Sergio Mattarella Presidente 150131124506
QUIRINALE 31 Gennaio Gen 2015 2004 31 gennaio 2015

Mattarella, subito in agenda riforme e consiglieri

Renzi cerca una sponda per le riforme. I ribelli Pd sperano che limiti il premier. Fi e Ncd vogliono entrare nello staff presidenziale. Il Colle è già sotto assedio.

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Sergio Mattarella.

Ora che i giochi sono fatti, e il Paese ha il suo dodicesimo presidente della Repubblica, si apre una nuova fase per la politica del nostro Paese.
Sergio Mattarella, che al suo esordio ha rivolto un pensiero alla sofferenza e alle speranze delle famiglie italiane, dovrà subito fare i conti con l'intricata tela delle riforme, ferma dal giorno delle dimissioni del suo predecessore, Giorgio Napolitano.
TRE DOSSIER PER MATTARELLA. Da mercoledì 4 febbraio l’ormai ex giudice della Corte costituzionale si troverà sulla scrivania del Quirinale tre dossier molto importanti: la nuova legge elettorale, la riforma della Costituzione (con l’abolizione del bicameralismo perfetto) e la modifica del Titolo V. Temi centrali del governo di Matteo Renzi, che ora dovrà fare i conti con le nuove geometrie del centrodestra, scaturite proprio dalle trattative per l’elezione del nuovo inquilino del Colle.
RENZI CERCA UNA NUOVA SPONDA. Il premier dovrà giocare molto di sponda con Mattarella, esattamente come ha fatto finora con Napolitano. Di sicuro la figura del segretario democratico si è nettamente rafforzata dopo il capolavoro di strategia sull’elezione presidenziale. Ma l’impatto mediatico è un conto e i numeri in parlamento decisamente un altro.
Avere un capo dello Stato forte e convinto che la strada intrapresa sia quella giusta, è dunque imprescindibile per il giovane leader dem, che deve rimettere al lavoro i contraenti del Patto del Nazareno, ma soprattutto gli alleati di governo di Ncd-Area popolare.
UN NUOVO STAFF PER IL COLLE. E qui entra subito in gioco Mattarella, che ha l’occasione immediata per giocare la prima mossa importante della sua nuova partita politica: quella per la scelta dei suoi prossimi collaboratori, per la quale ha già gli occhi di Silvio Berlusconi e Angelino Alfano puntati addosso (e dai quali ha ricevuto immediati messaggi di congratulazioni per la sua elezione). Anche perché si tratta di figure chiave di ogni settennato, consiglieri che lavorano a stretto contatto con il Quirinale sulle questioni militari, diplomatiche, economiche e giudiziarie.
La Costituzione prevede, infatti, che il presidente della Repubblica abbia anche la responsabilità di guidare le forze armate e il Consiglio superiore della Difesa, oltre a quello della magistratura.

Pressing di Fi e Ncd su Mattarella per le nomine dei consiglieri

Sergio Mattarella nel 2001.

Dalle indiscrezioni raccolte e riportate in questi giorni da Lettera43.it, il cosiddetto Patto del Nazareno è più vivo che mai, ma potrebbe rafforzarsi o indebolirsi in base alle decisioni del nuovo capo dello Stato.
«La scelta dei consiglieri è un segnale politico per noi», racconta una fonte di Forza Italia molto vicina al Cav. «Se Mattarella tiene conto dei nostri suggerimenti, soprattutto quelli avanzati da Gianni Letta», continua, «Renzi avrà tutto l’appoggio che gli serve per le riforme. In caso contrario, dovrà rimettere mano al pallottoliere».
LE SPERANZE DEI RIBELLI PD SUL PRESIDENTE. Non solo con gli alleati, comunque. L’inquilino del Colle, sarà determinante anche nel rapporto con la minoranza del Partito democratico, che pensa di aver “incastrato” l’odiato Matteo con un presidente poco avvezzo al compromesso e con la schiena dritta. Anche se qualcuno nell'opposizione interna al Pd ha ritenuto inopportuna l’intervista di Pier Luigi Bersani, che sabato 31 al Corriere della sera aveva dichiarato: «Sergio non è uno che fa passare qualsiasi cosa. Certe sciocchezze incostituzionali non le farà passare». Quantomeno perché le parole dell’ex segretario dem potrebbero essere interpretate come un j’accuse nei confronti di Napolitano.
SUBITO LA PROVA DELL'ITALICUM. I dubbi, ad ogni modo, saranno sciolti molto presto.
Mattarella avrà il battesimo del fuoco con l’Italicum, che dopo il voto definitivo della Camera, sarà spedito al Quirinale per l’approvazione e la promulgazione. In base a come si comporterà l’ex giudice della Corte costituzionale, Renzi, Berlusconi, Alfano e Bersani capiranno quale sarà la linea del nuovo settennato. E se per loro sarà un buongiorno, lo vedranno sicuramente dal prossimo mattino della Repubblica.

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