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CENTRODESTRA 2 Febbraio Feb 2015 2205 02 febbraio 2015

Forza Italia, assedio a Verdini e Letta

I custodi del Nazareno caduti in disgrazia. E Berlusconi potrebbe chiedergli di defilarsi.

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Roma: il senatore Denis Verdini (Fi) nell'Aula della Camera per la prima votazione per eleggere il presidente della Repubblica (29 gennaio 2015).

Ci voleva proprio una buona notizia di lunedì, dopo un weekend difficile come quello appena trascorso. Silvio Berlusconi non ha ancora incassato pienamente lo strappo di Matteo Renzi che l'ha sfidato e battuto sul Colle, ma si è potuto consolare con lo sconto di pena di 45 giorni per il processo Mediaset, che gli ha fatto tornare l'ottimismo in vista della decisione della Corte europea sul suo ricorso.
Intanto, però, c'è un partito da tenere incollato con lo scotch e il saluto al nuovo presidente della Repubblica da organizzare.
IL CAV INVITATO AL QUIRINALE. Martedì 3 febbraio, infatti, Berlusconi è tra gli invitati alla cerimonia di insediamento di Sergio Mattarella, e chi gli è vicino ha confermato il suo apprezzamento per aver ricevuto l'invito. D'altra parte, l'ex premier ci ha tenuto a spiegare da subito al nuovo capo dello Stato che la decisione di votare scheda bianca non aveva niente di personale, ma era dovuta solo alla contrarietà nei confronti del metodo utilizzato da Renzi. E il telegramma di congratulazioni spedito subito dopo l'elezione ha contribuito a distendere il clima tra i due.
Il rientro nella Capitale mette però Berlusconi di fronte alla guerra tra fazioni che orami da giorni regna dentro il suo partito. Le divisioni interne sono diventate il pane quotidiano così come le dichiarazioni 'tutti contro tutti'. Chi conosce bene l'ex capo del governo è convinto che lo 'sfogatoio' in atto sia voluto proprio dal Cavaliere che come sempre lascia che ognuno possa dire la sua senza però prendere posizione.
ROSSI: «VERDINI E LETTA DUO TRAGICO». Questa volta però la storia sembra diversa perchè a essere finiti sotto accusa sono due 'pezzi da novanta' come Denis Verdini e Gianni Letta. A essere contestata da parte del resto dei dirigenti, cerchio magico in testa (la tesoriera Mariarosaria Rossi lo ha bollato come «duo tragico») è la gestione dei rapporti con Renzi e il cosiddetto patto del Nazareno che, a sentire chi in queste ore è di casa ad Arcore, ha avuto come effetto solo quello di mettere nell'angolo l'ex capo del governo.
Verdini ha replicato alle critiche: «Le dimissioni non sono nel mio Dna e non ne vedo le ragioni», e ha ironizzato sulle parole di Rossi: «Abbiamo fatto anche un contratto per cantare canzoni perchè un duo canta anche... Sono opinioni della Rossi che io non condivido e non commento»
POSSIBILE SEGRETERIA POLITICA. A sentire i suoi 'avversari', Berlusconi sarebbe intenzionato a fargli un discorso chiaro invitandolo a un passo di lato. Una delle ipotesi allo studio sarebbe quella di dar vita a una segreteria politica ad affiancare l'ex capo del governo: composta da big del cosiddetto cerchio magico. Al di là della riorganizzazione del partito però, l'idea che Berlusconi possa mettere in naftalina il duo Letta-Verdini (e pare anche i due capigruppo) appare, a chi da tempo milita nelle file azzurre, come un'ipotesi surreale.
Il primo febbraio l'ex premier ha telefonato al senatore azzurro per ribadirgli la sua stima e il 3 febbraio è in programma un incontro tra i due a palazzo Grazioli. Chi conosce bene Verdini sa perfettamente il legame trentennale che lo lega al Cavaliere e il peso che il senatore ha all'interno di Forza Italia: se Denis dovesse dar vita a dei gruppi autonomi il primo a essere preoccupato sarebbe Berlusconi, è il ragionamento che fanno i 'verdiniani'.
TOTI, RAMOSCELLO D'ULIVO A FITTO. Il malumore però è tanto ecco perchè Berlusconi è costretto a riprendere in mano il bandolo della matassa. Intanto a lanciare una proposta è stato il consigliere Giovanni Toti, che ha invitato Raffaele Fitto a deporre l'ascia di guerra per un 'patto generazionale' insieme a Deborah Bergamini e Mariarosaria Rossi: «Con l'obiettivo di ricostruire insieme il centrodestra».
Ma il leader della fronda non ha colto l'invito lasciando che sia il suo silenzio la risposta alla proposta dell'ex direttore dei tg Mediaset. L'ex governatore - è il ragionamento fatto dai suoi - chiede che sia il Cavaliere a far capire che quale sia la linea del partito. E non è escluso che in settimana i due possano anche incontrarsi.

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