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MAMBO 28 Gennaio Gen 2015 1230 28 gennaio 2015

Matteo, sul Quirinale evita di fare una 'renzata'

Il premier è in evidente difficoltà. Ma ora deve uscire allo scoperto e dire un nome.

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Matteo Renzi. Sullo sfondo il palazzo del Quirinale.

Matteo Renzi nella corsa per il Quirinale minaccia di fare una “renzata”.
Un po’ come Antonio Cassano che minacciava le “cassanate”.
La differenza è che il talento di Bari vecchia le “cassanate” le ha fatte sul serio. Renzi neppure una. La stessa nomina del ministro degli Esteri è stata tutto meno che una renzata, perché il premier ha scelto uno della vecchia guardia, che non è stato rottamato come i suoi colleghi ex comunisti, e lo ha portato alla Farnesina.
L’altra verità è che per fare una renzata il premier ha bisogno di tante votazioni a vuoto per poter a quel punto piazzare in una assemblea disorientata il proprio nome.
MATTEO RISCHIA LA FIGURACCIA. Sarebbe questa una renzata “a perdere”, perché la figuraccia del parlamento e sua per i tanti voti inutili sarebbe difficile da recuperare. Quindi il presidente del Consiglio è costretto a trattare.
Deve parlare sia con Silvio Berlusconi sia con Pier Luigi Bersani. Il paradosso è che esistono candidati che possono essere accettati, di buon grado o meno, dall’uno o dall’altro. E che addirittura potrebbero essere eletti al primo turno, mentre Renzi sembra - scrivo sembra - aver rinunciato a questo obiettivo.
Giuliano Amato è sicuramente votabile da Berlusconi e Bersani, forse non da Pippo Civati, mentre lo stesso Raffaele Fitto dovrebbe pensarci 10 volte prima di bocciarlo.
Un nome ex Ds come Walter Veltroni prenderebbe il grosso dei voti del Pd e non avrebbe ostilità preconcetta in gran parte dei berlusconiani, che ricordano come il suo avvento alla segreteria fu accompagnato da un tentativo poi fallito di appeasement. Sergio Mattarella sembra gradito al Pd, un po’ meno all’ex Cavaliere.
Si potrebbe continuare con l’elenco nel quale resta in pole position il ministro Pier Carlo Padoan.
IL PREMIER ESCA ALLO SCOPERTO. Renzi in queste ore sta però scoprendo una cosa per lui nuova. Era convinto di giocare la partita da solo e sta notando che si stanno muovendo non solo amici e nemici, ma anche molti che si dicono renziani. C’è un filone del renzismo che non ama Amato, che tifa per Graziano Delrio, che prenderebbe Veltroni. Ci sono altre aree che sono invece tenacissime nel cercare un‘intesa con Berlusconi dando per scontata la scissione dal Pd e quindi immaginando una nuova maggioranza.
Anche fra i giornalisti amici di Renzi - cacchio quanti sono - è iniziato il gioco a chi dice di sapere che cosa veramente vuole il premier.
C’è molta polvere sollevata. Bersani e Berlusconi dovrebbero costringere il premier in queste ore a uscire dal riserbo, se è dovuto alla volontà di tutelare un candidato.
Se invece nasce dal fatto che Renzi non sa che pesci pigliare (cosa che do al 50%), allora è tutto un altro affare.

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