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ROTTURA 30 Gennaio Gen 2015 1410 30 gennaio 2015

Quirinale, strappo tra Forza italia e Partito democratico

Scontro dopo il nome di Mattarella. Brunetta: «Renzi ha rotto il Patto, si va al voto anticipato». Lotti: «Riforme anche senza di voi». Boschi: «Ricuciremo i rapporti».

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Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti e il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi.

Non accennano a calmarsi le acque tra Forza Italia e il Partico democratico.
Si è decisamente acceso lo scontro tra i partiti il giorno dopo che Matteo Renzi, indicando il nome di Sergio Mattarella per il Quirinale, ha incrinato il Patto del Nazareno sancito con Silvio Berlusconi.
BRUNETTA: «ELEZIONI». Non le ha mandate a dire Renato Brunetta. «Renzi vuole andare alle elezioni anticipate. Ha rotto il patto istituzionale con Berlusconi, ha rotto il patto con Alfano, questo non può che preludere alle elezioni anticipate», ha detto il deputato di Fi in Transatlantico prima dell'inizio delle votazioni del capo dello Stato. E si è rivolto anche alla minoranza Pd invitandola a «riflettere»: «Se io fossi D'Alema, Bersani, Civati, Bindi, non starei molto sereno», ha aggiunto, «se si va alle elezioni anticipate che fine faranno?».
LOTTI: «BRUNETTA SI RASSEGNI, VOTIAMO NEL 2018». Immediata la replica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti, che si è affrettato a smentire il voto di maggio. «Spiace che Brunetta evochi le elezioni anticipate. Ma il buon Brunetta si metta il cuore in pace. Voteremo nel 2018, dopo aver fatto le riforme. Noi vogliamo farle insieme a Forza Italia, ma se Brunetta non vuole e Berlusconi seguirà il suo capogruppo alla Camera, le faremo senza Forza Italia». Lotti ha anche invitato Brunetta a preoccuparsi delle tensioni interne al suo partito. «Spero davvero di cuore di andare avanti insieme a Forza italia e mi auguro che domani voti Sergio Mattarella. Ma in ogni caso Brunetta che prova a fare la voce grossa non è credibile, specie pensando alle divisioni dentro Forza italia, che lui stesso ha prodotto e esasperato».
SANTANCHÈ: «RENZI? UN QUAQUARAQUÁ». Ma Brunetta non è il solo forzista ad aver preso di mira il premier dopo la votazione di Matterella. Neanche Daniela Santanchè ha mandato giù la mossa del presidente del Consiglio: «Renzi è un quaquaraquà. Ha voluto fare l'asso pigliatutto. È sotto gli occhi di tutti che noi, rinunciando a una parte del consenso, abbiamo appoggiato le riforme proposte da Renzi. Abbiamo fatto un percorso sofferto sulle riforme. Era evidente che il presidente della Repubblica non doveva essere imposto, ma doveva essere condiviso. Ci si mette insieme per il bene dell'Italia e degli italiani».
«QUESTO È L'INIZIO DELLA SUA FINE». «Renzi ha chiamato Berlusconi, ha voluto lui l'accordo per le riforme. Per noi era un cambiamento epocale. Noi ci eravamo fidati per un bene più alto, il bene degli italiani. Oggi, con questa scelta, Renzi ha decretato l'inizio della sua fine. E in un partito così, dove Renzi li ha umiliati e schiaffeggiati, non credo che nel segreto dell'urna saranno tutti soldatini», ha detto Santanchè ad Agorà.
BOSCHI FIDUCIOSA: «CON FI RICUCIREMO». L’unica a essere fiduciosa sul miglioramento dei rapporti tra Fi e Pd resta il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. «Mi auguro ci sia la possibilità di ricucire i rapporti con Forza Italia, forse già sabato in aula», ma comunque «avremo modo di ricucire, c'è tanto lavoro da fare», ha detto Boschi parlando con i giornalisti alla Camera.
BRUNETTA: «ARROGANTE E INESPERTA». Ma Brunetta ne ha anche per lei: «La giovane Boschi è abbonata agli errori. Troppo inesperta, troppo renziana. Le forzature continue, le porte in faccia, le richieste d'aiuto, che hanno caratterizzato lei e il suo Renzi non giustificano tanta arroganza», ha replicato presidente dei deputati di Forza italia. «Le elezioni le sta provocando Renzi con le sue maggioranze variabili. Girare la frittata non solo è ridicolo, ma sa tanto di cattiva politica», ha concluso.

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