QUIRINALE 31 Gennaio Gen 2015 1240 31 gennaio 2015

Sergio Mattarella presidente della Repubblica

Eletto alla quarta votazione: 665 preferenze. Le prime parole: «Penso alle difficoltà dei cittadini». Alle Fosse Ardeatine: «Uniti contro il terrore». Foto.

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È Sergio Mattarella il nuovo presidente della Repubblica italiana. Alla quarta votazione il successore di Giorgio Napolitano non solo ha superato la soglia dei 505 voti necessari, pari alla maggioranza assoluta; ma ha sfiorato il quorum dei due terzi, quello richiesto nelle prime tre votazioni. Mattarella ha ricevuto infatti 665 preferenze, otto sotto quota 673 (foto).
Applausi (tanti) e standing ovation a ripetizione al raggiungimento del quorum. È la prima volta di un siciliano al Colle.

  • L'applauso dell'aula della Camera al raggiungimento del quorum di 505 voti per Mattarella.


La presidente della Camera Laura Boldrini ha raggiunto la Corte costituzionale e ha comunicato ufficialmente al neoeletto l'esito del voto. Intanto una piccola folla si è radunata davanti al palazzo della Consulta, a Roma in piazza del Quirinale, e attende la sua uscita.
MATTARELLA: «PENSO ALLE DIFFICOLTÀ DEI CITTADINI». «Un pensiero alle speranze e alle difficoltà dei cittadini. Basta soltanto questo», le prime parole espresse dal nuovo capo dello Stato.
Il suo giuramento è previsto per martedì 3 febbraio alle 10 nell'Aula di Montecitorio. Da quel momento entrerà nell'esercizio delle sue funzioni, come stabilito dalla Costituzione.

  • Le prime parole da presidente della Repubblica di Sergio Mattarella.


VISITA ALLE FOSSE ARDEATINE. Il neo eletto capo dello Stato si è poi recato nel pomeriggio del 31 gennaio in visita privata alle Fosse Ardeatine. «L'alleanza tra Nazioni e popolo seppe battere l'odio nazista, razzista, antisemita e totalitario di cui questo luogo è simbolo doloroso. La stessa unità in Europa e nel mondo saprà battere chi vuole trascinarci in una nuova stagione di terrore», ha dichiarato.

Pd ricompattato, Ncd e Fi si spaccano

La vittoria di Mattarella, data per certa dopo l'annuncio dei centristi di Area popolare di appoggiarne la candidatura, ha avuto l'effetto di ricompattare il Partito democratico, ma ha creato malumori e mal di pancia nel Nuovo centrodestra, spaccato tra il placet di Angelino Alfano e della maggioranza del partito e le dimissioni del capogruppo a Palazzo Madama, Maurizio Sacconi.
Forza Italia ha votato scheda bianca, ma ha rassicurato sulle riforme istituzionali in cantiere in parlamento: «Un fallo di reazione sulle riforme sarebbe ingiustificabile», ha dichiarato infatti Giovanni Toti, consigliere politico degli azzurri.
RENZI RINGRAZIA IL PARTITO. Renzi, Orfini, Speranza, Zanda, Serracchiani e Guerini hanno ringraziato i grandi elettori dem: «Grazie per la serietà. Siamo orgogliosi del Pd e di ciascuno di voi». Il messaggio è arrivato via sms, mentre era ancora in corso lo spoglio della quarta votazione. Via Twitter, invece, gli auguri del presidente del Consiglio al nuovo capo dello Stato.


