Matteo Renzi Sergio 150130212513
MAMBO 2 Febbraio Feb 2015 1052 02 febbraio 2015

Renzi, i tuoi competitor ti condannano a vincere

Al momento non ha avversari. Solo uno più giovane e sconosciuto di lui potrà fregarlo.

  • ...

Matteo Renzi e Sergio Mattarella.

Parlare bene di Sergio Mattarella, ora che è presidente della Repubblica, è facile.
L’uomo è di qualità, è colto, serio, ha senso dello Stato, è ironico. Chi se l’è immaginato grigio e notarile scoprirà di aver sbagliato.
Comunque non è un problema di oggi. Al momento tutti parlano e scrivono bene di lui anche, forse, per il sollievo che la sua rapida, e piena di voti parlamentari, elezione ha tolto al Paese l’angoscia che sul Quirinale si sarebbe potuto scatenare un Vietnam.
RENZI PER ORA È IL POLITICO PIÙ FORTE. Parliamo di Matteo Renzi, il vincitore di questa battaglia. Nessuno dubita che il premier abbia messo a segno un colpo da maestro. Torno a ripetere che l’uomo è un vero talento politico, è togliattianamente un totus politicus. Il migliore che c’è in giro e forse il più forte degli ultimi 20 anni. Altri, da Silvio Berlusconi a Walter Veltroni fino a Massimo D’Alema, hanno avuto qualità ma erano tutti appesantiti da qualcosa, D’Alema e Veltroni dal partito, Berlusconi dal conflitto di interessi.
Renzi è libero da gravami, tranne il suo carattere e, fra un po’, il peso del “giglio magico”, uomini di finanza compresi.

Un leader che sa spiazzare sempre i nemici

Silvio Berlusconi e Matteo Renzi.

Ma che tipo di talento è Renzi? Sappiamo che ha un talento tattico puro. Sa dove piazzarsi, sa quando assestare il colpo, sa tenere la posizione, sa cambiarla velocemente quando teme di perdere punti. Indubbiamente geniale. Non sappiamo ancora se sia un talento strategico. Finora non ha elaborato idee nuove sul versante della cultura politica. Vive sul lascito di Walter Veltroni e sull’impostazione che Romano Prodi e il professor Arturo Parisi dettero all’Ulivo in progress.
IL PREMIER NON È UN DEMOCRISTIANO. Non sappiamo neppure se questo suo immaginare un partito di sinistra che sia anche un po’ di destra (cosa che non deve scandalizzare: non disse Berlinguer che i comunisti erano un po’ rivoluzionari e un po’ conservatori?) appartiene alla vocazione “centrale” dei partiti di sinistra arrivati al governo - il Labour, l’Spd, ecc, - oppure è un’idea di superamento della vecchia contrapposizione destra-sinistra.
Renzi non è neppure un democristiano. Gli uomini della Dc avevano in testa la centralità dei corpi intermedi. Renzi immagina se stesso e l’opinione pubblica, nel più classico schema populista, quindi è il più antidemocristiano che ci sia. Non è neppure un intellettuale in senso classico, perché è un politico puro, né sembra circondato da figure intellettuali “pesanti”.
Comunque è appena da un anno sulla scena politica vera e avremo tempo per capire qualcosa di più di lui e dei suoi.
FORTUNATO, FURBO E INFEDELE. È anche un uomo fortunato, se, come sembra incrocerà, molto in virtù della ripresa americana e del calo del prezzo del petrolio, una congiuntura economica più favorevole, avrà fatto bingo.
Il tema delle sue abilità, al plurale, rimanda alla natura di esse. La sua principale qualità sembra essere la furbizia.
Renzi sa come si muove il “nemico”, interno o esterno. Ha preso le misure di tutti, nessuno di loro ha segreti che lui debba scoprire, sono tutti prevedibili. È poi un contraente infedele. È difficile fare un accordo con lui avendo la certezza che lo rispetti.
In questo senso è spiazzante, perché mentre l’amico o avversario si adagia lui sta pensando a come portare avanti la propria vincente mossa anche mettendo in conto di violare gli accordi.

Solo uno più giovane e sconosciuto di lui lo detronizzerà

Matteo Renzi.

Finora non ha sbagliato un colpo. Ora però tutti sanno che lui fa ed è cosi. Più levantino di un mercante mediorientale o di un commerciante barese. Trovare gente, in Italia e in Europa, che firmi un accordo con lui senza farsi tutelare da contropartite onerose o da garanzie ferree sarà difficile. Questo può essere il suo handicap.
IL PREMIER NON HA PIÙ SEGRETI. Tutto questo per dire che la sua indiscutibile vittoria nella battaglia del Quirinale lo ha messo nella condizione in cui lui ha trovato i suoi avversari e competitor. Non ha più segreti: Renzi conosce i difetti degli altri, gli altri sono ormai informati della sua “doppiezza”.
Potrà rivincere molte altre volte, finché non troverà uno che sia più fresco nelle sue stesse abilità. Uno più giovane, più sconosciuto, che lo sorprenderà.
I SUOI ATTUALI COMPETITOR NON SONO ALL'ALTEZZA. Ci vorrà tempo, ma in qualche scuola o università sta facendo le sue prime mosse un anti-Renzi che sta studiando i suoi trucchi.
Li avete visti anche voi quei film americani sui giocatori di poker o su autori di “stangate” che vengono poi “fregati” da competitori nuovi e sconosciuti.
Questo per dire che finché saranno in campo Berlusconi, Alfano, Salvini a destra o Bersani (onest’uomo), Fassina e Vendola a sinistra, IL PREMIER dominerà la scena e tutte le sere si farà quattro risate con i ragazzi e le ragazze del “giglio magico” osservando i suoi boccheggianti avversari.

Correlati

Potresti esserti perso