Impianto nucleare iraniano
NODO 3 Febbraio Feb 2015 1849 03 febbraio 2015

Nucleare, Usa e Iran vicini a un compromesso

Fonti americane: possibile un accordo che permette a Teheran di mantenere tecnologia riducendo le armi.

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Il presidente dell'Iran Hassan Rohani

Si sta delineando un compromesso sul nucleare iraniano. Stati Uniti e Iran stanno mettendo a punto un'intesa che permetterebbe a Teheran di mantenere buona parte della propria tecnologia sull'uranio arricchito, in cambio di una riduzione delle sue capacità di produrre armi nucleari. A riferire del possibile compromesso sono stati due diplomatici che, pur aggiungendo che al momento non vi è alcuna garanzia che la proposta possa essere finalizzata a un accordo, hanno parlato a Vienna, pur se protetti dall'anonimato.
MANTENERE LE CENTRIFUGHE. Da Washington la portavoce del Dipartimento di Stati Jen Psaki ha detto che le discussioni vanno avanti, ma che «molte tessere del puzzle devono ancora andare a posto». L'accordo potrebbe permettere all'Iran di mantenere le sue circa 10 mila centrifughe, ma con la possibilità che vengano riconfigurate per ridurre il totale di uranio arricchito che producono. Uno dei due diplomatici ha aggiunto che l'intesa potrebbe includere limitazioni e controlli al suo programma. All'Iran inoltre sarebbe permesso di conservare solamente una specifica quantità di uranio dopo l'arricchimento nelle centrifughe.
URANIO ESPORTATO. Teheran si impegnerebbe poi a esportare buona parte dell'uranio arricchito che produce in modo che nel Paese non ne resti una quantità sufficiente a produrre la bomba. Lo scorso anno l'Iran aveva proposto di ridurre la produzione delle proprie centrifughe in cambio della possibilità di lasciarne in funzione la maggior parte. Ma la proposta era stata rispedita al mittente dalle potenze del 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Regno Unito e Germania). La tensione tra le parti in causa è evidente con l'avvicinarsi della fine dei negoziati prevista per il prossimo luglio. Il 29 gennaio il vice ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, aveva espresso la ferma volontà del suo Paese di accelerare sui negoziati, nel corso di nuovi colloqui a Istanbul cui avevano partecipato tre viceministri europei (Regno Unito, Germania e Francia) e la vice dell'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Federica Mogherini.
RICHIESTA DI UN RUOLO ALL'EUROPA. Araqchi aveva sottolineato la volontà dell'Iran di regolare al più presto le questioni ancora in sospeso con il 5+1. A metà gennaio il ministro degli Esteri, Javad Zarif, aveva detto che un accordo poteva essere vicino, ma che l'Europa doveva svolgere un ruolo più attivo nei negoziati. Zarif aveva anche sottolineato che ora si sta passando alla fase dei dettagli, dove risiedono le maggiori difficoltà in vista dell'accordo conclusivo, che dovrebbe essere preceduto da un accordo di massima a marzo.

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