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MARATONA 30 Gennaio Gen 2015 2107 30 gennaio 2015

Quirinale, terza fumata nera: ma Renzi convince il Nuovo centrodestra

Ancora un nulla di fatto a Montecitorio. Appello del premier: «Convergere su Mattarella». Alfano dice sì. Scheda bianca da Forza Italia (foto).

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Sergio Mattarella è a un passo dal Quirinale. A meno di clamorosi colpi di scena nella notte che precede il fatidico quarto scrutinio, il giudice costituzionale si accinge a vivere le ultime ore da aspirante capo dello Stato, forte del pressing col quale Matteo Renzi ha riportato all'ovile Angelino Alfano. Il Nuovo centrodestra, infatti, è pronto a votare Mattarella sabato 31 gennaio, dopo i febbrili colloqui intercorsi nelle ultime ore tra il ministro dell'Interno e il segretario-premier. Fallita, come previsto, la terza votazione, ferma a 513 schede bianche (rileggi il liveblogging) dopo le 531 della seduta matttina, a tener banco sono state le mediazioni tra i partiti, con le fibrillazioni di Forza Italia, tentata per tutta la giornata dall'idea di uscire dall'Aula al quarto scrutinio.
FI VA ANCORA IN BIANCO. Sono stati i capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta ad annunciare, invece, che gli azzurri andranno ancora una volta in bianco. Malgrado, negli stessi istanti, il premier Renzi avesse rivolto un appello alla coesione nazionale. «Auspico si determini la più ampia convergenza possibile per il bene comune dell'Italia», è stato l'appello rivolto dal presidente del Consiglio ai partiti di maggioranza e opposizione, facendo presente come la scelta del futuro inquilino del Quirinale «interpelli tutti e non solo un partito».

Renzi: «Mattarella presidente autorevole»

Matteo Renzi e Sergio Mattarella.

Finite le prime tre votazioni, «siamo arrivati al momento chiave», ha aggiunto ancora Renzi, «siamo di fronte alla concreta possibilità che una personalità autorevole e stimata da tutti, un servitore dello Stato come Sergio Mattarella, diventi il presidente della Repubblica con un voto ampio di settori della maggioranza e dell'opposizione parlamentare». «Non è» - ha concluso - «una questione che riguarda un solo partito: la scelta del capo dello Stato interpella tutti, senza distinzioni».
SENATORI DI AP PRONTI A COVERGERE. Un messaggio che sembra aver colto nel segno, dato che 11 senatori di Area popolare (Ncd-Udc) hanno, di lì a poco, ufficializzato il loro sostegno al candidato dei dem. Lo stesso Renzi, a quanto si è appreso, avrebbe utilizzato non solo le armi della persuasione e della responsabilità per convincere Alfano a cambiare idea rispetto alla decisione della scheda bianca al quarto voto. «Non capisco come faccia un ministro degli Interni a non votare una personalità come Mattarella», avrebbe chiesto il premier nell'incontro con il leader Ncd, mettendolo di fatto di fronte all'aut aut tra la scelta di rimanere al Viminale e la decisione politica di Ncd di non votare il candidato Pd.
CONSULTAZIONE DEL M5S. Resta defilata la posizione del Movimento 5 stelle, coi parlamentari grillini che hanno in agenda una riunione serale, destinata a sottoporre alla Rete il nome di Mattarella solo dopo la quarta chiama, come ha spiegato il senatore Mario Giarrusso ai microfoni di SkyTg24: «Noi voteremo Imposimato, ma ci stiamo preparando a una consultazione lampo dei nostri iscritti sui nomi che arriveranno entro la quarta votazione». Solo dopo l'appello di Renzi, è stato il senatore Alberto Airola a escludere su Twitter una convergenza M5s sull'ex ministro. Col vice presidente della Camera Luigi Di Maio che ha, tuttavia, lasciato aperto uno spiraglio: «Un colpo di scena è sempre possibile. Se così sarà, noi saremo pronti a mettere sul piatto un altro nome per trovare maggiore condivisione».

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