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EUROZONA 2 Febbraio Feb 2015 1250 02 febbraio 2015

Berlino: «Nessun programma di riforma della Troika»

La Germania nega ogni riforma. Ma per l'Ue il sistema «non ha futuro».

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Jean-Claude Juncker e Angela Merkel.

Troika sì o Troika no? La Germania dice che la Troika (Ue, Bce, Fmi) resta, la Commissione Ue invece dichiara che non ha futuro e che i piani potrebbero essere monitorati dal parlamento Ue. E con Bruxelles che smentisce Berlino, l'asse del rigore sembra incrinato, almeno su questo punto. Una riforma della Troika o un cambiamento del meccanismo di valutazione dei programmi di salvataggio «non è in programma», ha dichiarato il 2 febbraio il portavoce di Angela Merkel e del ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, rispondendo a una domanda sulle richieste di Atene, che non vuole la Troika, e sottolineando che il meccanismo di controllo non può essere cambiato «da una sola parte».
UE: CONTROLLO PARLAMENTARE. E però a distanza ha risposto la portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas: Jean Claude Juncker, ha spiegato, ha già detto che la Troika non ha futuro e che pensa a un meccanismo di controllo parlamentare sugli accordi, ma qualsiasi ipotesi di cambiamento non sarà comunicata prima di averne discusso mercoledì 4 febbraio direttamente con il premier Alexis Tsipras.
Le richieste del nuovo governo ellenico sulla rinegoziazione del debito stanno iniziando a dividere il fronte dei rigoristi europei.
MERKEL VUOLE EVITARE INCONTRO CON TSIPRAS. Secondo quanto ha detto a Bloomberg un funzionario del governo tedesco, Merkel vuole evitare un confronto diretto con Tsipras ed è dunque improbabile che ci possa essere un incontro bilaterale fra i due al Consiglio europeo del 12 febbraio, a Bruxelles.
Secondo le fonti, l'obiettivo della cancelliera è dimostrare a Tsipras di essere isolato in Europa. Inoltre, Merkel non vede molti margini di manovra per Atene ed è scettica sul piano di Tsipras di poter aumentare le entrate solo tagliando la corruzione ed alzando le tasse sui ricchi.
VAROUFAKIS ACCUSA L'UE. Il 2 febbraio in un'intervista a Le Monde, il nuovo ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis aveva accusato l'Ue di aver dato alla Grecia troppo soldi e male: «Si è accettato di prestare alla Grecia grosse somme di denaro per pagare i suoi debiti, chiedendole di ridurre i suoi introiti. Non è stata una buona idea. Dobbiamo smettere di imitare Sisifo e agire in un modo più intelligente, trovando un piano che funzioni nell'interesse dell'Europa, non solo della gente».
LA TROIKA? INUTILE. In questa prospettiva, ha argomentato, sarebbe inutile continuare a discutere con la troika, «parola associata al piano illogico che è stato applicato alla Grecia dopo la catastrofe del 2010» che designa «tecnocrati molto competenti incaricati di far applicare quel piano» ma non «abilitati a discutere» un eventuale piano alternativo per il rilancio della Grecia. Perciò, conclude Varoufakis, «dobbiamo rivolgerci alle tre istituzioni (Bce, Ue e Fmi) e ai nostri partner europei per trovare insieme un programma che funzioni, contrariamente al precedente».

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