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VISITA A SORPRESA 31 Gennaio Gen 2015 2140 31 gennaio 2015

Mattarella alle Fosse Ardeatine: «Unità contro il terrore»

L'omaggio alle vittime del nazismo come primo simbolico atto da presidente.

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Mattarella durante la sua visita alle Fosse Ardeatine.

Il primo gesto da presidente della Repubblica è un atto non annunciato, che suona come un esplicito messaggio. Dopo l'ufficialità del voto che ne ha fatto ufficialemente il successore di Giorgio Napolitano e prima ancora del suo giuramento, in programma martedì 3 febbraio, Sergio Mattarella si è recato in visita alle Fosse Ardeatine per rendere omaggio alle vittime della barbarie nazista.
Dopo essersi fermato in raccoglimento nel luogo dell'eccidio compiuto dai nazisti nel quale furono trucidate 335 persone ha dichiarato: «L'alleanza tra Nazioni e popolo», ha detto, «seppe battere l'odio nazista, razzista, antisemita e totalitario di cui questo luogo è simbolo doloroso». «La stessa unità in Europa e nel mondo saprà battere chi vuole trascinarci in una nuova stagione di terrore».
Mentre si è allontanato dalla foresteria è stato intercettato dall'inviato di Ballarò. «È felice», è stata la domanda. «Non si tratta di questo», ha risposto il neopresidente.
IN PANDA A CASA DELLA FIGLIA PER SEGUIRE LO SCRUTINIO. La sua giornata era iniziata al mattino nella sua casa. Le ore dell'attesa. Anche nella piazza sul Colle. Poco dopo l'inizio delle votazioni Mattarella è uscito in auto, un Fiat Panda, diretto verso Via Nazionale.
E proprio la scelta dell'utilitaria ha colpito osservatori e cittadini. Altro gesto simbolico. Un segno di sobrietà che viene apprezzato in contrapposizione ai privilegi di cui spesso fa sfoggio la casta politica.
Il presidente si è diretto verso via Flaminia, dove abita Laura, la figlia. Ed è rimasto lì a lungo, attendendo l'esito dello scrutinio dei voti dei Grandi elettori.
«Eravamo tutti insieme, tutta la famiglia con i cugini di Roma, mia zia e i cugini di Palermo ai quali mio padre e noi siamo particolarmente attaccati perché siamo cresciuti insieme», ha roccontato Bernardo, il figlio. «Siamo felici e ci siamo commossi quando il quorum è stato raggiunto». Commozione che dura poco: «Papà è già indaffarato, già al lavoro consapevole della responsabilità dell'incarico».
ALLA CONSULTA PER L'INCONTRO CON BOLDRINI E FEDELE. Sembre a bordo della sua auto Mattarella si è diretto poi verso i suoi uffici alla Corte Costituzionale. Dove attenendosi al protocollo dell'elezione i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Valeria Fedele (in vece di Pietro Grasso) gli hanno comunicato di persona l'esito della votazione e consegnato i verbali della seduta. «Il mio pensiero va alle speranze e alle difficoltà dei nostri concittadini», è stato il laconico commento di un Mattarella visibilmente commosso.

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