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INTERVISTA 30 Gennaio Gen 2015 1500 30 gennaio 2015

L'ex M5s Rizzetto attacca il direttorio: «Grillo se ne liberi»

L'ex M5s Rizzetto contro i membri del direttorio: «Pensano più a loro che al bene del Paese». Poi si difende: «Non ci siamo svenduti. Contro di noi un linciaggio».

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Dopo il linciaggio davanti alla sede Pd, con tanto di sputi e spintoni da parte di alcuni attivisti 5 stelle, Walter Rizzetto, uno dei dieci pentastellati che hanno lasciato Grillo & Co per creare Alternativa libera (insieme a lui se ne sono andati anche i deputati Mara Mucci, Tancredi Turco, Aris Prodani, Samuele Segoni, Eleonora Bechis, Marco Baldassarre, Sebastiano Barbanti, Gessica Rostellato e il senatore Francesco Molinari) è diventato bersaglio in Rete.
L'APPELLO A GRILLO. Minacce di morte, auguri di morte e malattia e tanti altri insulti sono apparsi sul profilo del «traditore».
Tanto che lo stesso Rizzetto si è rivolto direttamente a Beppe Grillo. «Questo è (in parte) quello che hai creato», ha postato il deputato riferendosi a uno dei tanti attacchi ricevuti nelle ultime ore. «Sarò proprio uno stronzo, ma poni rimedio a questo delirio».

Il post di Rizzetto in Twitter.


Si tratta di un «metodo collaudato», spiega l'ormai ex pentastellato a Lettera43.it: «Lasciando il Movimento abbiamo fatto qualcosa di forte che ha lasciato l'amaro in bocca a parte degli attivisti. Ma molti ci spingono ad andare avanti con le battaglie del M5s delle origini».
«MINACCE PER SILENZIARE LE VOCI CONTRO». Attacchi e accerchiamenti, però, sembrano non spaventarlo: «Se ora cedo, do ragione a questi scalmanati». Anzi, secondo Rizzetto questo pestaggio 2.0 non è che un «modo organizzato per spaventare chi è ancora all'interno del M5s, in modo che non apra bocca».


Walter Rizzetto, ora deputato del Gruppo misto.

DOMANDA. Vi siete accorti solo ora della deriva che stava prendendo il M5s?
RISPOSTA. Sono almeno due anni che denunciamo internamente ed esternamente un certo tipo di modus operandi che è sfociato nella violenta manifestazione al Nazareno.
D. Crede che sia un linciaggio organizzato dall'alto?
R. Certo che lo è.
D. Chi ha tradito il M5s: voi o Grillo e i suoi?
R. Non abbiamo fatto alcuna compravendita. Continueremo a versare mensilmente una parte degli emolumenti.
D. Quindi è Grillo...
R. Grillo è il personaggio politico degli ultimi 15, 20 anni. Il problema non è lui...
D. E chi allora?
R. La pletora di persone di cui si circonda in questo momento. Se Beppe tornasse a essere quello di cinque anni fa il M5s andrebbe oltre al 30%...
D. Sta parlando del cosiddetto direttivo?
R. Beppe deve scrollarsi di dosso personaggi che, evidentemente, pensano più a loro che al bene del Paese.
D. Ma i Di Battista e i Di Maio li ha creati lui...
R. Il perché andrebbe chiesto a Grillo.
D. Vi hanno accusati di svendere deputati.
R. Ripeto: non abbiamo svenduto alcun parlamentare. Siamo un gruppo all'opposizione, per questo abbiamo chiesto lo streaming dell'incontro col Pd.
D. Eppure a Servizio Pubblico, Paolo Romano e Paola Pinna vi hanno rivolto critiche pesanti e precise.
R. O dimostrano e provano che c'è stata una trattativa o ci muoveremo per ogni via possibile. L'intervento di Pinna poi è stato tagliato ad arte. Non serve essere un videomaker per capirlo.
D. Hanno citato alcuni sms che dimostrerebbero gli accordi col Pd...
R. I loro non sono che atti discriminatori nei confronti di persone libere che hanno l'unica colpa di aver alzato la testa.

D. Quindi conferma che resterete all'opposizione.
R. Sì, certo.
D. Alternativa libera non diventerà un partito?
R. Non lo escludo.
D. E Federico Pizzarotti potrebbe esserne il leader?
R. Non voglio glissare. Ma Pizzarotti è un ottimo sindaco e ha ancora due anni e mezzo di mandato da fare.
D. Eppure all'Open day di Parma si respirava la voglia di dare vita a una nuova formazione...
R. Abbiamo voluto organizzare un incontro nazionale con tutto il M5s per appianare le incomprensioni. Non ci hanno risposto. Questo la dice lunga.
D. E di Pippo Civati e la sinistra del Pd che ne pensa?
R. Noi vogliamo andare avanti con le nostre idee. Credo che l'Italia abbia avuto abbastanza sinistra. E poi Civati è più vicino al M5s che a noi. Adesso però pensiamo all'elezione del presidente della Repubblica.
D. Il vostro candidato resterà Stefano Rodotà anche al quarto scrutinio?
R. Sì. Oltre a essere un candidato eccellente è uscito dalle Quirinarie del 2013, che erano aperte, ben fatte e certificate.
D. Vuol dire che quelle del 2015 non lo sono state?
R. C'era un listino calato dall'alto. Penso che se all'elettorato 5 stelle sei mesi fa fossero stati proposti i nomi di Romano Prodi e Pier Luigi Bersani ci sarebbe stata una rivolta.
D. La scelta di Bersani, a sentire Di Battista, è stata strategica...
R. Appunto. È sempre la stessa tecnica: avanzare un poco al giorno per far digerire qualsiasi cosa. Solo chi ha il prosciutto negli occhi non capisce un passaggio del genere.
D. Secondo lei perché Rodotà non era in lista?
R. Bè, Grillo scrisse che era un «ottuagenario miracolato dalla Rete». Personalmente, pur non provenendo da una storia affine a quella di Rodotà, credo che nessuno possa permettersi di dire questo al professore.
D. Cosa pensa della candidatura di Sergio Mattarella?
R. È una figura importante della politica italiana. Si dimise da ministro contro la legge Mammì. Non ha procedimenti in corso. Tutto sommato potrebbe essere valutabile...
D. Ma?
R. Ma il nostro candidato resta Rodotà.
D. Il M5s potrebbe arrivare a votare Mattarella?
R. Se lo facesse, sarebbe l'ennesima riprova che il M5s fa tattica politica e non punta sul miglior nome per i cittadini italiani.
D. L'errore più grave di Grillo?
R. Si è lasciato sfuggire l'ultima occasione per essere politicamente rilevanti: l'elezione del presidente.

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