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SPACCATURA 1 Febbraio Feb 2015 2110 01 febbraio 2015

Mattarella frantuma il Nuovo centrodestra

Sacconi conferma le dimissioni. Alfano: «Non trattengo nessuno». Partito a pezzi.

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Maurizio Sacconi e Angelino Alfano.

Ci sono i vincitori (Renzi), gli sconfitti (Berlusconi), gli spettatori ininfluenti (Movimento 5 stelle) e poi c'è chi è andato in frantumi.
L'elezione di Sergio Mattarella al Colle ha distrutto il Nuovo centrodestra, alle prese con ferite fuori e dentro al partito.
Maurizio Sacconi ha confermato le dimissioni da capogruppo di Area popolare al Senato mentre Giuliano Cazzola, candidato alle Europee 2014 nel collegio del Nord-Est, ha annunciato il divorzio.
Angelino Alfano in serata ha provato a intervenire deciso: «Non trattengo nessuno, chi ci sta ci sta».
A pesare è stato il 'cappotto' rifilato da Matteo Renzi ad alleati e avversari.
«ORA CI FAREMO SENTIRE». Fibrillazioni che Alfano cerca di arginare rivendicando il suo ruolo: «Ho deciso io di votare Sergio Mattarella, sono convinto di aver fatto bene».
Per poi rilanciare: «Ora faremo sentire forte la nostra voce all'interno del governo, a partire dalla riforma delle popolari e i decreti sul Jobs act».
Ma il partito è attraversato dai malumori. Secondo Sacconi «per il premier ogni rapporto politico è come un taxi per una specifica corsa, ma ogni corsa ha un prezzo».
LA LEGA NORD AVANZA. Intanto a destra si aprono ampi spazi per la Lega Nord di Matteo Salvini.
Un dato che mette in grande angoscia il Nuovo centrodestra e apre dei rebus sul futuro delle alleanze tra i moderati.
Il segretario leghista ha girato il coltello nella ferita e ha annunciato la fine dell'accordo al Nord, dove il Carroccio governa con i centristi. «Preferisco perdere qualche voto che fare ammucchiate».
La portavoce dimissionaria dal Ncd Barbara Saltamartini starebbe per approdare proprio al Carroccio (e un 'big' come Nunzia De Girolamo smentisce in un tweet di voler fare altrettanto).
«Credo che il primo rapporto da ricucire è quello con noi stessi», ha sottolineato allora Rocco Buttiglione.
GENTILE BLINDA IL GOVERNO. Alleanza di governo a rischio? Antonio Gentile, segretario dell'Ufficio di presidenza del Senato e coordinatore regionale di Ncd Calabria, pur chiedendo a Sacconi di ripensare alle dimissioni blinda la 'mission' del partito: «Nessuna fisiologica discussione può mettere in ogni caso in dubbio l'alleanza di governo».

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