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DEBITO 1 Febbraio Feb 2015 2038 01 febbraio 2015

Grecia, tour di Tsipras: i mercati lo tengono d'occhio

Atene -14% in una settimana. Varoufakis va da Padoan e dice: «Restiamo nell'euro».

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Il ministro delle Finanze greco Varoufakis.

Dal nuovo governo greco sono arrivare due conferme: basta con l'austerità, avanti con l'euro.
E i mercati hanno punito il premier Alexis Tsipras, apparso subito meno 'aggressivo' sul debito.
Ma il suo battagliero ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, in viaggio a Parigi poi a Londra e Roma, continua a ripetere: stop al rigore.
E sarà quello che probabilmente ha intenzione di dire anche martedì 3 febbraio al ministro dell'Economia italiano, Pier Carlo Padoan, nel loro primo incontro istituzionale a Roma.
«EURO IRREVOCABILE». Anche se proprio il primo febbraio incontrando il ministro francese Michel Sapin ha quasi ammorbidito i toni: «L'euro è e deve essere irrevocabile per tutti i suoi Paesi membri».
Complice la gelata della Borsa di Atene e l'impennata dei rendimenti sui bond.
Il titolare di via XX Settembre si è già mostrato disponibile e proprio nel giorno della vittoria del nuovo esecutivo di Atene dall'Ecofin ha detto: «C'è il sentimento di trovare una soluzione concordata. Sono fiducioso. Il governo greco non ci ha detto nulla sulla rinegoziazione (del debito). Vedremo come farlo tutti insieme in modo cooperativo».
ITALIA, ARIA MIGLIORE. Ma per Padoan c'è anche il problema, non di poco conto, di 'rientrare' dei 40 miliardi che Roma ha 'prestato' ad Atene sotto forma di aiuti.
Anche se nel frattempo, complice la mossa della Bce con il quantitative easing, il calo del prezzo del petrolio, un euro in calo verso la parità sul dollaro che aiuta le esportazioni, sembra spirare un'aria migliore per l'Italia della quale ne beneficeranno a cascata anche i conti pubblici.
E già giovedì questa nuova situazione potrebbe essere indicata nelle nuove stime che fornirà la Commissione Ue.
Ma mentre una rinnovata fiducia aiuta i conti del vecchio continente (lo spread tra il Btp e il Bund ha chiuso la settimana in lieve rialzo a 128 punti base, nonostante le turbolenze, con un rendimento del decennale italiano stabile all'1,58%) la Grecia appare decisamente sotto attacco con, per esempio, un netto rialzo dei rendimenti con lo spread a 1.049 e un titolo decennale che paga il 10,79%.
LISTINI GRECI NEL MIRINO. L'attacco, almeno la forte corrente di vendite, subito dopo il voto in Grecia è stata chiara: il listino azionario greco in cinque sedute ha ceduto con l'indice principale il 14%, che diventa il 19% con l'indice dei titoli a maggiore capitalizzazione.
E gli scivoloni sono stati soprattutto nel settore del credito: Alpha bank ha perso il 30%, Eurobank e National Bank of Greece hanno ceduto il 36%, Pireus bank quasi la metà del suo valore (il 46%).
MERKEL INFLESSIBILE. E mentre Angela Merkel continua a non voler neanche sentire la parola «rinegoziazione», un altro avvertimento è venuto dal vice presidente della Bce Vitor Constancio: la Banca centrale potrebbe smettere di comprare i titoli 'spazzatura' della Grecia come garanzia dei finanziamenti per le banche elleniche se Atene esce dal piano di aiuti della Troika.

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