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MANOVRE 28 Gennaio Gen 2015 1544 28 gennaio 2015

Quirinale, Renzi vede Berlusconi e avverte Forza Italia

Il premier spinge per Mattarella. Ma il Cav resiste. Nuovo incontro il 29/1.

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Matteo Renzi.

Chissà se l'incontro di due ore con Silvio Berlusconi avrà schiarito le idee a Matteo Renzi, alla vigilia del primo voto per l'elezione del nuovo capo dello Stato. Il colloquio all'ora di pranzo ha fatto seguito al mini vertice tra il segretario-premier e Pier Luigi Bersani, durato appena lo spazio di 15 minuti. Un faccia a faccia interlocutorio quello tra i due leader, col premier che avrebbe insistito sul nome di Sergio Mattarella e il Cav che avrebbe fatto ancora una volta resistenza. Un nuovo incontro, con ogni probabilità, è in agenda per il 29 gennaio.
«ACCORDO SERVE A TUTTI». «Non abbiamo ancora individuato un candidato», ha confidato Berlusconi ai Grandi elettori azzurri, «saremo in consultazione permanente per arrivare a un nome per il capo dello Stato che possa darci garanzie». «Il nome maturerà piano piano», ha aggiunto lanciando un chiaro messaggio a Renzi: «A nessuno conviene far saltare l'accordo».
Salta anche la candidatura di bandiera di Antonio Martino. «Non avremo un candidato di bandiera», ha detto Berlusconi, «quanto alle prime tre votazioni, scheda bianca», come ha deciso di fare anche il Pd.
«NIENTE VETI DA FI». In mattinata, davanti ai parlamentari dem, Renzi aveva ribadito che il Pd deve avere «un ruolo massimo e centrale» nell'elezione del presidente della Repubblica, prima di indirizzare una frecciata proprio al leader di Forza Italia. «Sono un contraente del patto del Nazareno e lo rivendico. Il capo dello Stato lo abbiamo sempre fatto con Fi. Ma questo non significa che prendiamo il loro nome».
«Con loro», aveva aggiunto il presidente del Consiglio, «abbiamo avuto un incontro civile, non vogliono qualcuno con una storia militante nel nostro partito. Ma noi on possiamo accettare veti, non facciamo e non accettiamo diktat».
PRESSING PER MATTARELLA. In queste ore, intanto, si starebbe ragionando, nella girandola di incontri in corso, sul nome di Mattarella (ex ministro e membro della Corte Costituzionale) per il Quirinale. «Si parte» dal nome di Mattarella e «si arriva» a Mattarella, ha detto il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini.
Renzi, a quanto si è appreso in ambienti Pd, sembrerebbe intenzionato a convincere Berlusconi su questa soluzione per superare il veto espresso dalla delegazione di Forza Italia. L’avviso del premier al Cav, insomma, è netto: se Forza Italia continuerà a porre veti, il Pd potrebbe procedere da solo con i voti di un largo arco delle forze parlamentari su un nome non necessariamente espressione del Patto del Nazareno.
LA LEGA PROPONE FELTRI, IL M5S VOTA IN RETE. Il 29 gennaio alle 15, dal banco della presidenza di Montecitorio, Laura Boldrini e Valeria Fedeli dichiareranno aperta la prima votazione per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Ma a vincere saranno probabilmente le schede bianche.
L'unico nome ufficialmente in campo dal primo scrutinio è quello di Vittorio Feltri, avanzato da Lega e Fratelli d'Italia. Mentre i 5 stelle voteranno il candidato che sarà scelto dagli iscritti al Movimento.

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