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SCONTRO 30 Gennaio Gen 2015 1411 30 gennaio 2015

Forza Italia, Fitto chiede le dimissioni dei capigruppo

Ufficio di presidenza riunito. Il capo dei frondisti convoca i suoi. «Non ci servono badanti».

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Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto.

Un solo partito, due riunioni, due strategie. Se l'elezione del presidente della Repubblica sembra aver ricompattato il Partito democratico, dentro Forza Italia la spaccatura è sempre più netta.
Mentre a Montecitorio gli uffici di presidenza alla Camera e al Senato si riunivono per decidere di restare fuori dall'aula, evitando il rischio franchi tiratori, nel quarto scrutinio (quello che dovrebbe essere decisivo per l'elezione di Sergio Mattarella), Raffaele Fitto convocava i suoi 38 frondisti e lanciava durissimi messaggi ai colleghi di partito.
«RIUNIONE AUTOREFERENZIALE». «Leggo dalle agenzie di una fantomatica riunione dei cosiddetti 'uffici di presidenza' dei gruppi parlamentari di Senato e Camera», ha affermato in una nota l'ex governatore della Puglia. «È una ottima iniziativa solo se è un preannuncio di dimissioni e azzeramento. In caso contrario, è una ennesima riunione autoreferenziale e priva di legittimazione».
E ancora: «I deputati e i senatori dei gruppi di Forza Italia vanno rispettati, vanno rispettati tutti, e non hanno bisogno di poche badanti che pretendano di decidere senza di loro e sopra le loro teste».
SCHEDA BIANCA ALLA TERZA. La riunione della fronda azzurra si è conclusa con la conferma di votare scheda bianca anche al terzo scrutinio in linea con il partito.
Nella serata del 30 gennaio, dopo la terza votazione, Fitto ha deciso di riunire i suoi per decidere cosa fare in vista del quarto voto.
Sul tavolo resta l'ipotesi di votare scheda bianca anche al quarto scrutinio.
La scelta finale dipenderà anche da quanto emergerà negli incontri dei vertici azzurri che si terranno nel pomeriggio del 30 gennaio.

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