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QUIRINALE 1 Febbraio Feb 2015 2130 01 febbraio 2015

Mattarella, prima giornata 'normale' da presidente

Passeggiata, messa, lavoro domenicale. E due colloqui con Ciampi e Napolitano. Mattarella prepara un discorso sulla vita reale. Gli analisti: i mercati approvano.

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Sergio Mattarella.

Tutti a caccia di dichiarazioni, gesti, sguardi e abitudini.
Alla fine però i cronisti si sono dovuti arrendere alla disarmante normalità di Sergio Mattarella.
Anche nella prima giornata da presidente della Repubblica l'ex giudice della Corte costituzionale non ha concesso strappi alla sua quotidianità.
CON I PREDECESSORI. Messa di primo mattino alla chiesa di Santi Apostoli, poi una passeggiata rigorosamente a piedi fino alla Consulta dove sta lavorando al discorso di martedì 3 febbraio, giorno dell'insediamento, infine il contatto con i suoi due predecessori: Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano.
Due incontri per condividere «le preoccupazioni» e il peso del ruolo che si appresta a ricoprire.


AVVERTE LA RESPONSABILITÀ. Uomo dallo stile sobrio ed austero, ha vissuto l'emozione dello spoglio decisivo con la sua famiglia riunita davanti alla tivù.
Il nuovo capo dello Stato sente l'importanza del momento.
Poche parole sfuggono alla sua riservatezza. «Pregate per me affinché io sia uno strumento per il bene del Paese», dice a un gruppo di suore che lo salutano all'uscita della chiesa e che riescono a 'rubargli' una fotografia.

Discorso alle Camere asciutto e con squarci di vita reale

Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella.

C'è un discorso da prepare, dunque. Che sarà pieno di Italia, dei bisogni e delle speranze dei cittadini, di squarci di vita reale con le difficoltà segnate dalla crisi, di riforme e iniezioni di adrenalina per spingere il Paese fuori dalla rassegnazione.
«Pronuncerà certamente un intervento asciutto», confermano i collaboratori più stretti.
«CAPISCI LE PREOCCUPAZIONI». Il peso della responsabilità l'ormai ex giudice della Corte costituzionale l'ha esternata in una telefonata all'ex presidente Carlo Azeglio Ciampi: «Sono grato per tutto quello che hai fatto per il Paese. Tu puoi capire bene quali siano le mie preoccupazioni», gli ha detto.
Ha ringraziato poi Napolitano in un colloquio diretto - a quattrocchi - di oltre un'ora che è stato suggellato da un abbraccio sentito sull'uscio della casa nel rione Monti dell'ex presidente.


«UNO SCAMBIO DI OPINIONI». Non è stato un incontro di routine quello che si è svolto nell'abitazione dei coniugi Napolitano: «Abbiamo scambiato qualche opinione», si è limitato a riferire Mattarella con l'understatement che lo caratterizza.
Certamente Napolitano, con i suoi nove anni di esperienza che lo incoronano come 'recordman' di permanenza al Colle, avrà dispensato a Mattarella una serie di consigli sulla gestione della macchina presidenziale.
ATTENTO AI BISOGNI DELLA GENTE. Il discorso alle Camere si muoverà proprio sulle linee indicate in 15 parole dallo stesso Mattarella sabato 31 gennaio: «Rapporto diretto con gli italiani, grande attenzione ai bisogni della gente, agli interventi per agganciare la ripresa, alla coerenza internazionale e l'indispensabilità dell'Unione europea». Senza dimenticare, certo, le riforme che tanto hanno segnato il settennato di Giorgio Napolitano.

Gli analisti: elezione senza impatti finanziari, ora le riforme

Il presidente Mattarella inseguito dai cronisti.

Sulle riforme economiche lo giudicheranno i mercati.
La riapertura delle Borse non avrà ripercussioni particolari per la rapidità dell'elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica, ma le modalità politiche potrebbero portare a conseguenze sul processo delle riforme.
«Il passaggio del voto per il Quirinale è stato indenne» dal punto di vista finanziario rispetto ai rischi di una lunga impasse, ha commenta con l'Ansa Vincenzo Longo, analista di Ig markets.
«CONSIDERATO AUTOREVOLE». «L'impatto sul mercato a breve è pressoché zero, ma la figura di Mattarella è considerata autorevole», conclude Longo, secondo il quale «ora sarà interessante vedere se il governo Renzi potrà accelerare nel percorso delle riforme».
A partire da quella del lavoro e delle banche popolari, con a seguire le possibili dismissioni di quote di grandi gruppi quotati. Sono le mosse più attese dal mondo finanziario.


«GOVERNO ANCORA STABILE». «Sulla stabilità del governo non vediamo alcun impatto perché tutti i partiti che sostengono l'esecutivo alla fine hanno appoggiato il candidato del premier», spiega Loredana Federico, economista di Unicredit.
«Sul processo di riforme è invece più difficile prevedere un eventuale impatto del disappunto di Forza Italia sul metodo scelto per condurre l'elezione: la nostra idea è che Renzi riuscirà a mantenere viva una maggioranza ampia, che includa anche Forza Italia, a sostegno delle riforme istituzionali, perché è anche nell'interesse» del partito fondato da Berlusconi «partecipare al processo di riforme che promuoverà stabilità politica e governabilità per il Paese».

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