate. Al Colle, insomma, deve finire un politico di esperienza. Niente tecnici o, come ha scandito Angelino Alfano, «novellini».
IL CAV SI FA ATTENDERE. Nella giornata del 27 gennaio, partiti di maggioranza e opposizione sono stati ricevuti dalla delegazione Pd al Nazareno per inusuali consultazioni in vista del voto. La richiesta comune è stata quella di un nome che non sia esterno alla politica, ma il percorso di avvicinamento alle votazioni è ancora piuttosto ingarbugliato: il 28 sono in programma le assemblee di tutti i partiti, a partire dal Pd, e Silvio Berlusconi, che ha deciso di non partecipare con i suoi alle consultazioni, tornerà a vedere Renzi.
DELEGAZIONI AL NAZARENO. Al Nazareno, intanto, dalle 9.30 del mattino hanno sfilato le rappresentanze di tutti i partiti e, malgrado l'assenza annunciata dei 5 stelle, hanno fatto il loro debutto sulle scene gli ex grillini, gi ultimi a essere ricevuti, alle 21, dopo che altri 10 parlamentari in mattinata avevano annunciato l'uscita dal gruppo.

Intesa su un politico al quarto voto

Matteo Salvini.

La delegazione Pd, guidata da Renzi e composta da Guerini, Serracchiani, Speranza, Zanda e Orfini, ha annotato la richiesta quasi unanime, tra i partiti della maggioranza, di un nome politico. «Serve una figura di alto profilo», ha detto il ministro Stefania Giannini a nome dei centristi di Sc-Pi-Cd.
TRE SCHEDE BIANCHE. «Un politico non divisivo», ha chiesto Pino Pisicchio, a nome del Misto. E Angelino Alfano ha aggiunto che «non è il momento per un tecnico». Il ministro dell'Interno ha aggiunto che Area popolare, come il Pd, voterà scheda bianca nei primi tre scrutini per il Quirinale, puntando «all'ace al quarto e cercando di evitare il doppio fallo nel quinto».
ASSE SALVINI-MELONI. I più critici sono stati - e non è una sorpresa - il leghista Matteo Salvini («Drammaticamente non ci hanno fatto nomi») e la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni («Renzi vuole imporsi»), che il 28 lanceranno una candidatura congiunta di centrodestra per il Colle.
FORZA ITALIA PREME SULL'ACCELERATORE. Tutti altri toni invece da Forza Italia, che ha detto di condividere l'obiettivo del premier di fare «presto» e ha invocato come candidato un «arbitro imparziale, non giocatore». Berlusconi, dopo aver incontrato a Palazzo Grazioli i vertici del partito, ha deciso invece di non varcare la soglia del Nazareno: a una settimana dall'incontro sulla legge elettorale tornerà all'ora di pranzo a Palazzo Chigi per un faccia a faccia con Renzi.
RENZI VEDE BERSANI? E non è escluso che, dopo aver rivisto in mattinata i gruppi Pd, il segretario-premier in giornata incontri Pier Luigi Bersani. Tra i papabili continuano ad annoverarsi Mattarella e Finocchiaro, Amato, Fassino e Veltroni. Ma anche, seppur in forte discesa, Pier Carlo Padoan, che ha glissato: «Sono il ministro dell'Economia, ho tanto da fare».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso