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EUROPA 29 Gennaio Gen 2015 2029 29 gennaio 2015

Ue, l'ex commissario Andor: «Debito greco insostenibile»

L'ex commissario: «A Bruxelles sono in grado di capire che bisogna cambiare». 

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L'ex commissario Ue Laszlo Andor.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker mostra i denti.
Quello del parlamento invece va incontro ad Alexis Tsipras.
Nel giorno in cui il nuovo premier greco ha deciso di reintegrare 3.500 dipendenti pubblici, il presidente dell'esecutivo Ue ha rilasciato un'intervista a Le Figaro al vetriolo: se l'Unione europea «rispetta il suffragio universale, la Grecia deve rispettare gli altri, le opinioni pubbliche e i parlamentari del resto dell'Europa».
Insomma «cancellare il debito è escluso».
Però a sentire il socialista tedesco Martin Schulz, che il 28 gennaio è volato ad Atene, il nuovo esecutivo greco è pronto a un negoziato con i patner europei.
RISCHIO DI SPACCARE L'UE. Il leader di Syriza lo aveva dichiarato da subito, fin dal discorso pronunciato davanti ai greci in festa, nella sera del suo trionfo.
A Bruxelles, però, il conservatore Juncker vuole mostrare il pugno duro. Forse per rassicurare i suoi grandi elettori. Forse perché il greco andrà a rafforzare l'asse della lotta all'evasione fiscale, tallone di Achille del neopresidente.
O più semplicemente perché le trattative si annunciano dure. E capaci di scuotere i palazzi europei dalle fondamenta. Di spaccare le due famiglie europee, socialisti e popolari, che con le consuete larghe intese hanno portato all'elezione della nuova Commissione.
I Paesi zavorrati dai debiti e alla ricerca di crescita e quelli che tirano il freno sugli investimenti. E anche le stesse istituzioni europee.
Con la Banca centrale europea - con azionista di maggioranza la Banca centrale tedesca - decisa a non concedere una ristrutturazione ad Atene. E la Commissione che invece potrebbe aprire il dialogo.
«DEBITO INSOSTENIBILE E IMPAGABILE». «Penso che la maggioranza delle persone sappia che il debito greco in questa forma è impagabile e insostenibile», ha spiegato a Lettera43.it l'ex commissario Ue agli Affari sociali Laszlo Andor, allineandosi peraltro alle conclusioni a cui il Fondo monetario internazionale - membro della Troika - è arrivato da tempo, dalla pubblicazione del suo report sulla Grecia nel giugno 2013.
«Nella Commissione», dice il socialista ungherese, «ci sono molte persone competenti che di fronte alla crescita del rapporto del debito Pil possono capire che il cambiamento è necessario».
BATTAGLIA CONTRO LA DEFLAZIONE. L'ex commissario socialista spiega che in ogni caso la battaglia contro la deflazione è persino più importante, perché potrebbe aiutare la Grecia come il resto dell'Eurozona a tornare a crescere.
Proprio il 28 gennaio anche la Germania, finita sotto inchiesta Ue per il suo surplus eccessivo, è stata costretta a farci i conti. A gennaio i prezzi hanno segnato un calo a picco dello 0,5%. Il sintomo della mancanza di domanda partito dalla periferia è arrivato al centro dell'Europa.

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