TUTTI IN PIEDI, TRANNE LEGA E M5S. Tutta l'aula della Camera si è alzata in piedi nel momento in cui Sergio Mattarella ha raggiunto il quorum necessario per diventare il nuovo presidente della Repubblica. Tranne gli esponenti del Movimento 5 stelle e della Lega Nord, che non hanno applaudito. Il presidente emerito Giorgio Napolitano è invece andato in prima fila tra i banchi, anche lui ad applaudire. A chi gli ha domandato se fosse contento, ha risposto: «Assolutamente sì».
NAPOLITANO: «PUNTO DI RIFERIMENTO ANCHE PER LE RIFORME». L'elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica, secondo Napolitano, rappresenterà infatti «un punto saldo di riferimento molto alto, per le riforme anche della Costituzione, in coerenza con la Carta». Il voto è stato «superiore alle aspettative, con una convergenza molto larga, ben al di là del Pd e delle forze pronunciatesi per Mattarella. Tra venerdì e sabato c'è stato un salto di qualità politico», ha concluso Napolitano lasciando l'Aula.
FESTA A PALERMO IN CASA MATTARELLA. Una grande festa per l'elezione di Mattarella si è tenuta a casa di Bernardo, figlio di Piersanti e nipote del nuovo capo dello Stato. I familiari hanno atteso l'esito dello spoglio seguendo la diretta tivù dalla sua abitazione di Palermo, in via Libertà, accanto alla casa dello zio Sergio.
GLI AUGURI DI PRODI E GRASSO. Romano Prodi si è congrutalato per l'elezione di Sergio Mattarella al Quirinale: «Conosco, apprezzo e stimo Mattarella. Sono certo saprà unire il Paese, rappresentarlo in tutte le sedi al più alto livello. La sua esperienza e competenza istituzionale unite alla sua rigorosa onestà e al senso etico, sapranno essere apprezzate in Italia e nel mondo». Il presidente del Sentato Pietro Grasso, invece, ha scritto su Twitter: «Ho appena sentito Sergio Mattarella al telefono per congratularmi con lui: Ne sono certo: sarai un grande Presidente!».

IL PAPA INVIA UN TELEGRAMMA. Papa Francesco ha appena inviato un telegramma al presidente Mattarella, rivolgendogli «deferenti espressioni augurali per la sua elezione» e auspicando che «possa esercitare il suo alto compito specialmente al servizio dell'unità».
SALVINI: «MATTARELLA NON È IL NOSTRO PRESIDENTE». «Mattarella non è il nostro presidente», ha commentato invece Matteo Salvini, segretario della Lega Nord. «Noi chiamiamo tutti gli italiani a Roma in piazza del Popolo il prossimo 28 febbraio per manifestare contro questa sinistra che occupa tutte le poltrone e per rilanciare un centrodestra che in parlamento non esiste più e che oggi ha dimostrato di essere morto. Oggi è una pessima giornata per l'Italia».
TELEGRAMMA ANCHE DA BERLUSCONI. AncheSilvio Berlusconi, leader di Forza Italia, avrebbbe appena inviato un telegramma di congratulazioni al neopresidente della Repubblica Sergio Mattarella. Massimo D'Alema ha invece voluto esprimere il suo «un augurio affettuoso di buon lavoro. Conosco il suo rigore politico e morale, il suo attaccamento ai valori della Costituzione e della democrazia. Sono certo che in un momento di difficoltà del nostro Paese sarà un punto di riferimento fondamentale ed autorevole».
M5S: «LO ATTENDIAMO AL VARCO». I gruppi del Movimento 5 stelle alla Camera e al Senato hanno dichiarato: «Buon lavoro al nuovo capo dello Stato, serve qualcuno che prenda il timone, tenga la schiena dritta di fronte alle numerose porcate che questo governo si appresta a compiere e che sia realmente difensore della Costituzione e rappresentante dell'unità nazionale. Lo attendiamo al varco».
GUERINI: «MANTENERE IL PATTO DEL NAZARENO». L'elezione di Mattarella non avrà conseguenze sulle riforme e non procovherà «nessun livido per la maggioranza». Parola del vicesegretario del Partito democratico, Lorenzo Guerini, che ha aggiunto: «Il patto del Nazareno è un accordo che ci ha consentito di far marciare il Paese e le riforme, questo spirito deve essere mantenuto: serve la responsabilità di tutti».

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