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BANCHE 3 Febbraio Feb 2015 2048 03 febbraio 2015

Banche popolari, Renzi: «Pronto a chiedere la fiducia»

Il premier: «Le dieci più grandi diventino Spa». Pil: «Irrealistiche le previsioni Confindustria».

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Matteo Renzi.

Sulla riforma delle banche popolari «sono pronto anche a metterci la fiducia». Lo ha detto Matteo Renzi a Porta a Porta. «Ci sono dieci banche, quelle più grandi, che hanno snaturato il concetto di banca popolare di una volta, fondato sul solidarismo cattolico. Abbiamo detto che le dieci più grandi debbano trasformarsi in società per azioni», ha aggiunto, affermando poi che: «è giusto che chi mette più soldi abbia più diritti».
Con la riforma «si supera un modello di banca molto legato a interessi territoriali, perché una parte di banche locali ha combinato pasticci. E li hanno combinati perché ci sono reticolati di amicizie. Uno come Bazoli, che non ci risparmia critiche, ha detto che su quelle banche era giusto intervenire», ha concluso Renzi.
PIL, «IRREALISTICHE» LE PREVISIONI DI CONFINDUSTRIA. Per quanto riguarda invece le previsioni di crescita del Pil, il segretario del Pd ha spiegato: «Nel Def abbiamo scritto +0,5%. Ho visto che Confindustria ha previsto invece un +2%, ma mi sembra irrealistico. Se tra +0,5 e +2% alla fine fosse +1%, avremmo comunque 8 miliardi in più da spendere. Fino ad aprile, testa bassa e pedalare».
«GOVERNO AVANTI FINO AL 2018». Risposta molto netta anche sul tema di un'eventuale verifica di governo dopo il voto per il presidente della Repubblica: «Le verifiche si facevano nella Prima Repubblica e si fanno a scuola. Ma Ncd non la chiede: non è nell'interesse di Alfano e loro», ha detto Renzi. «Il governo va avanti fino al 2018 con Ncd dentro», ha scommesso.
«LETTA? SE FOSSE STATO SERENO SAREBBE RIMASTO». Mentre quello nei confronti di Enrico Letta «non è stato in alcun modo il tradimento di un patto», ha raccontato il presidente del Consiglio. «Se fosse stato sereno, sarebbe rimasto lui a Palazzo Chigi. Io avevo detto a Letta: 'si va avanti fino al 2018'. Poi loro hanno bloccato l'azione di governo perché puntavano ad arrivare al voto nel 2015», ha spiegato il premier.
«IL DEBITO ITALIANO È SOSTENIBILE». Renzi ha anche voluto sgombrare il campo dall'ipotesi di una manovra per ristrutturare il debito italiano: «Il debito in Italia è sostenibile, con la crescita diminuirà. Non ci sono manovre di ristrutturazione del debito per l'Italia», ha detto intervenendo a Porta a Porta.
«BERLUSCONI DECIDA SULLE RIFORME». Quanto alle riforme costituzionali in cantiere in parlamento, Renzi si è rivolto direttamente a Silvio Berlusconi: «Qualche stratega dice a Berlusconi: 'le riforme servono per ricattare Renzi'. A me non mi ricattano, con me cascano male. Berlusconi le riforme vuole farle oppure no? Deve decidere, se sono cose buone per il Paese, o invece una schifezza, come dice Brunetta. Dovrebbe metterci il cappello».

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